La finzione egualitaria

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10 Febbraio 2017

Che a tutti gli uomini vada riconosciuta libertà e uguaglianza davanti alla legge, che essi abbiano uguale diritto ad esprimere liberamente le loro idee è, in occidente, un luogo comune. Per questo tendiamo a pensare che non si tratti di wishful thinking ma di un dato di fatto. Ci si illude volentieri che (a parte qualche caso eclatante e sporadico…la classica eccezione che confermerebbe la regola…) la nostra esistenza quotidiana si spalmi su questo bel pensiero come la nutella sopra il pane. Purtroppo, come spesso succede con gli abbagli reiterati, anche a questo conseguono miopia e, nei casi gravi, cecità. Ciò che, riconosciuto come qualcosa da conquistare, potrebbe perfino essere d’aiuto a cambiare lo status quo, diviene un lenitivo ipocrita della coscienza.

Chi crede che la mia o la sua libertà di espressione equivalgano, se non in via ridicolmente formale, a quella di un giornalista o di uno scrittore famoso? O pensa forse che la libertà davanti alla legge di chi non può permettersi un avvocato, sia pari a quella di chi può pagarsene un intero collegio? E tutto questo, si badi, non rimane alle alte quote ma discende dai monti delle petizioni di principio e si espande nelle valli della quotidianità.

Prendiamo quei due che se ne vanno a passeggio insieme: uno ha centomila euro di reddito e l’altro diecimila. Quali diritti hanno in comune? Quale libertà? Neppure il diritto alla vita, perchè in caso di incidente o di malanno, uno avrà sempre dieci volte più possibilità dell’altro di sopravvivere. Soltanto il denaro nel mondo attuale, procura e garantisce quei diritti che, sulla carta, proclamiamo inalienabili e di tutti: diritto alla salute, all’istruzione, alla cultura; diritti che ci si affretta a dichiarare superiori ad ogni forma di mercificazione e che, nel frattempo, costano carissimi, come dolorosamente sa chi non ha alcuna possibilità di accedervi. Nessuna costituzione è in grado di garantirli.

Invece questa diseguaglianza viene passata ogni giorno sotto silenzio e se ne rimane nascosta e accucciata sotto la bandiera dei Sacri Principi Costituzionali che a chiare lettere proclamano un clochard “uguale” a Briatore. Questa negazione formale della disuguaglianza non solo la lascia intatta, ma la renda invulnerabile. Se non ne conseguono i fatti essa non sarà mai altro che abietta retorica. E nulla potrà mai trasformarla in verità se non condurre quei due che vanno a spasso ignari allo stesso livello di reddito o ad un livello molto simile.

Il liberista d’oggi, contrariamente forse a quello, più onesto, di un tempo, è un filisteo: pretende la botte piena (“libertà” di guadagnare dieci volte o cento più di un altro) ma anche la moglie ubriaca (uguaglianza dei diritti). Però alla diseguaglianza dei redditi può accompagnarsi solamente la sovraesposizione mediatica di una uguaglianza di fasulla e puramente formale. Una cortina fumogena dietro la quale, in realtà, si annida la barbarie.

TAG: Cultura
CAT: discriminazioni, Giustizia

4 Commenti

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  1. giorgio-cannella 4 anni fa

    Ho letto con piacere il suo articolo “La finzione egualitaria”.
    Che cosa propone per migliorare la situazione che lei descrive ?
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti.

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  2. massimiliano-zanoni 4 anni fa

    Se ancora c’è qno che ha il coraggio di sottolineare queste evidenze, forse rimane una speranza: mai come oggi la veritar e, rivoluzionaria.
    Questa negazione formale della disuguaglianza è stata possibile perché chi doveva metterla in luce ha taciuto.

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  3. ugo-rosa 4 anni fa

    …tanto per cominciare: https://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sui_ricchi e poi proseguire su questa strada…

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  4. andrea-lenzi 3 anni fa

    l’uguaglianza giuridica e costituzionale si trova su di un piano diverso dal reddito: la prima va garantita (ed ancora non è così,visto che 2 cittadini non si possono sposare se dello stesso sesso, così come è impossibile scegliere come morire). Se anche volessi prendere per buono il ragionamento, mi sfugge come impedire a taluni di dedicare la propria vita ad accumulare ricchezza e come obbligare altri a farlo

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