Gli smemorati della memoria

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12 Febbraio 2020

Che un giorno consacrato istituzionalmente al ricordo diventi occasione istituzionale per dimenticare ciò che si dovrebbe ricordare sembra un paradosso carrolliano. In realtà il Paese delle Meraviglie in cui quel paradosso si è verificato esiste davvero, annovera tra i suoi governanti cappellai matti, stregatti, bianconigli e si chiama Italia. Così nel “Giorno del Ricordo” ci siamo, in questa Wonderland a forma di stivale, ricordati di tutto fuorché dell’essenziale. Abbiamo visto e sentito cose che voi umani…smemorati che ricordavano ad altri smemorati di non dimenticare ciò di cui loro non si ricordavano…e tutto nel nome del ricordo. “Per non dimenticare” si ripetevano l’un l’altro dimenticandosi d’esserselo appena detto. Le foibe e gli “infoibati” (neologismo spaventoso il cui creatore andrebbe, lasciatemelo dire, metaforicamente infoibato) hanno tenuto il cartellone. Dal momento, però, che non ci si doveva dimenticare di niente pur di non ricordarsi quello che nessuno avrebbe dovuto dimenticare, in programma c’erano pure: la sciagura nazionale, i barbari alle porte dei sacri confini della Patria e i comunisti di sempre che, come sempre, si pappavano i bambini.

Ora, capisco che né fare i conti col pallottoliere né rileggere il sussidiario serve a niente quando proprio chi celebra il ricordo non si ricorda le ragioni per cui lo sta celebrando e, di conseguenza, non si ricorda di che cosa cazzo si sta ricordando, ma per quanto riguarda le foibe e il giorno del ricordo il catalogo, pur sgradevole, è il seguente:

6000 civili italiani uccisi dagli slavi dopo la guerra per vendetta. E’ un numero spaventoso ma è QUEL numero e non un altro (non “decine di migliaia” come scrivono i negazionisti del nazifascismo che, com’è loro abitudine, per le loro fetide ragioni, “gettano- come dice Matvejevic – ossa sulle ossa di altri morti”).

100.000 slavi confiscati, deportati, torturati, e uccisi dai fascisti italiani nel corso della guerra e della occupazione.

Del resto il nonnino della signora Mussolini, che difettava, come lei, di tante cose ma non della chiarezza era stato chiarissimo: “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava…non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.

L’assassinio di quei seimila è perciò giustificato?

Questo è quanto agli imbecilli, ai fascisti e ai loro accoliti piacerebbe che dicesse chi non è imbecille né fascista né accolito di fascisti e imbecilli e, di conseguenza, prova a ricordare ma a ricordare tutto e a ricordarlo bene.

Nulla giustifica la vendetta su un solo innocente.

Ma, cari memorialisti senza memoria, nulla se non la più miserabile ipocrisia, giustifica la dimenticanza delle atrocità e dei crimini che quella vendetta hanno causato.

TAG: Cultura, giornalismo, italia, politica
CAT: costumi sociali, società

4 Commenti

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  1. evoque 7 mesi fa

    Giustissimo: azione e reazione. Se non ci fosse stata l’azione di chi sappiamo anche la reazione non sarebbe avvenuta.

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  2. alding 7 mesi fa

    Speravo fosse bastato ricordarlo ad evoque, soggetto ben noto per le sue ubriacature che lo rendono distratto quando scrive; mi accorgo invece che lo devo ricordare anche a Ugo Rosa, e ciò mi sembra ben più grave!
    AZIONE e REAZIONE? Forse dimenticate che il contesto della AZIONE (le atrocità nazi-fasciste) era la guerra, triste e crudele situazione in cui sembra che tutto sia lecito (anche se personalmente non concordo ma purtroppo è così) mentre la REAZIONE (le foibe) fu in tempo di pace … PACE, capite??? E non è la stessa cosa!!! Fufono delitti ancora peggiori degli omicidi delle Brigate Rosse, che non dubito che soggetti come voi due abbiano poi giustificato 30 anni dopo!!!! Il vostro peggior comunismo continua ad annebbiarvi le menti e a impedirvi di guardare in faccia le realtà: come vi compatisco!!!!

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  3. rikkinadir 7 mesi fa

    Mentre invece i propositi messi in atto in Venezia Giulia dal governo fascista sin dagli anni ’20 erano in tempo di guerra?

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  4. xxnews 7 mesi fa

    GIà , NESSUNO VUOLE NEPPURE LONTANAMENTE CHE SIAMO STATI “TUTTI” ASSASSINI — e molti di quelli che oggi ??? RICORDANO ??? in realtà NON HANNO CAPITA UNA MAZZA …….NE DI QUA NE DI LA

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