Santa ignoranza…

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1 maggio 2018

Cultura e ignoranza sono due estremi di una curva che si chiude in circolo.

In pratica si sovrappongono.

Un ignorante consapevole della sua profonda ignoranza non differisce, grazie a questa consapevolezza, da un uomo profondamente colto.

Perché la cultura, in fin dei conti, non è altro che coscienza della vastità della propria ignoranza e che essa è solo il commento di quella altrui.

Il cerchio però, purtroppo, non è costituito unicamente da quei due poli.

Tutto il resto della circonferenza è appannaggio della mezza cultura (o mezza ignoranza).

Questa obesa presenza è diversa e peggiore delle precedenti.

Mentre quelle convivono pacificamente con l’intelligenza, essa le è radicalmente ostile.

Al contrario delle altre due, che nella consapevolezza della propria ignoranza finiscono addirittura per accudire, almeno in forma embrionale, l’intelligenza, essa ne è inconsapevole; della intelligenza annienta perfino il germe.

Questo la rende disgustosamente arrogante, sconfinatamente impudica e fa di lei una macchietta. Solo che per coglierne il ridicolo serve qualcuno che la osservi dall’esterno. Purtroppo accade invece che sia talmente diffusa da coprire a tappeto il pianeta e che quasi manchi un pubblico in grado di riderne.

Se vogliamo fare qualche numero direi che su cento persone, una è colta, nove sono ignoranti e le rimanenti novanta sono mezzi colti.

I primi dieci sono sodali e forse addirittura fratelli. Convivono meravigliosamente. Nessuno insolentisce l’altro. La comunicazione, tra loro, è perfetta; il dialogo sincero, addirittura profondo, magnificamente intriso (come deve essere) del silenzio che serve ad ogni amicizia degna di questo nome. Stanno al fianco da pari a pari. I loro necessari convenevoli quotidiani (buone maniere che rendono scorrevole l’esistenza) sono tali da non scivolare mai in quella insulsa chiacchiera “culturale” che è invece incontrastato terreno di caccia dei mezzi colti.

Accade così qualcosa di mostruoso.

Che a lamentarsi degli “ignoranti” e della “ignoranza”, a loro avviso dilagante, siano proprio, nella loro spocchia, i mezzi colti. Inconsapevoli del fatto che l’unica cosa che sta dilagando è proprio la mezza cultura; accudita e nutrita amorevolmente dai mass media che ne sono lo specchio e su di essa fondano il loro straordinario potere.

In Italia la situazione è, ovviamente, peggiore che altrove.

Qui si è costretti a computare in millesimali: su mille, uno è colto, nove ignoranti e novecentonovanta mezzi colti.

Libri, giornali, televisioni, cinema, arti, architettura, musica e spettacolo ne sono invasi e il web ne costituisce l’impietosa esposizione “culturale”.

La cosiddetta classe dirigente italiana è il trionfo della mezza cultura.

Mezza cultura incoronata.

Dal momento che escludo i colti da qualsiasi gestione del potere (perché la cultura lascia vivere l’intelligenza ma uccide ogni ambizione al comando…l’uomo colto gioca di sponda…) mi rimane dunque solo un auspicio.

Un paese finalmente in mano agli ignoranti.

p.s.

… io non mi escludo certo, a costo di allargarmi, dal novero degli ignoranti integrali, però mi escluderei, se è permesso, dai pretendenti al governo…

TAG: Cultura, giornalismo
CAT: costumi sociali, Media

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