Io sto con Franca Leosini

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17 Giugno 2020

Franca Leosini, storica conduttrice, e prima ancora autrice del programma “Storie maledette” in onda sulla Rai Tv, oltre ad essere una signora del giornalismo italiano è una donna di una simpatia unica. Ho avuto modo di seguire una sua ospitata in uno degli ultimi Festival del Giornalismo di Perugia e la sala dello storico Municipio cittadino dove si tengono molti incontri era strapiena. La Leosini ci ha deliziato, ci ha fatto riflettere, sorridere, interrogarci. Nessuno ha avuto voglia di alzarsi da quella sala prima che l’incontro con la giornalista di origine partenopea fosse terminato. Le sue capacità di grande affabulatrice e la precisione poliziesca con cui segue l’evolversi di una storia delittuosa che ha portato i protagonisti nelle carceri dove lei li intervista, ci tengono sulla corda e ci incollano al televisore. A 86 anni suonati, la Leosini è andata a intervistare Sonia Bracciale, accusata di essere la mandante dell’omicidio del marito, dal quale era stata malmenata per ben ventisette anni. La puntata è andata in onda poche sere fa e la stampa nazionale il giorno dopo ha parlato di una bufera che si è scatenata per una frase della giornalista Rai, che ha detto: «La responsabilità ce l’ha anche lei come tutte le donne che non mollano il marito al primo schiaffone». Apriti cielo. Accanto ai fan della Leosini (tanti), si sono levate le repliche di coloro che hanno visto nella frase un giudizio non richiesto su faccende di tipo strettamente privato e personale. Donne che si sono sentite ferite. Quelle che non ce l’hanno fatta a mollare prima e sono magari finite in analisi, o all’ospedale più volte, senza trovarlo prima quel coraggio di denunciare.

La Leosini ha risposto dicendo che il suo non voleva essere un giudizio ma un consiglio di minima prudenza e che in tutta la sua vita con le sue battaglie ha sempre dimostrato di essere dalla parte delle donne.

Ma la Leosini è anche un modello di stile linguistico. La sua ironia è proverbiale e le sue espressioni partenopee usate durante la puntata già circolanti in rete. “La sonora mazziata” che la Bracciale voleva far fare al marito violento dal quale si stava separando. Lo “sfasolato” che nel frattempo era diventato il suo nuovo compagno. Su Twitter un internauta dice: «Non ho trovato sul vocabolario la parola sfasolato». Ed una utente di origine meridionale gli risponde: «E’ un termine del lessico partenopeo che significa uomo senza arte né parte».

Per concludere, se qualcuno si aspettava un mondo più buono all’uscita dal lockdown ha sbagliato di grosso. Anzi, forse proprio la reclusione forzata ha dato modo, dopo, di liberare la parte oscura che è in ognuno. Dall’imbrattamento di statue raffiguranti defunti che non possono più difendersi, alla levata di scudi verso una frase estrapolata da un contesto, verso la quale esprimere disappunto e amarezza. Tutti richiedono alti valori etici e pochi li dimostrano sul serio.

Che volete: io sto con Franca Leosini.

TAG: giornalismo
CAT: Criminalità

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