«E se non posso dire del mio dolore», così i ragazzi raccontano il revenge porn

12 Marzo 2021

In una piccola scuola del Sud Italia ha preso vita un progetto interessante che vede coinvolta una classe del Liceo Scientifico (IV A) “Virgilio” di San Giorgio del Sannio (BN). Come altre scuole d’Italia, la classe in questione ha partecipato ad un concorso di idee sul tema “Il Nuovo Codice Rosso. Prevenzione e contrasto alla violenza di genere”, bandito dal Miur e dal Ministero della Giustizia, per riflettere sui contenuti della legge n. 69/2019 (“Codice Rosso”) in merito alla tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere. Quello che colpisce nel prodotto realizzato è la grande maturità espressiva di giovani di un quarto Liceo, che, armati di videocamera, recitazione e talento naturale, danno vita ad un cortometraggio dove si mettono in gioco e fanno passare un messaggio di grande significato sociale. E colpisce ancora di più, perché la scuola non li ha preparati a tutto questo, se non fosse per il lavoro di coordinamento della dinamica docente di Lettere, Anna Aspasia Russo, giovane partenopea trasferita per lavoro nel Sannio, che dice soltanto: «Hanno fatto tutto i ragazzi, io ho solo supportato» (in effetti la prof ha recitato anche una parte, quella della mamma della giovane protagonista). E allora ti trovi a riflettere sul percorso di questi giovani, sui loro visi curiosi ed avidi di futuro, sulle enormi potenzialità che esprimono e sulla loro immensa voglia e capacità di comunicare, soprattutto in questo periodo infinito di restrizioni e divieti. E, come sempre accade, quando i giovani li lasci liberi di fare sono sempre capaci di stupire il mondo degli adulti. Come in questo caso, e per tante ragioni. Innanzitutto per le riprese e il montaggio di altissimo livello, si direbbe professionale, anche se l’autore, il giovane Marco Panella, spiega di essere autodidatta: «Ho imparato tutto seguendo tutorial su Youtube, e con tanta pratica. Questo come prova dell’uso corretto del web, che è una grande risorsa da sfruttare».

Poi per l’eccellente recitazione dei due protagonisti principali, Michelle Pellino (la fidanzata) e Matteo Guarente (il fidanzato). Amici fraterni nella vita, e ora insieme in questa che è una delle loro prime esperienze professionali. Matteo racconta: «Quando il regista ci ha chiesto chi volesse essere il protagonista, per cui il fidanzato che avrebbe inoltrato le foto hot della sua ragazza dopo il litigio, ero titubante, sicuramente la parte sarebbe stata ostica da interpretare, e il fatto che sarebbe stato muto mi ha spinto a mettermi in gioco; inoltre avevo già frequentato quattro anni di teatro amatoriale, e il risultato mi ha effettivamente soddisfatto».

Michelle, invece, dice: «Sicuramente non credo di riuscire a comprendere i sentimenti delle vittime, in quanto non mi è mai successo nella realtà. Ho provato comunque a dare un’interpretazione personale rispetto al tema proposto, nonostante io non abbia mai studiato teatro, cercando di trattarlo con estremo rispetto».

Michelle ha anche messo a disposizione la sua casa per delle riprese che sono durate un’intera mattinata. Le riprese si sono svolte in tre mattinate differenti, coinvolgendo circa sedici persone tra attori e comparse e altre come curatrici della musica o aiuto regia. Per le ultime scene, davanti alla locale Caserma dei Carabinieri, è stato chiesto uno speciale permesso.

Anche la scelta di girare un corto muto, dove a parlare è la musica scelta (Dreamer, scelta curata da Francesca Tirelli, e il tema di One Punch Man, suonato dal giovane Simone Chiumiento), è parte di un preciso progetto messo in campo da questi giovani studenti. Il primo è stato il voler dare risalto alla gestualità e alle espressioni dei volti, più significativi di mille parole. Ma si è voluto anche evitare disagio nel pronunciare le battute e, non da ultimo, arginare il fatto che nessuno di questi ragazzi ha studiato recitazione.

Il cortometraggio è stato realizzato nonostante questo periodo di divieti molto forti, soprattutto per la Campania, e rispettando tutte le norme.

Infine, questi dinamici giovani, hanno reso un servizio al territorio in termini di cineturismo, perché le scene all’aperto sono state girate nei luoghi più belli del loro paese, San Giorgio del Sannio, e cioè tra il centralissimo Viale Spinelli e la stupenda Piazza Marzani, oltre che all’interno del loro Liceo.

Ne è venuto fuori un prodotto eccellente. Grazie, ragazzi. E non dimentichiamo che San Giorgio del Sannio è il paese dei fiori e della cortesia.

TAG:
CAT: diritti umani, scuola

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