Roma approva il registro delle unioni civili

:
28 Gennaio 2015

Nell’aula Giulio Cesare, con 32 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto, l’Assemblea Capitolina ha approvato la proposta di delibera 96/2013 che prevede “il riconoscimento delle unioni civili, nonché l‘istituzione di un registro delle unioni e l’approvazione del regolamento“. A votare il provvedimento, fortemente voluto dal sindaco Ignazio Marino, gli esponenti del centrosinistra e del M5S contro la frangia Nuovo Centro Destra, Forza Italia e Fratelli d’Italia (lista Marchini astenuta).

Al registro unico per tutti i Municipi di Roma Capitale potranno finalmente iscriversi “le coppie formate da persone maggiorenni e conviventi di qualsiasi sesso – italiane o straniere – che non siano legate tra loro da vincoli giuridici, che non facciano parte di un’altra unione civile e che non siano sposate (vincolo, quest’ultimo, che decade al momento dell’annotazione della separazione, senza quindi dover rispettare la estenuante tempistica dei divorzi)”.
Imma Battaglia (Sel) ha spiegato che “per accedere ai servizi e alle graduatorie la coppia dovrà avere almeno un anno di convivenza e, per  le coppie extracomunitarie, dovranno avere regolare permesso di soggiorno per iscriversi al registro”. Riccardo Magi (Lista Marino) sottolinea l’efficacia che un’unione del genere avrà su chi vorrà contrarla: “chi si iscriverà al registro sarà equiparato al parente prossimo della persona con cui si è iscritto ai fini dell’assistenza”.

flashmobroma unioni civili

I ragazzi seduti sulla scalinata di fronte l’ingresso di Palazzo Senatorio per supportare la campagna delle unioni civili

In molti hanno sostenuto quest’iniziativa. I ragazzi del coordinamento Roma Pride si sono presentati stamattina in Campidoglio e poi all’Assemblea Capitolina esibendosi in un flash mob, esponendo cartelli con cuori e al centro il simbolo dell’uguale, simboleggiando che “tutti gli amori sono diversi ma vogliono uguali diritti”.
A presentarsi in loco anche molti volti noti della politica, partendo dallo stesso sindaco Marino che ha voluto presenziare all’atto finale, dichiarando, a votazione conclusa, che “La Capitale dà il segnale che, in questa città, l’amore è uguale per tutti”.
Tra gli altri, Nichi Vendola – leader di Sel – accolto a braccia aperte dal vicesindaco di Roma Luigi Nieri, che ha identificato questo importante risultato come “Il punto di svolta dopo la stagione cavernicola di Alemanno, per l’immagine di una Roma caput mundi che fa dell’accoglienza e dei diritti civili la propria regola”. Dello stesso pensiero l’ex parlamentare e storica attivista LGBT Vladimir Luxuria, che ha sottolinea il fatto che “Roma vuole essere una città aperta, democratica e ribadire al Parlamento che è ora di dotarsi di una legge per riconoscere i diritti di chi si ama. […] è una vittoria civile, di una Capitale di uno Stato laico che chiede a gran voce di riconoscere le unioni affettive tra persone”.
marino

Il tweet del sindaco Ignazio Marino dopo l’approvazione del registro delle unioni civili con l’hashtag #deLiberalamore

luxuria

Foto di Imma Battaglia per celebrare il risultato di oggi con il vicesindaco Luigi Nieri, Nichi Vendola e Vladimir Luxuria

 

Ovviamente non sono mancate le critiche al sindaco e alla delibera pro gay. A sferrare gli attacchi più pesanti è stato l’ex sindaco della capitali Gianni Alemanno, che in due tweet ha confermato il suo voto contrario alle unioni civili, ammonendo il comportamento del sindaco Ignazio Marino volto a mettere a repentaglio la famiglia tradizionale, violando le regole.

Alemanno

I due tweet dell’ex sindaco Gianni Alemanno ai danni di Ignazio Marino e del riconoscimento delle unioni civili

 

Nonostante le diverse reazioni sui social, questo appare come un risultato importante per la capitale. L’ultima volta che era stata provata l’accettazione del registro delle unioni civili fu nel 2007, con Walter Veltroni, costretto a scontrarsi non solo col cardinale Tarcisio Bertone, ma con la richiesta, nero su bianco, fatta dal Vicariato romano tramite un editoriale sull’Avvenire, con cui il quotidiano della Cei chiese “ai cattolici che siedono in consiglio comunale” di “mostrare la propria coerenza e determinazione”, affossando quella proposta.
Roma con questa delibera si aggiunge finalmente alle altre grandi città che hanno accettato il registro delle unioni civili come Pisa (1996), Firenze (1998 e 2001), Ferrara (1998), Perugia (2003), Ancora (2007), Livorno, Siena e Palermo (2011), Napoli, Cagliari e l’Aquila (2012) e Genova (2013), oltre a moltissimi altri comuni italiani, sancendo un effettivo passo in avanti verso un’uguaglianza sostanziale tra i cittadini.

TAG: Assemblea capitolina, Campidoglio, gay, marino, Roma, Roma Pride, Unioni Civili
CAT: discriminazioni, Enti locali, Roma

Nessun commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

CARICAMENTO...