La morte della giovane Alisha rivela un problema enorme nelle scuole francesi

:
20 Marzo 2021

Il quotidiano francese Libération ha pubblicato una lunga inchiesta avente ad oggetto il bullismo a scuola. Un fenomeno di proporzioni gigantesche, dal momento che ogni anno in Francia sono ben settecentomila gli studenti che subiscono molestie fisiche o verbali dai loro compagni.

Finora nel nostro Paese si è discusso e dibattuto sulla Dad, (”dad sì”, “dad no”) e solo di recente i giornali nazionali stanno dando spazio al fenomeno del disagio psichico che interessa gli studenti a seguito del prolungato lockdown e della sottrazione del tempo scuola come tempo vissuto in aula e quindi condiviso con professori e compagni in presenza. Il giornale francese, invece, evidenzia un risvolto sinora forse troppo poco indagato, un terreno in cui si annidano frustrazioni e sadismo giovanile, con esiti alle volte deleteri. L’inchiesta a largo raggio è partita dalla morte della giovanissima Alisha Khalid, una 14enne trovata morta nella Senna ad Argenteuil, vittima di un agguato in un contesto di molestie sui social media, organizzato da due dei suoi compagni di classe. I due studenti, un ragazzo e una ragazza di 15 anni, sono ora accusati di omicidio e trattenuti in custodia cautelare. L’hastag #stopharcèlement (molestia, bullismo), è circolato nel corteo organizzato domenica 14 marzo per ricordare Alisha. I suoi aggressori avevano hackerato il suo telefono il telefono della vittima e postato foto di se stessa in mutande sul social network Snapchat.

Il bullismo si caratterizza per essere un fenomeno di gruppo, che prende spunto da qualsiasi pretesto: una caratteristica fisica della vittima, la sua famiglia, il livello scolastico, l’origine etnica o sociale, un handicap, l’orientamento sessuale. I social network, che vengono utilizzati ad un’età sempre più bassa, portano il bullismo anche al di fuori dell’aula scolastica, agendo come una cassa di risonanza, al punto che un minore può arrivare a ricevere insulti da coetanei che neppure conosce. Gli effetti sulle vittime sono devastanti: stress, calo del rendimento scolastico, depressione, perdita della stima di sé, tentativi di suicidio. E gli aggressori? In genere si difendono dicendo che il loro è solo un gioco, che lo si fa per ridere e scherzare, mentre invece spesso i bulli non si accorgono di essere stati a loro volta bullizzati. Gwenaël Le Guevel, segretario generale dello Sgen-CFDT (Sindacati Generali dell’Educazione Nazionale), ha detto: «La violenza è una droga se la si lascia montare». Nell’inchiesta, Libération dice che, a differenza dei Paesi Scandinavi, che trattano i fenomeni di bullismo già dagli anni Settanta, in Francia ci si è cominciati ad interessare del fenomeno solo da una decina d’anni, dopo la pubblicazione di lavori scientifici e dopo la mobilitazione dei parenti delle vittime.

Secondo i dati, in Francia i fenomeni di bullismo sono più elevati in “collège” e in “primaire” (dal 5 al 12%) rispetto ai licei (4%), con significative variazioni a seconda dei vari istituti. Il ministero dell’educazione nazionale ha ora intenzione di estendere il proprio programma di lotta al bullismo su tutto il territorio nazionale.

TAG:
CAT: diritti umani

Nessun commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

CARICAMENTO...