Kastellorizo, l’isola di “Mediterraneo”, tra brame turche e venti di guerra

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25 Luglio 2020

Ci sono porti che restano per sempre soltanto degli approdi o

ancoraggi, mentre altri diventano palcoscenici e infine mondi.

Predrag Matvejevic – BREVIARIO MEDITERRANEO

 

Correva il lontano 1991 e non esistevano ancora le Film Commission e nemmeno il “cineturismo” (termine che sarebbe stato coniato a Ischia nel 2003), eppure un geniale e visionario regista, Gabriele Salvatores, con mezzi ridottissimi, anzi, “con due lire”, decide di girare un film su uno sperduto lembo di terra, a Kastellorizo, isola della Grecia oggi contesa dalla Turchia. La pellicola, che racconta le avventure di un gruppo di soldati italiani capitati in quel posto quasi fuori dal mondo, si chiama “Mediterraneo” e vince l’Oscar nel 1992. Kastellorizo rinasce, viene conosciuta in tutto il mondo e diventa un luogo che attira turisti. Come ho detto, oggi l’isola che ci ha fatto sognare attraverso il capolavoro di Salvatores, è in balia dei giochi di potere tra Turchia e Grecia. Quest’ultima, culla della filosofia e della civiltà, vittima nella sua storia del plurisecolare dominio ottomano, oggi è di nuovo preda delle mire turche. Ma mentre nell’Ottocento per liberare la Grecia dall’espansionismo turco si mobilitarono eroi romantici (come il poeta Byron), oggi bisogna scomodare la Merkel, per evitare che le provocazioni della Turchia sfocino in guerra aperta. I due leader, Mitsotakis per la Grecia, ed Erdogan per la Turchia, si stuzzicano da oltre un anno. Ora Erdogan ha piazzato le sue navi nelle acque di Kas e Kastellorizo, alla ricerca di idrocarburi e con tanto di scorta militare. Il “sultano” turco è notoriamente interessato ad ampliare la sua sfera di influenza territoriale su aree che non sono di sua pertinenza, incontrando le resistenze della comunità europea.

A ciò si aggiunge la riconversione dell’antica basilica di Santa Sofia di Istanbul in moschea (il 10 luglio 2020 l’ordine di riconversione, il 24 luglio la prima preghiera islamica, con migliaia di fedeli e con Erdogan presente alla cerimonia). Il decreto è al limite della legalità ed è una mossa per raccogliere consensi alle prossime elezioni. La riconversione rappresenta una profonda ferita per i cristiani ortodossi, mentre i giornali greci ricordano che l’ultima messa fu celebrata nella basilica nel dicembre del 1919.  Le icone cristiane sono state offuscate e la scena è stata allestita per il rito islamico, in quella che fu la basilica eretta dall’imperatore bizantino Giustiniano I nel 537. Che poi fu convertita in moschea da Maometto II dopo la presa di Costantinopoli, trasformata in Istanbul, diventando, di fatto, un emblema nei rapporti di forza tra Oriente e Occidente. Il nazionalismo turco, dunque, è alimentato oggi dalla componente religiosa, e questo in parte per distogliere l’attenzione dalla preoccupante situazione dell’economia turca dopo la prima fase del Covid-19, in parte per permettere ad Erdogan di riguadagnare il consenso perduto nelle amministrative di Istanbul, sua città natale.

Nel film “Mediterraneo” un gruppo di soldati, interpretati tra gli altri da Diego Abatantuono, Claudio Bisio e Giuseppe Cederna, mandati in missione esplorativa sull’isola scampano alla Seconda Guerra Mondiale che sta travolgendo a loro insaputa l’Europa.  Permettendo loro di vivere in quiete e in serenità. Ora, invece, sull’isola dove trovano rifugio coloro che stanno scappando, soffiano venti di guerra. Mentre la comunità internazionale sta a guardare, aspettando l’evolversi della situazione.

Strano, stranissimo destino di umiliazione e di default, per la Grecia, terra splendida che ha regalato all’umanità la filosofia, la democrazia, l’amore per l’arte e che oggi deve convivere con il fallimento finanziario, l’evasione fiscale altissima, i tanti problemi di povertà interna, ed un vicino rognoso con cui è impossibile trattare. Una sola proposta sensata si è levata in questi giorni dalle colonne dei giornali. L’attore Giuseppe Cederna, che era uno dei soldati del film “Mediterraneo”, ha lanciato la proposta di rendere Kastellorizo patrimonio dell’Umanità. Ha aggiunto che il cinema deve mobilitarsi per salvare questo luogo degli Dei. Il resto dell’intellighentia mondiale tace, sepolta com’è dal clamore e dal corpo di veline ed influencer così potenti sui social media. Tace per ora anche l’America, alle prese con i tanti morti per Coronavirus e con i suoi problemi. Diciamo che questo 2020 aspira proprio a non farsi dimenticare.

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CAT: Geopolitica

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