Perché se fallisce l’euro fallisce l’Europa?

30 Giugno 2015

Ho sempre trovato volgare l’idea che i grandi passaggi della storia, e soprattutto di quella truculenta di questo continente, siano il risultato di fallite interazioni personali.  Infischiarsene della struttura è per me imperdonabile.  Quindi al lavoro. Cosa e’ successo all’Unione negli ultimi 5 anni che possa spiegare il ritorno della tragedia e della vera paura in questo continente?

A mio avviso alcune cose essenziali:

1.     L’Unione europea (UE) è di per sé morta, sostituita dall’Unione monetaria (UEM). La vecchia UE, un complesso trattato di libero scambio, svolge la mera funzione di “anticamera” per quei Paesi che non siano ancora pronti ad adottare la Moneta unica. Spazio per una membership solo dell’UE non se ne vede piu’. Da qui l’essenza della questione inglese (e probabilmente danese e svedese).

2.     L’Unione Monetaria non ha istituzioni proprie  – a parte la BCE, usa quelle della UE. Problema: la Governance dell’Ue è concepita per gestire i sussidi alle mucche, non la moneta Da qui, la banale considerazione che l’euro può essere solo una creatura della sua Banca centrale.

3.     Il vecchio triangolo (Commissione, Consiglio dell’UE e Parlamento) e’ bello che andato. Il Consiglio europeo (l’assise dei Capi di Stato e di Governo) è l’unica Istituzione, pur essendo la più  giovane, effettivamente “decidente”. Il Consiglio europeo però non ha una procedura di voto formale, essendo di fatto l’ultima riedizione della gloriosa tradizione europea delle Conferenze Diplomatiche. Il Consiglio è un Congresso di Berlino permanente. Consessi informali sono perfetti per far emergere la supremazia e riportare la forza al centro della dinamica politica. Essi pero funzionano solo se il Capo funziona.

4.     Se riemerge la premazia, riemerge la questione tedesca. Con quale Germania ci ritroviamo a fare i conti? per alcuni aspetti è sempre lo stesso Paese: troppo piccolo per dominare, troppo grande per stare alla pari. E per altri e’ interamente diverso: una societa’ che ha ben troppo imparato la tragica lezione del 33-45, strutturalmente incapace di ambizione politica e quindi di potere. E quindi inadatto al comando. L’Unione sta morendo per la mancanza di uno straccio di visione imperiale tedesca, non per il contrario! Il tutto reso ancora piu’ drammatico dalla sparizione letterale di Parigi dalla scena. Dove e’ finita la Francia? Cercare dalle parti del Partito Socialista Europeo

5.     Il Processo di riforma dell’UEM è completato, nel senso che nulla di sistemico può più essere fatto senza riaprire i Trattati. Lo stesso dicasi per i margini di azione della BCE. Riaprire i Trattati significa essenzialmente costituire un Tesoro, completare l’Unione Bancaria per staccare i debiti bancari da quelli statuali e costruire una Unione politica propria dell’EUM. Da qui la questione della Democrazia. In altre parole, abbiamo fatto tutto quello che era possibile nell’ambito dell’attuale schema “costituzionale” dell’Ue. E’ bastato? No. Quindi dobbiamo cambiare lo schema o perire.

Ed eccoci alla grande, essenziale questione di questo secolo: se riapriamo i Trattati e li emendiamo (e rendiamo l’euro solido e la democrazia delle decisioni ristabilita) i popoli ci seguiranno? Esiste una maggioranza europea negli elettorati disposta a ratificare un cosi’ spaventoso passo in avanti, da fare in pochissimo tempo, pena la fine di tutto?

Non ne sono convinto, non più. Per 15 anni gli elettorati europei sono stati raggirati (essi stessi sempre prontissimi a farsi raggirare). Al momento della creazione dell’Euro, si è detto all’Europa del Nord (quella che cosi pervicacemente si rifiuta di ammettere la responsabilità dei creditori) che la moneta unica le avrebbe consentito di consolidare il primato commerciale a quella del Sud che le avrebbe consentito di avere tassi di interesse tedeschi. Poi quando la crisi è arrivata, il Nord si è autisticamente convinto che la colpa di tutto fosse dei Paesi spendaccioni e indisciplinati del Sud (cosa diavolo c’entrassero la Spagna o l’Irlanda con quella analisi non l’ha mai capito nessuno.) A nessuna delle due Europee è mai stato fatto percepire che esistesse un costo, gigantesco per l’integrazione monetaria e ancora piu’ grande per salvarla. Poi il conto è veramente arrivato a tavola.

E nessuno è disposto a pagarlo perché nessuno è più in grado di disfare la linea di menzogne che sono state raccontate all’elettorato. Il tutto reso esplosivo dalla completa inadeguatezza istituzionale dell’UEM.

Il destino della Grecia è solo un capitolo. La nostra generazione vivrà la più grande tragedia dall’inizio della seconda guerra mondiale o la eviterà per motivi altri e diversi dal destino di Atene. Cadremo o continueremo su due questioni ben piu’ strutturali: la fiducia e il senso della Storia.

Continua.

TAG: brussels, euro, fortyeight, gazzoletti, Germania, grecia
CAT: Euro e BCE, Istituzioni UE

Un commento

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  1. stefano-rossi 5 anni fa

    fin qua, pienamente d’accordo. La dimensione intergovernativa è del tutto inadatta, quella comunitaria sull’orlo del decesso. Qui si fa l’Europa, o si muore. http://www.eurobull.it/europa-punto-di-non-ritorno

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