Lettera sulle sardine

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23 novembre 2019

Cara fb

mi hai invitato a iscrivermi alla pagina delle sardine e spero che tu non te la prenda se ho rifiutato questa proposta ittiologica.

E’ che non sono una sardina.

Non che abbia qualcosa contro il pesce azzurro ma è solo che non appartengo alla specie.  Sono affine, piuttosto, al Leedsichthys Problematicus, specie oramai sussistente solo in forma fossile.

Che tu, molto gentilmente, mi abbia inviato anche il loro “manifesto” e che io me lo sia letto ha reso, purtroppo, fosforescente la differenza biologica che intercorre tra me e loro. Parlo di biologia per non parlar d’altro: come potrei definire altrimenti la distanza che mi separa da queste persone senza suscitare il tuo risentimento? Come dicevo, essendo un fossile, prima di sottoscrivere mi attardo a leggere.

Tutto il testo che mi hai inviato ruota intorno all’indignazione nei confronti dei “populisti”; ci sono dei cattivi e quei cattivi sono loro. Ora, vedi, comprendo che la Lega sia politicamente (e non solo) ripugnante, comprendo che quello che dicono e fanno i leghisti sia repellente, comprendo che la stupidità dei grillini sia incomparabile e comprendo anche che il cinismo con cui si butta benzina sul fuoco del razzismo sia nauseante ma quello che non comprendo è come si possa non comprendere – e ahimè neppure sforzarsi di farlo – le cause di questa deriva che un etologo definirebbe “fogna del comportamento”. Perché se di un qualsiasi effetto non si comprendono le cause si fa come chi sbatte le corna contro uno spigolo e se la prende con lo spigolo. Non una parola sulle disparità di ricchezza e sui privilegi che stanno alla base di tutta la rabbia che alimenta il “populismo”. Rabbia che è molte cose, anche stomachevoli, ma non è inspiegabile.

Se solo la si vuole comprendere e si ha interesse a comprenderla. Servirebbe però non essere intrisi di conformismo infimo-borghese, non dare per scontato che quello in cui si vive sia, tutto sommato, il solo mondo possibile (forse perfino il migliore dei mondi possibili) e che, con un poco di meritocrazia, un poco di educazione civica, un pizzico di ecologia e tanta empatia le cose fileranno che è un piacere. Questo compito in classe avrebbero potuto stilarlo Calenda, Nonna Abelarda, Barbara Palombelli, Jimmy il fenomeno, Gianni Riotta e Topo Gigio. Indifferentemente o insieme. Ed è per questo che si sprecano gli attestati di simpatia: da Liguori a Mughini passando per Giuliano Ferrara. Molti apprezzano e altri apprezzeranno. Si gradisce diffusamente. Perciò tranquillizzati: gli squali non mangeranno le sardine, come temi. Ne guideranno la migrazione. Domani questi bravi ragazzi, così simpatici e per bene, che non rompono vetrine, non vogliono bandiere e fanno politica solo nel modo giusto, diventeranno classe dirigente: gli eredi di quelli che oggi li apprezzano.

Ma, mia cara, io che sono un diseredato cronico, cosa avrei da spartire con loro?

Paleontologicamente tuo

ur

TAG: Cultura, Facebook, giornalismo, italia, lega nord, politica, sardine
CAT: costumi sociali, Media

7 Commenti

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  1. massimo-crispi 2 settimane fa
    Se non fossi già sposato chiederei la sua mano alla mamma.
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  2. dopo54 2 settimane fa
    (e non solo). anche Lei che si crede al di sopra di tutti e da tutto.Come traspare da ogni suo scritto. Cammina su una gamba ripugnante e un altra repellente. Ho vissuto l'arroganza democristiana comunista e leghista. Come il crispi massimo avete la parola facile ,ma molto vi sfugge.
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  3. alesparis69 2 settimane fa
    E' una questione generazionale. Solo questo.
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  4. massimo-crispi 2 settimane fa
    Caro dopo54, adesso uno dovrebbe sentirsi in colpa perché sa le cose... Certo, molto ci sfugge, ma credo che la sfuggita riguardi il 100% dell'umanità, ma se le cose sfuggono già a noi possiamo immaginare quanto sfugga a lei! Faccia una cosa: visto che i nostri scritti la molestano per la parola troppo facile, non ci legga più e si rifugi dove le parole sono più difficili e oscure. Lo diciamo per il suo bene.
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  5. giovanni-gualtiero 2 settimane fa
    non mi trovo in chi parla di una impossibile autoconvocazione del popolo
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  6. evoque 2 settimane fa
    Mah! E poi, scusi eh, chi se ne frega di chi siano alcuni sostenitori delle sardine. A me interessa che le sardine abbiano smosso la palude dell'informazione dove, fino a pochissimo prima, Salvini campeggiava ogni giorno sulle prime pagine dei quotidiani, dei media in generale con le sue volgarità, la sua ignoranza, le sue istigazioni all'odio, il suo para-fascismo. Le sardine hanno mostrato che c'è un'Italia stufa di quanto sopra e che vuole - parole di uno degli organizzatori - "una politica più seria". Se poi uno con il tempo è diventato acido, la colpa non è certo delle sardine. Io le sostengo non foss'altro per il fatto che esse hanno rubato la scena a un cialtrone interessato solo alla propaganda, che più è becera meglio è. E questo è un vulnus mica da poco. Per quanto mi riguarda, benvenute siano le sardine!
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  7. marella-pollastrelli 7 giorni fa
    condivido fino all'ultima parola
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