Qualcuno era del PD (scene di lotta di classe a Beverly Hills)

18 Settembre 2018

Se ne avessi facoltà assolverei politicamente tutti i partiti che attualmente siedono in parlamento, comprese le minutaglie. Un’amnistia generale. A un patto: che la smettessero con “gli interessi di tutti” e cominciassero a dire chi rappresentano e perché.

Se facessero così dovrebbero rispondere senza ipocrisia alle domande di chi li vota ma potrebbero anche fare a lui delle domande.

Provo a spiegare.

Qual è la ragion d’essere di un partito se non difendere quelle categorie sociali sulle quali inequivocabilmente ha fondato e strutturato la sua identità politica?

Prendiamo il PD.

Vogliamo provare (in modo conviviale, senza alcuna pretesa di indagine sociopolitica) a dare un’occhiata alla tipologia antropologica (sociologica? Fisiognomica?) che al PD ha fatto riferimento nel corso degli ultimi decenni e che, a sua volta, il PD ha coltivato e curato come orto elettorale?

Io, per tenermi a quel che so, conosco (vita reale e social) moltissime persone che a quell’area hanno fatto capo e perfino qualcuno che ancora tiene duro.

Non ci trovo, credetemi, neppure l’ombra di ciò che una volta si chiamava, scusatemi il termine, “proletariato” (nella sostanza: sfruttati, indigenti, oppressi, disoccupati, impiegati di infimo livello, commessi, operai, pensionati da fame ecc.).

Quel “proletariato” (qualunque cosa sia) che avrebbe il diritto, qualora il PD l’avesse mai rappresentato, di sentirsi tradito.

Ci trovo invece facoltosi professionisti, impiegati e pensionati di buonissimo livello, giornalisti, accademici, magistrati, persone con ottimo tenore di vita, sicure e assicurate da ogni punto di vista. Uomini e donne che viaggiano, vanno in vacanza diverse volte l’anno e, insomma, se la passano benino. Persone che, senza offesa per nessuno, si potrebbero ragionevolmente definire “benestanti” (ovviamente a diversi livelli…).

Sento già rumore in sala…Che c’è di male? E’ una colpa?

Certo che no! E’ solo un fatto.

Ma se il PD riconoscesse apertamente che è quello il suo “zoccolo duro” allora un Calenda o una Martina potrebbe perfino sembrare intelligenti; fare delle domande serie e pretendere una risposta non vaga:

“Caro il mio elettore puoi veramente sostenere che il tuo stile di vita, nel corso degli ultimi dieci anni, sia peggiorato?

Che cosa mai è venuto, in questi anni, a mancarti e cosa, invece, ci hai guadagnato?

E’ vero, sì, che abbiamo devastato la vita di tanti altri (quel proletariato del cazzo…) ma tu, scusami, che c’entri?

Perché ti lamenti con noi che ti abbiamo rappresentato così bene?

Che minchia vuoi?”

Seguirebbe (si spera) risposta a giro di posta.

Invece?

Eteree, elegantissime, partiture composte da Sciarrino, cantate da Cacciari e suonate da Pollini.

Più mosce, in verità, della ciolla di Luigi Sedici ma vibranti di virile indignazione contro sovranismo, populismo, rancore, risentimento, la mentula in salamoia e la guallara essiccata.

Eccheccazzo…

TAG: Cultura, politica
CAT: costumi sociali, Media

Un commento

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  1. evoque 2 anni fa

    Va bene, tutte le colpe sono del solito Pd. Ma, a proposito di sovranismo, populismo, rancore, risentimento e aggiungerei caterve di odio, vorrei ricordare che il partito che sta capitalizzando meglio di altri tutto ciò è un partito che è stato al governo di questo Paese per quasi 10 anni con il sire di Arcore. Quindi qualcosa – e anche più di qualcosa – non torna.Se uno va su Youtube ci trova decine e decine di siti di propaganda non disgiunta dall’odio. Che cosa significa? Che molti hanno l’interesse a strumentalizzare le masse, il cosiddetto proletariato. Che magari credono che a un Salvini o a un Di Maio .interessi qualcosa del bene comune che non sia la soffice e remuneratissima poltrona sotto i rispettivi culi..

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