San Michele Serra protettore dei vigili urbani (seconda passata)

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20 novembre 2017

Perché insistere con Michele Serra?

I giornali pullulano di travet con la penna dietro l’orecchio che esercitano la gazzetteria sui registri della contabilità. Entrate sulle righe, uscite sulle colonne, somma a piè di pagina, facendo attenzione che il risultato sia sempre in attivo per lo status quo e garantisca il benessere di cui loro hanno sempre goduto.

Serra è uno dei tanti e nemmeno il peggiore.

Ma la sua spocchia da reduce ha qualcosa di insopportabile.

E’ il ritratto dell’italiano medio: incendiario da giovane, pompiere da vecchio.

Comincia come sessantottino, finisce come dispeptico da friggitoria che racconta al bancone i suoi trascorsi. Adesso è diventato il buon don Cesare, porta il mantello a ruota e fa il notaio. Passa la mattinata al minimarket per prendere in castagna chi parcheggia in doppia fila e si duole della maleducazione dei giovinotti.

Ieri il cassiere di quel minimarket tirava giù le madonne per aver preso una multa.

Chi non l’avrebbe fatto?

Michele Serra.

Egli non contravviene mai e, se lo fa, concilia e ringrazia il tutore dell’ordine che stacca ricevuta.

Perché Serra ci ha il senso civico montato di serie e non perde occasione per ergersi a difesa dell’ordine costituito.

Che quel cassiere perda, con la multa, un quinto del suo stipendio da fame, per Serra, è solo una nota di colore giornalistico. Non comporta conseguenze.

Lo sfruttato, una volta che abbia finito di farsi docilmente sfruttare, deve ridiventare magicamente un citoyen modello, proprio come questo raggio di sole che, nella vita non ha mai fatto altro che scrivere minchiate a pagamento e già pensa a dove andarsene in vacanza per natale. Se lo sfruttato, non sia mai, s’imbufalisce, verrà subito catalogato tra i cattivi ed entrerà a far parte di quella canaglia che fa troppo schifo per essere governata.

A Serra non passa neanche per il cervello che, in una nazione un po’ meno incivile, la multa fatta a chi guadagna cinquecento euro non dovrebbe essere la stessa che paga chi, come lui, guadagna almeno venti volte tanto. E scommetto che se la multa che decurta un quinto del reddito al cassiere fosse proporzionata, per Serra, a un quinto del suo reddito, allora pure lui, qualche madonna, la tirerebbe giù dagli altarini. Anche se neppure in quel caso le due cose sarebbero minimamente paragonabili: perché il signor Serra dispone comunque di un conto in banca al quale il cassiere non arriverà neppure facendo il suo lavoro di merda per tre vite consecutive.

Ecco spiegato, comunque, perché Michele Serra e i suoi simili mi danno più fastidio delle zanzare.

Sono bigotti che hanno la faccia tosta di voler sembrare progressisti, egualitari e di sinistra.

Rappresentano il peggio di quel “popolo” che credono di potere giudicare e di cui immaginano, invece, d’essere il meglio.

Sono il compendio del filisteismo nazionale, forse il peggiore che ci sia al mondo; di sicuro il più ampolloso, presuntuoso e isterico.

