Vocabolarietto portatile 14 – Salutismo

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29 Novembre 2017

Il branco umano, come i cani di Pavlov, è soggetto alle convulsioni salivatorie indotte periodicamente dai media.

Il salutismo è tra le più spettacolari.

L’orda degli invasati si muove seguendo i suoi spasmi corporali: fitness, footing, ciclismo, marcia. Ogni mattina, ogni pomeriggio e ogni sera un esercito di zombie, di età e sesso non sempre identificabili, si sposta attraverso i quartieri periferici della città e, con i suoi movimenti robotizzati, attesta la spaventosa potenza culturale del tritacarne mediatico.

I salutisti si spargono per le strade come i baccelli alieni.

Costosissime biciclette approntate per battere tutti i record possibili, sulle quali agitano cadenzatamente il culo privo di sensi settantenni semivivi, esseri neppure più antropomorfi, avvolti, senza soluzione di continuità, in calzamaglie inquietanti.

Quelle fasciature da mummia tengono insieme corpi in avanzato stato di putrefazione che solo per quella provvidenziale bendatura non perdono i pezzi.

Casco aerodinamico, occhiali da velocista, quando pedalano in salita la guallara gli resta sul sellino come se fosse attaccata col bostik: sorprende che non scivoli sul pavé e gli corra dietro abbaiando come il botolo abbandonato.

Altri optano per la corsa senza protesi meccaniche.

Ormai alla fine del loro ciclo biologico, incartati come branzini al cartoccio dentro tute firmatissime e scarpe da teenager, zompettano penosamente sull’asfalto con le loro instabili leve.

Ragni orrendamente mutilati in attesa di qualcuno che, mosso a pietà, gli dia il colpo di grazia.

Con quest’orrore stradale abbiamo imparato a convivere.

Ma il salutismo non si limita ad invadere gli spazi urbani.

Esso dilaga e s’insinua negli interstizi della esistenza.

E’ quasi impossibile prendere un caffè senza che qualcuno ci informi sul numero di passi che ha da fare per arrivare al quorum prefissato dal suo lussuoso contapassi elettronico e sullo stato dei suoi battiti cardiaci.

Il salutismo non è però la malattia: è solo un sintomo spaventoso dello stato in cui versa la civiltà occidentale.

Il vero flagello epidemico, che miete vittime a milioni, promana da una combinazione di conformismo, asservimento culturale e follia autodistruttiva.

Il salutista guarda storto chiunque non rientra nei tabulati normativi di riferimento, non corre, non pedala e non mangia come lui.

Non esita ad inveire contro il fumatore, a richiamarlo all’ordine, a intimargli di smettere e, se il malcapitato continua, può anche passare alle vie di fatto.

Sorride ironico se mangi una merendina al cioccolato, ti rimbrotta duramente se la compri a tuo figlio.

Lui conosce a memoria gli ingredienti e te li elenca: praticamente sei un omicida.

Il salutista s’ingozza di sè stesso e della sua miserabile corporeità con la stessa folle protervia con cui l’obeso s’ingozza di cibo spazzatura. Ne è l’alter ego.

Ma rompe i coglioni immensamente di più.

TAG: Cultura
CAT: costumi sociali, Media

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