Snowden chiede la grazia ad Obama

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18 Settembre 2016

Quanti di voi sanno davvero chi è Edward Snowden? Vi faccio un breve riepilogo. Si tratta di un personaggio chiave della storia recente. È un hacker che ha lavorato per l’NSA (National Security Agency) e per altri servizi segreti americani. Nel 2013 si dimette e decide di raccontare al giornalista del Guardian Glenn Greenwald i programmi di sorveglianza di massa degli Stati Uniti. Scoppia uno scandalo colossale. Dopo le rivelazioni, Snowden, accusato di spionaggio dal governo americano, è costretto a scappare prima a Hong Kong, poi in Russia, dove ha trovato asilo e risiede in una località segreta. Da allora l’opinione pubblica è divisa. C’è chi lo considera un eroe nazionale, chi un criminale.

Qualche giorno fa, a New York, Edward Snowden e i suoi legali, in una conferenza stampa, hanno lanciato ufficialmente la campagna per chiedere la grazia al Presidente degli Stati Uniti. C’è una lettera aperta al presidente Obama che chiede la sua clemenza come riconoscimento dei servizi offerti alla Nazione e che può essere letta e sottoscritta da tutti sul sito PardonSnowden.org.

È evidente che la democrazia dell’America ha tratto beneficio dalle azioni di Snowden, dice la lettera, e sono fiducioso che sarà ricordato come whistleblower e patriota. Tra i primi firmatari della lettera di Snowden ci sono Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, Laurence Lessig, il fondatore di Creative Commons e Steve Wozniak, il co-fondatore della Apple. A questi pare che si sia unito anche Jack Dorsey, il fondatore di Twitter, anche se i vertici del popolare social network non hanno voluto commentare la notizia.

Edward Snowden ha messo in piedi questa campagna perché vuole tornare a vivere negli Stati Uniti. Amo il mio Paese e amo la mia famiglia, questo è quello che ha detto ai giornalisti che cercavano di capire cosa lo avesse spinto a rivolgersi al Presidente degli Stati Uniti. La grazia di Obama è fondamentale, perché a causa della severità dell’Espionage Act, in caso di processo, Snowden andrebbe incontro a carcere sicuro.

Tra i meriti di Snowden c’è sicuramente quello di aver aperto gli occhi delle persone (anche se c’è ancora tanta strada da fare) sull’importanza della sicurezza informatica, in particolare dei nostri dati, oggi. C’è ancora molta superficialità e disinformazione in proposito. Molti player della Silicon Valley, come Zuckerberg, dicono ipocritamente che la privacy è un concetto obsoleto, che dobbiamo mettere da parte. Mentre Snowden ripete da anni che la privacy e l’anonimato dovrebbero essere un diritto.

Oggi viviamo la più grande crisi di sicurezza informatica che si sia mai vista, dice Snowden. È solo dando la priorità al miglioramento di questa sicurezza che saremo in grado di proteggere infrastrutture critiche per la nostra sopravvivenza. Forse dovremo ascoltarlo con più attenzione, se non l’abbiamo fatto finora. Vi invito a seguirlo sul suo profilo Twitter @Snowden (è seguito da  2,39 milioni di persone e segue ironicamente solo l’account dell’NSA), così come vi invito a leggere The Intercept, il giornale che Glenn Greenwald ha deciso di creare dopo aver conosciuto Snowden nel 2013.

TAG: anonimato, cybersecurity, dati, edward snowden, Glenn Greenwald, Nsa, obama, privacy, whistleblower
CAT: diritti umani, Privacy

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