TAG: giornalismo
CAT: costumi sociali, Media

7 Commenti

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  1. adriano.bianchi 2 anni fa
    Su questa base solo perché uno guadagna 500 Euro al mese ha diritto di infrangere qualsiasi regola? Magari potremmo anche giustificare una rapina o un omicidio? Per favore cominciamo prima ad insegnare i doveri e poi parliamo anche di diritti e non viceversa.
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  2. daniele-predolini 2 anni fa
    Francamente sig. Ugo Rosa, la descrizione che fa di Michele Serra calza a pennello a lei. Lo spocchiose è lei. Sono anch'io un sessantottino (non ex, prego) e non ho mai potuto sopportare chi, sia a destra che a sinistra o al centro, non rispettasse la legge. Perchè devo rubare? perchè devo parcheggiare in seconda fila o peggio ancora nel posto riservato ai disabili? Perchè devo fare il "furbo" a discapito degli altri? Se sbaglio pago. PUNTO.
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  3. gianmario-nava 2 anni fa
    "nella vita non ha mai fatto altro che scrivere minchiate a pagamento" quello che lei scrive non è carino nè elegante
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  4. ugo-rosa 2 anni fa
    Dal momento, signor Adriano Bianchi, che, non conoscendola, la buona creanza mi impone di dare per scontato che se lei avesse letto quello che io ho scritto l’avrebbe certamente capito, allora mi corre l’obbligo di concludere che lei non lo ha letto. Di conseguenza non posso che invitarla a leggerlo (sempre che, naturalmente, sia interessato a farlo) riga dopo riga, aiutandosi, come facevano le care nonnine, col dito indice. Scoprirà allora che in nessuna di quelle righe si “giustifica” alcunché: ci si sforza, invece, di “comprendere” il perché di un certo comportamento. Sforzo di comprensione che, molto tempo fa, era appannaggio dei lavoratori dell’intelletto (soprattutto di quelli che amavano definirsi “di sinistra”) ma che, evidentemente, a Serra interessa tanto poco quanto a lei. Per la differenza tra “giustificare” e “comprendere” (che evidentemente non è chiara neppure al signor Daniele Predolini, che certamente non comprende ma fa comprendere bene, definendosi “sessantottino”, per quale ragione il sessantotto sia finito a puttane) la rimanderei, se permette, al dizionario. Al signor Gianmario Nava, invece, vorrei dare ragione: ciò che ho scritto non è carino né elegante. Ma vorrei dargli nel contempo una triste notizia: la verità non lo è quasi mai. I puffi, invece, sì. Se si contenta dei puffi...
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  5. gabriele.catania 2 anni fa
    a me michele serra fa ridere, nei suoi pezzi sull'espresso. però anche io fatico a sopportare questo suo stile, tra il buonista e il condiscendente. E trovo a dir poco contraddittori coloro che continuano a definirsi sessantottini ma poi esigono un'applicazione letterale della legge (se non ricordo male, i sessantottini tuonavano contro le leggi oppressive della borghesia sfruttatrice, e non accoglievano con fiori e confetti le "guardie"...) Summum ius summa iniuria. Chi ha 700 euro di stipendio, e ne perde 60 per una multa (magari perchè non ha i soldi per pagarsi un parcheggio da 1 euro l'ora, o perchè il supermarket non ha i posti riservati al personale) subisce un grave danno. Deve pagare, ma capisco la sua incazzatura.
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  6. ed 2 anni fa
    Il bue che dà del cornuto all'asino! Se sapessi leggere tu, ti renderesti conto che Serra non critica il fatto che il cassiere se la prende per la multa, ma l'arroganza del voler fare come cazzo gli pare, parcheggiare ad minchiam ("anzi, in divietissimo!") e averci anche da ridire se arriva la sanzione. Questo è un atteggiamento da fascista. Altro che sessantottini o povere vittime! P.S. Se il parcheggio non si trova, il cassiere fa come me, che mi alzo prima e prendo i mezzi, ritardi compresi.
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  7. gianmario-nava 2 anni fa
    Che la realtà non sia carina nè elegante lo so. Che per descriverla ed argomentare si debba essere poco carini e poco eleganti invece non è scontato. Che lei mi debba parlare di puffi, come se io avessi parlato di puffi o preferisca i puffi o viva in un mondo di puffi, non solo non è carino e poco elegante, ma l'ho percepito come vagamente eccessivo, naturalmente posso essere io oltremodo permaloso. Ora, siccome io ho lamentato una caduta di stile non necessaria alla sua argomentazione attenendomi alle sue parole e non coinvolgendo la sua persona, le chiedo perchè, dopo avere argomentato la descrizione della dura realtà, abbia dovuto, senza uno straccio di conoscenza di ciò che io sono, penso e faccio, tirare in ballo il mio personale accontentarmi o meno dei puffi. Questo mettere la faccenda sul personale lo trovo sbagliato, esattamente come il cassiere che, beccato a fare la cosa sbagliata e quindi multato, invece di riflettere sul rispetto delle regole, conclude che i vigili sono personalmente dei porci e che quindi debbano personalmente essere tolti di mezzo (nel senso che devono andare a fare qualcosa d'altro, per carità). Trovo che l'accoppiata "fuga dalla responsabilità - svalutazione personale del prossimo" sia, specie in una situazione di frustrazione e rabbia che cova, potenzialmente devastante. Sia nel trattare di Serra che nel rivolgersi a me, ha messo in mezzo le nostre persone, mentre si stava parlando di modi di interloquire, di rabbia, di regole, di responsabilità, di clima emotivo... Un clima che sta cristallizzandosi in una ideologia: quella del "tutti porci tranne me" a livello spiccio e "tutti cani tranne noi" a livello politico. E' questa la dura realtà che abbiamo davanti, i commenti di Serra che più o meno bene la registrano non mi sembrano meritino tanta acrimonia.
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