Montalbano chi? (Chiacchiri e tabaccheri di lignu)

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20 giugno 2019

Due casi che abbiamo sotto gli occhi ci mostrano con chiarezza stato e consistenza della pubblica opinione di questo paese.
Primo caso.
Malore di Andrea Camilleri.
Un giornalista, Vittorio Feltri, dichiara:
“Mi dispiace, quando un uomo vecchio muore c’è sempre un certo dolore. Però mi consolerò pensando che quel terrone di Montalbano non mi romperà più i coglioni”.
Cos’è successo? Il finimondo.
Il progressista medio si è inalberato come gli capita di rado.
Le bacheche di facebook sono talmente colme di nobile indignazione da tracimare.
A quella dichiarazione di insofferenza, nei confronti di un personaggio letterario (neppure del suo autore…) il progressista, di solito in giacca e cravatta, ha risposto sbracciandosi. Potendo avrebbe, ne sono certo, licenziato, arrestato, querelato (come ha fatto altre volte con qualcuno meno potente). E lo avrebbe fatto nel nome e per conto di quella civiltà occidentale che, così pare, garantisce la libertà di espressione (poco importa se inelegante) nei confronti dei vivi, dei morti e dei morenti.
Secondo caso.
Morte di Zeffirelli.
Un intellettuale, Tomaso Montanari, scrive su Twitter:
“Si può dire che il #maestro Scespirelli era un insopportabile mediocre, al cinema inguardabile? E che fanno senso gli alti lai della Firenzina, genuflessa in lutto o in orbace, ai piedi suoi e dell’orrenda Oriana? Dio l’abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue. Amen”
Di nuovo, ma stavolta dalla parte opposta, le bacheche si sono infiammate e non un insulto è stato risparmiato.
Chi ha taciuto nel primo caso si è scatenato nel secondo mentre quelli la cui indignazione, prima, saliva alle stelle, adesso mostrano di avere la bocca talmente piena da riuscire solo ad ingoiare silenzio.
Feltri è un vanesio, incolto e grossolano, che si concia come il cocchiere del principe di Galles (immaginando d’essere lui) e in più scrive peggio del suo stalliere. Solo il cinismo del sistema mediatico gli consente di esprimere, da un pulpito incomparabilmente più elevato di quello dei suoi simili, un pensiero di cui è del tutto privo.
Montanari è un intellettuale progressista che s’interessa, pare, di storia dell’arte. Non ne conosco le doti.
Ma chi siano loro due è irrilevante, com’è irrilevante la simpatia o l’antipatia che possono suscitare Montalbano e Catarella perché non è di loro che si dovrebbe parlare. Né di Camilleri e Zeffirelli. Quello di cui si dovrebbe trattare con attenzione (e invece si tace ora e sempre con ostinazione) è l’inarrivabile ottusità di una “pubblica opinione” che, del tutto indementita, si corrisponde specularmente contrapponendosi rumorosamente e che i mass media portano in transumanza dove gli pare e piace. Questa mefitica palude, su cui ronza il benpensante, che emette borborigmi di indignazione a comando quando gli toccano il giocattolo preferito e inghiotte impassibile la macelleria sociale.
Perché è questa mefitica palude, non il fantoccio che di volta in volta ci galleggia sopra, la prima garanzia del dominio.

TAG: Andrea Camilleri, Cultura, Facebook, Franco Zeffirelli, italia, politica, Tomaso Montanari, Vittorio Feltri
CAT: costumi sociali, Media

2 Commenti

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  1. evoque 4 mesi fa
    Feltri fa quelle sparate perché sa che gli frutteranno ascolti, interventi negli osceni talk show, e forse incrementeranno di qualche copia le vendite del languente giornaletto che dirige, e poi lui sa che la Lega - il suo core business - è tuttora fortemente anti terroni, nonostante le furbate di Salvini; Montanari fa una critica, legittima, a un regista. Mi pare dunque che le due faccende non stiano insieme.
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  2. beniamino-tiburzio 4 mesi fa
    Ciao Rosa, stavolta la sostanza la condivido tutta (.....bravo 7+, ma non prendertela per il voto ). La forma, invece, e lo sai, molto meno : d'altra parte è il tuo tic. Nel contesto la macelleria sociale ( termine abusato da tutte le opposizioni ai vari Governi ) è il classico cavolo a merenda. Infine evoque : 7+ anche a lui anche se, ah ah ah, fa il tifoso. Non dite che faccio il professore perché è vero. E' il mio tic.
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