Lettera sui servi

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17 Ottobre 2019

Cara fb

dal diffuso livore nei confronti del privilegio derivante da quota cento (per via del quale dovremo sopportare che un pugno di oligarchi milionari ultra sessantenni se ne vada a spassarsela indecentemente in chissà quale paradiso fiscale a bordo di yacht da favola e con un reddito da nababbi ammontante, più o meno, a un migliaio d’euro al mese) si evince lo stato cerebrale e morale di questa nazione, un tempo di artisti poeti e navigatori e oggi di economisti, life coach ed esperti di geopolitica.

Oggi come un tempo, però, perennemente appannaggio dei cialtroni.

“I numeri, i giovani, l’aspettativa di vita, i fannulloni, i fortunelli privilegiati, i furbetti del cartellino…” tutta l’artiglieria dei luoghi comuni giornalistici è spianata senza risparmiare quelle munizioni che, tanto, l’arsenale mediatico fornisce gratis e ininterrottamente.

Lascia certo stupefatti la precisione millimetrica degli automatismi culturali, l’impressionante uniformità linguistica con cui si sommergono di ingiurie persone che hanno lavorato per quarant’anni e sono arrivate alla vecchiaia attraverso decenni di sfruttamento sottopagato e, spesso, anche in un clima diffuso di derisione e disprezzo.

La violenza verbale con cui vengono trattate, certo, appare inusitata eppure non ti dovrebbe sorprendere: il branco infatti è addestrato da anni a latrare a comando. Immancabilmente contro i più deboli.

Non s’è mai alzata una canea simile nei confronti di quei milionari da diporto che in televisione ogni giorno ci allietano con le loro massime di vita, di quei gazzettieri che guadagnano centinaia di migliaia di euro per dire insulsaggini e perfino per scriverle, di quei calciatori il cui redditto, assommato, supera il pil di un paese di medie dimensioni e, infine e soprattutto, di quella miserabile, feroce classe di padroni e sfruttatori, la famosa “classe imprenditoriale italiana”, che per decenni s’è ingozzata indecentemente e continua ad impinguare in modo osceno i suoi conti in Svizzera o in Lussemburgo. Ma lascia che i penultimi osino reclamare quello che quando lo reclama un benestante si chiamerà “diritto acquisito” e quando invece lo reclamano loro si definisce “intollerabile privilegio” ed è esattamente questo ciò che ti devi aspettare.

Non un latrato di meno.

Come ho già detto il borghese progressista di ottima famiglia, privilegiato dalla nascita, che quando c’è da solidarizzare con le bandiere arcobaleno eccolo lì, ma quando c’è da rinunciare ad uno solo dei suoi privilegi allora – levati! mi fa venire la nausea.

Ma per questa accozzaglia di servi che, col passo caprino degli zombie, si muove in massa ululando e abbaiando, per questi miserabili pezzenti che sperano solo che il padrone gli lanci l’osso, per queste carogne da tastiera e da tv non provo solo schifo.

Provo anche pietà.

E la cosa, lo devo ammettere, mi infastidisce perché non credo che questa teppaglia meriti compassione.

Pen(s)osamente tuo

ur

TAG: Cultura, Facebook, giornalismo, italia, politica
CAT: costumi sociali, Media

3 Commenti

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  1. marco-bellarmi 12 mesi fa

    Pietosa marchetta a gente che ha scaldato per decenni una sedia fornendo servizi da terzo mondo.
    Daje tutti in pensione! Tanto paga Ugo vero? Il giovane dentro.
    I “più deboli” sarebbero, nella sua meravigliosa mente, i dipendenti STATALI: gente che mai e poi mai ha rischiato un licenziamento, nonostante ruberie, inutilità, fancazzismo dilagante e cartellini timbrati dagli “amici”.
    Non le rimane un briciolo di vergogna?

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  2. ugo-rosa 12 mesi fa

    Cosa penso di quelli come lei, Marco Bellarmi, è scritto qui sopra.
    Non ho altro da aggiungere: se vuole rilegga, altrimenti si accomodi altrove.

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  3. a.ingianni 6 mesi fa

    Sig. Bellami, a parte che non si possono etichettare tutti i dipendenti pubblici come fancazzisti, mi chiedo e chiedo di chi è la colpa? Dovremmo credo, risalire ai diretti superiori dei “fancazzisti” che tollerano l’andazzo; dopo, a coloro che hanno collocato “i superiori” in quelle posizioni. Ma chi ha attribuito ai “collocatori” simili prerogative?… Alla fine, andando a ritroso, scoprirà,che i veri responsabili siamo noi!!!

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