Parità raggiunta

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18 Gennaio 2018

Credo si possa dire che nessuna epoca della storia, quanto la nostra, ha mai conosciuto uguale sollecitudine nella individuazione di ogni inosservanza del galateo umanitario.

La difesa dei diritti del Genere Umano assume gli aspetti più colorati della cronaca ma è perennemente al centro degli interessi del sistema mediatico. La recente ondata di indignazione nei confronti dei molestatori sessuali hollywoodiani ha mostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse stata la necessità, con quanto scrupolo si affronti il tema della parità di genere e quanta sottigliezza intellettuale si sia in grado di profondervi.

Fa scalpore il fatto che dei milionari tocchino il culo a delle milionarie ed offrano loro la possibilità di diventare un poco più milionarie, qualora si mostrino disponibili ad eventuali, ulteriori e più intimi, palpeggiamenti.

Si trascura, come del tutto irrilevante, il conto in banca delle parti in causa per puntare dritti a quella “Fraternitè” che, dall’epoca dei lumi, non ha mai smesso di rischiararci il cammino.

Anche se la vertenza riguarda due persone appartenenti, ambedue, a quella minima porzione di umanità che gode di privilegi inimmaginabili agli altri, essa diviene così occasione di lotta senza quartiere a un “Privilegio” desostanzializzato che, assunta l’iniziale maiuscola, è eletto, come la Fraternitè di prima, a feticcio tribale.

Accade così che una delle donne più potenti del pianeta, Oprah Winfrey, scenda in campo contro il “Potere” (altrui) e che nessuno ne rilevi il ridicolo.

Al contrario, la signora Winfrey, in quanto donna e in quanto di colore, viene indicata seriamente, da quei mass media di cui è regina incontrastata, come rappresentativa di tutti gli ultimi e gli oppressi del mondo.

Com’è possibile questo paradosso?

La risposta non è complicata.

Tutto deriva dalla prima, banalissima, omissione: quella del conto in banca.

La devastazione culturale ci si offre così come strumento di salvazione generica di un “Essere Umano” privo di reali connotati socioeconomici.

In tal modo si serve dei diritti di una “Umanità”, marmorizzata in monumento ai caduti, per attestare, rendendolo invisibile, proprio il dominio e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Nella società iperattuale la fratellanza cristiana si riduce a barzelletta sconcia.

Il paradosso ecumenico domina incontrastato.

Una miliardaria diventa “sorella” della minorenne nigeriana costretta a prostituirsi per strada e ne assume la rappresentanza mediatica, cioè l’unica che,ormai, conti.

Il delirio che ha fatto seguito agli avvenimenti hollywoodiani consente però di misurare lo stato effettivo della intellighenzia internazionale.

L’equilibrata cretineria con cui intellettuali femministe, intellettuali femministi, intellettuali antifemministe e intellettuali antifemministi, hanno dibattuto intorno alla loro reciproca stupidità testimonia infatti di una parità di genere definitivamente raggiunta.

Prendiamone finalmente atto.

TAG: Cultura, giornalismo
CAT: costumi sociali, Media

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