L’ira dei calmi (seconda passata)

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22 Ottobre 2018

Il microclima ideale per l’infamia, in cui essa cresce indisturbata fino a diventare obesa, prolifera e riproduce se stessa in una progressione esponenziale che non conosce il fondo del peggio, è quello della enclave dei “moderati”.

Non credo esistano forme di meschinità e di cinismo che un moderato non sia in grado di praticare con l’aria superiore di chi ha la certezza d’essere il sale della terra.

Il moderato è un idiota.

Non perché sia un imbecille (lo è spesso, ma non sempre) ma perché è incapace di pensare a qualcosa che non sia il suo privato.

E’ un idiota nel senso che al termine si dava nella Atene di Pericle.

Un uomo che riduce l’universo ai confini della sua proprietà e, oggi, del suo portafoglio.

La sua idiozia è aggravata, ai nostri giorni, dalla arroganza che gli deriva dall’essere quotidianamente lusingato e considerato dal pensiero dominante l’ago della bilancia di ogni politica possibile (quella politica che non lo consideri tale è infatti immediatamente estromessa dal “possibile” e cacciata nell’inferno delle ideologie o nel purgatorio delle utopie). Si fa un vanto, il moderato, di perdere di rado la calma, il che è verissimo dal momento che non ha, in genere, alcun motivo per perderla. Quando però si tratta di mettere mano al portafoglio o rinunciare all’ultimo dei suoi privilegi, allora, la perde e se poi si oltrepassano i confini del territorio che ha marcato col suo piscio e ritiene “roba sua” allora s’imbestia, reclama il fucile per farsi giustizia da solo e, in aggiunta, la castrazione chimica e la pena di morte.

Perché la sua è una calma sui generis.

Una calma, appunto, da idiota.

Quando l’idiota minaccia “l’ira dei calmi”, dunque, per quanto la sua fisionomia rimanga quella floscia del travet, non è saggio sottovalutarne il tono.

Non perché dopo anni durante i quali il suo branco ingrossava le file delle maggioranza silenziosa, l’idiota cominci ad alzare la voce e paventi di andare a votare “per l’opposizione”…questa è la parte che fa solo ridere.

La parte seria è invece che una letterina come quella di Pansa avrebbe potuto scriverla qualsiasi bravo benestante borghese tedesco negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale e immediatamente precedenti al trionfo della barbarie.

Un galantuomo terrorizzato dalla eventualità che i bolscevichi attentassero alla sua proprietà.

La differenza, purtroppo, consiste nel referente di quella preoccupazione.

Per il mangiacrauti il pericolo era costituito da Karl Liebknecht e da Rosa Luxemburg, che infatti “l’ira dei calmi” fece trucidare; per il mangiaspaghetti invece si tratta di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che bevono Uliveto e sparano minchiate.

Questo, faccia ridere o piangere, la dice lunga sul baratro nel quale precipitiamo in caduta libera ogni santo giorno ma non rende la situazione meno pericolosa, la rende solo meno seria.

La trasforma.

Da tragedia a farsa Grand-Guignol.

La adatta al mercato locale.

 

TAG: Cultura, giornalismo
CAT: costumi sociali, Media

3 Commenti

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  1. beniamino-tiburzio 2 anni fa

    Ugo Rosa !…. Ho già commentato il suo precedente articolo. Che Lei debba tenere in non cale le mie obiezioni è cosa ovvia e irrilevante. Non voglio neanche sapere da che parte Lei voglia pendere. Dalla parte dell’ invettiva fine a sè stessa pare proprio di si. Le ho insegnato, senza invettive, che il suo proprio egoismo ( sanissimo, peraltro ) è in buona compagnia. Con quello degli oclocrati, dei liberali, dei democratici, dei ” moderati “, che proprio Le stanno sullo stomaco. Lasci stare Pericle ed Atene su cui da oltre una ventina di secoli ” le anime belle ” come Lei fanno confusione. Voli basso, perchè Lei, come me, come tutte le già citate categorie, siamo tutti degli egoisti, Lei direbbe, ignobili. Solo che Lei e le categorie citate non vorrete mai ammetterlo. Io, invece, me ne vanto. E come egoista UNICO non ho complessi d’inferiorità. Sono chiaramente questi che La fanno inveire. Ripassi, se lo ha letto Max Stirner ; se non lo conosce, come penso, se ne tenga alla larga e continui ad inveire.

