Saccenti d’Italia

:
20 Dicembre 2018

Solo uno stronzo è più stronzo dello stronzo che non ha studiato, quello che ha studiato.
Unamuno sosteneva che un pedante è uno stupido rovinato dallo studio.
Lo stronzo, al contrario, studiando non può diventare qualcosa di peggio.
Diventa solo più stronzo.
Può perfino accadere che un ignorante sia portatore sano di stronzaggine, che cioè sia uno stronzo in incognito e non lo dia a vedere o, per lo meno, non ostenti la sua stronzaggine quasi fosse una virtù cardinale…ma dategli un titolo di studio ed essa, fatalmente, brillerà.
Le nozioni istillate nel suo cervello diverranno delle mine vaganti di cui nessuno al mondo potrà prevedere la traiettoria né il momento dello scoppio.
L’unica possibilità di difesa consisterà nel tenersene a distanza.
In quest’ambito si rivela particolarmente perniciosa l’istruzione di tipo specialistico.
Un avvocato, un notaio, un economista, uno strutturista, un virologo sono soggetti ideali.
Lo stronzo titolato è una sciagura sia perché la sua potenza di fuoco viene accresciuta dal titolo, sia perché questo gli costruisce intorno un carapace in grado di respingere qualunque proiettile intellettuale.
La stupidità (che nello stronzo è endemica) a quel punto è messa al sicuro e diviene invulnerabile.
Gli innumerevoli affluenti della sua imbecillaggine confluiscono nella discarica dello “io ho studiato e tu no” che a sua volta sfocia nella fogna in cui, da quattromila anni, galleggiano tutti gli stronzi: “Lei non sa chi sono io”.
La sua concezione del sapere è notarile: una scrittura privata tra un contabile e un minchione, nella quale il contabile fa due più due e il minchione certifica “quattro”.
Anche se, per dire, si sommano due arance e due bombe a mano.
Pratica il monologo e se il suo interlocutore interloquisce ne reclama il titolo di studio: “Lei è laureato? No? Allora stia zitto!”. Non lo sfiora neppure il pensiero che laurea e intelligenza, proprio come arance e bombe a mano, non si sommino.
La sua “scienza” (o ciò che lui chiama in questo modo) è così obesa da non riuscire più a sollevare il culo dalla sedia curule, inchiodata dietro la cattedra della saccenteria, immobilizzata nei suoi titoli e capace solo di autocertificazione: io sono io.
Il trionfo della tautologia e, perciò, il trionfo della stupidità.
Ma di una stupidità, va detto, documentatissima e, soprattutto, titolata.
Appartenendo al novero degli stronzi competenti egli causerà dunque alla materia di cui, a torto o a ragione, immagina di essere un luminare dei danni spaventosi che nessuna forma di incompetenza sarebbe in grado di produrre.
Un esercito di terrapiattisti non provoca in chi li ascolta neppure un millesimo del fastidio che causa lui.
E se questo ridicolo imbecille si presenta con il distintivo dello scienziato la nausea finisce purtroppo per trasferirsi su quel distintivo.
Un Piero Angela all’incontrario. Un divulgatore di minchioneria a raffica.
Una mano santa, insomma, per creazionisti, terracavisti, astrologi e chiromanti.

TAG: Cultura, giornalismo
CAT: costumi sociali, Media

Un commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

  1. beniamino-tiburzio 2 anni fa

    Profondissime riflessioni ! L’algoritmo della filastrocca sullo ” stronzo ” ci mancava.

    Rispondi 0 0
CARICAMENTO...