‘Benvenuti nello Stato Islamico di Germania‘: video pro Trump attacca Merkel

2 novembre 2016

Le elezioni americane sono entrate nell’ultima, furiosa, settimana di campagna elettorale. E la furia è andata ben oltre i confini degli Stati Uniti. Fino all’8 novembre si continuerà a combattere: senza esclusione di colpi e senza pudori diplomatici.

L’ultima trovata del fronte dei supporter di Donald Trump è un video che descrive provocatoriamente la Germania come il luogo distopico di un’avvenuta e definitiva islamizzazione dell’Europa. Il video è velocemente diventato virale nella stessa Germania ed è stato riportato da diversi media tedeschi, che hanno in molti casi definito lo spot “assurdo”, “delirante” o “pazzoide”.

Non è una novità che i sostenitori di Donald Trump abbiano una particolare antipatia per l’attuale Governo tedesco: è stato proprio Trump a dichiarare che Hillary Clinton vorrebbe diventare la “Merkel d’America”, sottintendendo che la candidata democratica sarebbe pronta ad aprire le porte a profughi e migranti, replicando la Willkommenspolitik della Cancelliera. Una prospettiva, quella dell’accoglienza di rifugiati e nuovi immigrati, che il programma di Trump combatte con un estremismo inedito nelle corse presidenziali degli Stati Uniti contemporanei.

Come riporta il Berliner Morgenpost, il video sarebbe stato creato da “Harris Media”, un’agenzia di comunicazione texana che avrebbe già lavorato per diversi politici repubblicani, oltre che per il partito israeliano Likud e per gli inglesi della destra anti-euro Ukip.
A commissionare il video è stata invece l’organizzazione “Secure America Now” e lo scopo dell’iniziativa sarebbe quello di conquistare gli elettori indecisi, soprattutto in alcuni stati cruciali per le elezioni USA.
Lo spot si presenta come una parodia molto rudimentale nei contenuti: una voce narrante invita gli estremisti islamici a raggiungere una Germania divenuta parte del Califfato e dominata da jihadisti che si sono “infiltrati tra i rifugiati siriani”. Sono poi le immagini a essere particolarmente bizzarre ed emblematiche: sul duomo di Colonia svetta una mezzaluna islamica, all’Oktoberfest sono vietati alcool e carne di maiale, e così via.

Un video simile è stato dedicato dalla stessa agenzia alla Francia. Ma è certamente la Germania, con la sua recente politica dell’accoglienza e la sua leadership in Europa, uno degli bersagli più amati dalla propaganda anti-immigrati dell’area Trump. Un’impostazione, quella dei populisti, che rinuncia volontariamente e strategicamente a cogliere l’enorme eterogeneità delle comunità islamiche tedesche (e, più ampiamente, le eterogeneità dell’Islam stesso).

L’esito delle elezioni americane, chiaramente, definirà il futuro dei rapporti diplomatici tra USA e Germania. Altrettanto chiaramente, in caso di vittoria di Donald Trump, il Governo Merkel si troverebbe a dir poco in difficoltà, dopo che lo stesso Ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, si è apertamente schierato contro Trump lo scorso agosto.

La scissione politico-culturale negli Usa può essere sovrapposta a quella nella stessa Germania, dove l’attuale minoranza della destra populista ha fatto suoi molti messaggi del fronte pro Trump, a partire da una dichiarata e rivendicata avversione per l’Islam. Un’avversione che è un nucleo irrinunciabile per l’intera comunicazione politica della nuova destra identitaria.

In ultima analisi, lo scontro fra liberal-liberismo, da una parte, e populismo identitario, dall’altra, si sta radicando sempre di più nel mondo occidentale. Si tratta di un conflitto strategico e politico che, evidentemente, è legato a doppio filo alla nuova guerra fredda tra l’attuale establishment degli Stati Uniti e la Russia putiniana.



immagine: screenshot video Youtube, Secure America

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CAT: Geopolitica, Media

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