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  2. Ugo Rosa 2 anni fa

    Professor Di Tiburzio (mi permetto di aggiungere un titolo alla ventura, ma uno che, dalla mongolfiera e col megafono, dice agli altri di “volare basso” o è professore oppure è avvocato, forse tutte e due le cose) ho visto, ahimè, che ha commentato.
    Adesso commenta di nuovo, e purtroppo lo farà ancora: senza scendere dalla mongolfiera, con l’ostinazione eroica di chi ha letto un libro solo (L’Unico) non l’ha capito e dedica la sua intera vita a non farlo capire (e quel che è peggio a farlo detestare) agli altri.
    Un professore compulsivamente professante.
    Un avvocato avvocatescamente arringante.
    Mi dica Beniamino, ma le succede mai di smontare dalla cattedra?
    “LE HO INSEGNATO…RIPASSI…”: che fa compita dal registro di classe?
    Non so se è cattolico ma se lo è, compiango sinceramente il suo confessore:
    Padre Parrino: “Dimmi fratello…”
    Beniamino Di Tiburzio: “Egregio, impari prima di tutto che le domande, qui, le faccio io…”.
    Se continua così, Beniamino, finirà che dovranno portarla al cesso imbracato alla cattedra e alla sedia curule.
    Non oso neanche pensare alle ramanzine che impartisce al suo barista di riferimento:
    “Lei, esimio, mi tiene in non cale! Ripassi l’aritmetica prima di pretendere mancia in alcun modo adeguata alla libagione!”.
    Se continua così, mi creda, prima o poi si ritroverà il guttalax nel cappuccino.
    E siccome il sistema d’imbracatura (funi e carriole) non funziona mai con la necessaria celerità, beh, lasci che glielo dica, saranno cazzi…
    Abbandoni, mi dia retta, cattedra e sedia curule…vada al cesso deambulando come tutti…e, mentre fa quello che deve fare, si rilegga quell’Unico libro con più attenzione.
    Vi scoprirà questa frasetta:
    “I crimini sorgono dalle idee fisse” (Parte seconda, II,1)
    Provi ad applicarla a se stesso.
    Perché, se lo lasci dire, dall’andatura ipnotica e catafratta, avvocatesca e tronfia, della scrittura deduco che la sua, ahimè, sia proprio un’idea fissa.
    Adieu, monsieur le professeur!
    Ma se vuole che le risponda, la prossima volta deve sbarcare dalla mongolfiera: soffro di torcicollo.

    p.s.
    Spero gradisca questo piccolo omaggio: https://www.youtube.com/watch?v=N2ifazIF9Qk
    le note del ritornello, per la verità, slittano pericolosamente verso l’Internazionale…ma sono certo che Lei, tanto devoto a San Max, non ci farà caso :-)

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  3. beniamino-tiburzio 2 anni fa

    L’ironia punge, vero ? Ma e’ piu’ facile farla che capirla……dicono. Fine della polemica. Ugo Rosa sa tutto di me ! Mi ha smascherato ! Maledetto ! Ne sa una piu’ diavolo ! Professore professante, avvocato avvocatescamente arringante. Sembrerebbe che disdegni chi lo contraddice costruendone il profilo a suo uso e consumo : non e’ cosi’. Egli ” ci prende “…….. Arrestate quell’ armadio ! Non e’ un armadio, e’ l’anima bella Ugo Rosa in uno dei suoi piu’ famosi travestimenti.

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