L’attrice Adèle Haenel prende posizione sulla politica francese

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1 Dicembre 2020

Lo scorso 28 novembre migliaia di persone si sono riversate sulle piazze di Parigi e di altre città francesi per protestare contro la contestata proposta di legge francese sulla sicurezza  presentata dal partito del presidente Emmanuel Macron.  L’articolo 24 della proposta di legge riguarda il divieto di diffondere immagini in grado di «danneggiare l’integrità fisica e morale» degli agenti di polizia. La pena per i trasgressori può arrivare a un anno di carcere e al pagamento di 45mila euro di multa. In molti ci vedono un attacco ai diritti civili e alla libertà di stampa.
Le proteste si sono intensificate quando il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, ha detto che i giornalisti incaricati di seguire una manifestazione avrebbero dovuto informare le autorità in anticipo per «evitare confusione» nel caso in cui la polizia fosse costretta a rispondere con la violenza. Poi aveva aveva corretto il tiro, dicendo che immagini nitide possono essere riprese, ma senza che siano accompagnate da commenti di incitazione alla violenza. La protesta ha riguardato anche l’utilizzo della violenza da parte della polizia, in particolare per il pestaggio subito alcuni giorni fa a Parigi da Michel Zecler da tre agenti della polizia. Zecler era stato fermato nei pressi della sua abitazione perché non indossava la mascherina. Gli agenti sono stati sospesi dal servizio.

In tutto, en marche contro il governo Macron, si sono mobilitate un centinaio di manifestazioni in lungo e in largo in Francia.

A Parigi si è avuta la manifestazione più partecipata, con 46mila partecipanti. Persone di ogni categoria ed estrazione sociale hanno manifestato per una serie di motivi, quali il razzismo, i diritti umani, la sicurezza globale, i reati di natura sessuale, la violenza contro le donne.

Tra i manifestanti vi era anche un collettivo di artisti e una delle prese di posizione più forte è stata quella dell’attrice Adèle Haenel, intervistata con Nadège Beausson-Diagne (anch’essa attrice) presso gli studi televisivi della tv francese Madiapart.

Adèle Haenel, protagonista di film come “Les combattantes”, “Naissances de pieuvres”, “Ritratto della giovane in fiamme”, è molto popolare in Francia, dove è anche un simbolo delle lotte femministe, ed in Italia, dove ha uno stuolo incalcolabile di ammiratrici e ammiratori, che le dedicano anche gruppi e pagine facebook (mentre la Haenel, dal canto suo, si è sempre rifiutata di essere presente sui social e di fatto non cura nessuna pagina o profilo personale).

Adèle Haenel lo scorso anno ha rivelato una storia di abusi di cui è stata vittima a soli 12 anni da parte del regista Christophe Ruggia (poi arrestato nel gennaio di quest’anno) ed ha fatto notizia anche per avere duramente contestato l’attribuzione del César a Roman Polansky (“Bravo il pedofilo! Vergogna!”, ha detto uscendo dalla sala dove si teneva la cerimonia di premiazione).

Intervistata dalla giornalista di Mediapart, Adèle Haenel ha ribadito che il sessismo imperante nell’industria cinematografica francese è alla base di abusi e stereotipi che si riversano nel vissuto delle donne in Francia e quindi, richiesta di un parere sul ministro Darmanin ha dichiarato:

Trovo che sia estremamente problematico che Gerald Darmanin sia ministro dell’Interno nella misura in cui questa persona, quando è stata accusata di stupro, ha ammesso di avere abusato del suo potere per ottenere dei favori sessuali. Dunque che questa persona sia a capo della polizia lo trovo veramente problematico e spero che il presidente della Repubblica lo faccia cambiare, perché è semplicemente impossibile che questa persona si esprima in nome della legge. È problematico dal punto di vista delle violenze sessuali. Questa persona non dovrebbe nemmeno essere in questa posizione.

La notizia che Darmanin è accusato di stupro è stata riportata da vari media e rappresenta un imbarazzo per il governo Macron, anche perché è fatto oggetto di insulti ad ogni sua uscita pubblica.

Immediata la serie di commenti a favore della dichiarazione della Haenel. Una breve clip della sua intervista è su Instagram, mentre su Youtube si trova il video integrale dell’intervista a lei e a Nadège Beausson-Diagne. Dal minuto 11:06 si trova il passaggio di cui parliamo e l’emozione di Haenel, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne.

TAG:
CAT: costumi sociali, Parigi

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