/CONFINI/ intervista a Leonardo Caffo, filosofo e curatore

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8 Dicembre 2020

per /CONFINI/ di Vera Pravda

 

 

 

Raccontaci di te: quali sono i campi che, per esperienza di vita o lavorativa ti sono più affini?

L.C.: La filosofia nella ramificazioni artistiche e architettoniche. Ma amo il mare, spero di andare a vivere in una capanna siciliana al più presto possibile.

 

 

Parlami del concetto di confine nella tua attività. Cosa significa ‘confine’ nel lavoro che fai?

L.C.: Confine è una convenzione: per me significa ciò che va rotto. Uomo-animale – uomo-donna – pianta-animale – si tratta di dissolvere senza tassonomie. Una ontologia del divenire.

 

 

E nella vita privata quali sono i confini che senti maggiormente visibili?

L.C.: Quelli tra libertà e lavoro! Tra padre e non padre, figlio e non figlio, eterosessuale e non … i ruoli che dobbiamo sempre interpretare approdando in un qualche porto in cui siamo riconoscibili. Mentre io vorrei non essere riconosciuto.

 

 

In questi giorni di ‘confino’ come è cambiata la tua percezione dei confini?

L.C.: Uguale a prima. Avevo investito sulla mia vita mentale per cui ho viaggiato nei confini della mia mente, superandoli spesso. Ho viaggiato tra i libri dello studio, tra le mani di mia figlia. Ogni forma di vita deve sapersi adattare, ma mai adeguare.

 

 

Come pensi che cambieranno le nostre vite dopo questa esperienza? Quali saranno i nostri nuovi confini?

L.C.: Saranno uguali a prima, anche se dovrebbero cambiare del tutto. Non ho fiducia nell’umanità, ma nelle emergenze che costringono a cambiarsi. La speranza? Liberare il proprio mondo, il resto viene da sé.

 

 

 



 

Leonardo Caffo, filosofo e curatore. Attualmente è curatore a La Triennale di Milano (delega Public Program) oltre che professore di Estetica della Moda e dei Media e di Fenomenologia delle Arti Contemporanee alla NABA. Insegna inoltre Ontologia del Progetto al Politecnico di Torino ed Eco-Design al Made Program di Siracusa. Collabora al Corriere della Sera dal 2015, scrive regolarmente su Domus e Flash Art ed è Editor at Large di Cartography. Ha condotto e scritto programmi per Radio RAI, curato più di venti mostre e progetti speciali d’arte e design, e pubblicato circa venti libri tra cui A come Animale (Bompiani 2015), La vita di ogni giorno (Einaudi 2016), Fragile umanità (Einaudi 2017), Vegan (Einaudi 2018), Costruire Futuri (Bompiani 2018), Quattro Capanne (Nottetempo 2020), Il cane e il filosofo (Mondadori 2020), Intromettersi (Elèuthera 2020). Ha fondato Walden Milano di cui è direttore artistico ed è parte de Advisory Board del Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia. Sta attualmente lavorando per BASE Milano a “BASE Urano” micro festival sulla diversità con installazioni, talk, performance dedicate alla “stranezza” rimossa dal pensiero ordinario. Il suo prossimo libro in uscita è Essere Giovani (Ponte alle Grazie 2021).

 



 

/CONFINI/

@Confiniartproject è un instaproject, un’opera d’arte partecipata creata con i contributi visivi inviati durante l’emergenza #coronavirus

È un progetto dell’artista visiva Vera Pravda in collaborazione con Viafarini DOCVA – Documentation Centre for Visual Arts per generare comunità culturali, stratificazione visiva, vicinanze virtuali in questo tempo sospeso.

Chi desidera può partecipare al progetto con uno o più immagini o video sui confini su www.confiniartproject.it o condividendo su instagram foto di libri sui confini con gli hashtags @confiniartproject e #confinibookchallenge

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TAG: arte, arte collettiva, arte contemporanea, confini, ConfiniArtProject, coronavirus, Cultura, Filosofia, Filosofia italiana, futuro prossimo, intervista, Leonardo Caffo, letteratura, limiti, lockdown, Vera Pravda
CAT: Filosofia, Letteratura

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