Lettera sulla nausea

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16 Ottobre 2019

Cara fb

non vado mai al cinema e quando la sera mi siedo davanti alla tv guardo sempre un film. Evito il resto. Soprattutto evito i programmi “d’informazione”, quelli condotti da gazzettieri strapagati che ospitano strapagati imbecilli – di notorietà variabile ma di cialtroneria invariabile – che fanno lo slalom tra scemenze e ovvietà.

A volte però succede che cambiando canale mi ci imbatta involontariamente. Ieri, per esempio, mi sono trovato sotto gli occhi il professor Tito Boeri che spiegava come “quota cento” non generi altro che ineguaglianza. Argomentava così: chi va in pensione con questa legge sarà privilegiato rispetto ai più giovani – che in pensione ci andranno a settant’anni o non ci andranno affatto – e a quelli che tra tre anni, quando tornerà in vigore la legge Fornero, non potranno più usufruirne.

Da quest’accorata indignazione il professore concludeva forse che occorra dunque estendere a tutti il diritto di andare in pensione ad una età decente? Neanche per idea. Egli sosteneva al contrario (…l’aspettativa di vita…la contingenza economica…) che “quota cento” va eliminata e l’età pensionistica tenuta ben alta. Per questioni di giustizia sociale.

Sintonizziamoci adesso con Superquark e trasferiamoci nei campi di cotone della Virginia alla metà dell’ottocento.

Un padrone “buono” decide che i suoi schiavi, raggiunti i sessant’anni, vengano liberati. Che ne penserebbe Boeri?

Ecco.

Egli sta praticando un’ingiustizia perché:

1) I più giovani rimarrebbero schiavi.

2) Gli schiavi sessantenni godrebbero di un “privilegio”.

Forse che, allora, si tratta di eliminare la schiavitù per tutti?

Niente affatto (l’economia virginiana ne riceverebbe un colpo. Il mercato, cari, ha le sue leggi…). Ciò che il professor Boeri, trasferitosi con noi, Piero e Alberto Angela, nella Virginia dell’ottocento, denuncerebbe con santa indignazione e trancerebbe a colpi di ghigliottina sarebbe invece il privilegio degli schiavi appena liberati. E da questo, conseguirebbe con straordinario acume deduttivo che l’unico modo vero per porre fine all’ingiustizia non sia quello di abolirla ma di ripristinarla egualitariamente.

I nostri progressisti.

Individui che nel privilegio (quello vero) ci sguazzano da quando sono nati, hanno sempre goduto e godono di un tenore di vita e di un reddito incomparabile con quello del novanta per cento dei poveracci che fortunosamente potranno usufruire di quota cento, in vita loro non hanno mai “lavorato” (perché un’attività gratificante, strapagata, piena di riconoscimenti e di soddisfazioni in nessun modo può essere paragonata a quello che fa un timbracarte, un lavapiatti o un netturbino) ma che hanno la faccia tosta di insegnare a te quale inammissibile privilegio sia l’andarsene in pensione a sessantadue anni dopo essersi fatti il culo per trentotto con un lavoro di merda.

Quando sostengo che il borghese progressista italiano mi provoca la nausea mi riferisco esattamente a questo.

Emeticamente tuo

ur

TAG: Cultura, giornalismo, Lavoro, politica, progressisti
CAT: costumi sociali, Media

4 Commenti

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  1. lina-arena 12 mesi fa

    Ugo Rosa sei bravo, hai tanto coraggio e meriti di essere letto e premiato. Il nostro giornalismo è pieno di cretini, cortrotti ed inutili sbavatori di idiozie.Io evito i tolk show quotidiani che godono di una parete di utilki idioti che debbono battere le mani e di una schiera di striscianti politicanti che amano dire sempre le stesse idiozie.Mi sono stancata di vedere il pubblico che batte le mani. Lo vedrei ed ascolterei solo se parla ed interloquisce con il presentatore di turno.In questi casi, il pubblico rispecchia la stupida condizione di apatia in cui viene lasciato il pubblico italiano.

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  2. lina-arena 12 mesi fa

    Boeri è l’immagine più felice del politico che sa e governa con il battimani guadagnando un sacco di soldi alle spalle d ei lav oratori.Gestisce un mare di dipendenti impegnati solo a calpestare i diritti dei lavoratori applicando termini di prescrizione che cancellano anni di lavoro e periodi pensionistici. Bisogna intervenire con il ministro del lavoro per fare verificare questa incresciosa abitudine dei funzionari INPS impegnati a cancellare con il ricorso alla prescrizione anni di lavoro dipendente.

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  3. evoque 12 mesi fa

    Informo la lettrice qui sotto che Boeri non è più presidente dell’Inps.

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  4. evoque 12 mesi fa

    Il sistema pensionistico funziona così: io che adesso lavoro pago la pensione di chi adesso è in pensione. E quando andrò in pensione io, un altro che lavora mi pagherà la pensione. Non è la scoperta dell’America, ma piuttosto quella dell’acqua calda. Faccio un’altra osservazione: nei paesi scandinavi è da decenni che si va in pensione a 67 anni di età… In tutto questo va ovviamente tenuto presente, ma già è così, che ci sono lavori usuranti e che dunque sia garantito a chi li svolge la possibilità di andare a riposo prima degli altri.

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