Cos’ha fatto Renzi in California

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28 Febbraio 2017

Dopo un’infuocata assemblea del Partito Democratico, dopo essersi dimesso anche da segretario del PD, Matteo Renzi ha preso l’aereo ed è volato in California. L’ha fatto in un momento molto delicato per il suo partito, che ha dovuto prendere atto delle scissioni (o frantumazioni come le chiama Massimo Cacciari) al suo interno, e per questo è stato molto criticato. Gli avversari politici l’hanno vista come una fuga strategica. Renzi ha replicato che è andato in Silicon Valley a raccogliere idee.

Incuriosito, sono andato a leggermi il diario di viaggio che Renzi ha pubblicato sul suo blog, aperto di recente sulla piattaforma Medium. Il 21 febbraio, prima di partire per gli Stati Uniti, scrive:

E mentre gli organismi statutari decidono le regole del Congresso, io sono in partenza per qualche giorno per gli Stati Uniti. Vi racconterò dal blog il mio diario di bordo dalla California dove incontreremo alcune realtà molto interessanti. Soprattutto nel campo del fotovoltaico, un settore dove si incrociano innovazione, sviluppo e ambiente.

Priorità: imparare da chi è più bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo del digitale, nel mondo dell’innovazione.

Il primo giorno in Silicon Valley l’ex premier incontra Elon Mask, il fondatore di Tesla, ma è piuttosto vago sui contenuti della loro conversazione.

Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità.

Il secondo giorno l’agenda di Renzi si fa più densa. Incontra Brian Chesky, CEO di Airbnb, che gli fa guardare con ottimismo al futuro:

Accanto al freddo mondo delle macchine, secondo Brian, il futuro sarà fatto di quello che lui chiama il villaggio: la dimensione calda delle radici e delle relazioni, della cultura e delle esperienze uniche che nascono dagli scambi tra le persone. I computer non prenderanno mai il posto di quella componente, anzi paradossalmente la esalteranno, creando nuove opportunità di vita e di lavoro.

Fa abbastanza riflettere che nessuno di questi imprenditori della Silicon Valley, compreso Tim Cook, CEO di Apple, citi l’incontro con Matteo Renzi. Il viaggio in California si conclude con la visita all’Università di Stanford.

E allora siamo stati in visita a Stanford, una delle università più prestigiose al mondo, senza la quale probabilmente non sarebbe stato possibile il miracolo della Silicon Valley. Abbiamo discusso con il rettore di ingegneria e un gruppo di studenti delle rivoluzioni tecnologiche prossime venture.

In attesa di un nuovo post, dove Renzi dovrebbe parlare dell’incontro con gli italiani che lavorano in California, restano parecchie perplessità sulla sincerità e l’utilità di questo viaggetto “di lavoro”. Anche alcuni passaggi del suo diario, quelli in cui si descrive un futuro luminoso, sembrano fin troppo ottimistici. La conseguenza più probabile dello sviluppo dell’automazione e dell’intelligenza artificiale non sarà la creazione di posti di lavoro, ma tutto l’opposto. Se ne perderanno parecchi. Almeno in una prima fase di assestamento. Solo dopo, si spera, ci dovrebbe essere un’inversione di rotta, ma è difficile fare speculazioni. Uno studio del McKinsey Global Institute citato dal Sole 24 Ore dice che nei prossimi anni le macchine sostituiranno l’uomo nel 49 % dei lavori.

Questo Elon Musk lo sa bene. Tant’è che dopo la provocazione (ma non troppo) di Bill Gates di tassare i robot per ogni posto di lavoro perso, Musk ha proposto un reddito universale. Strano che non ne abbia parlato con Matteo Renzi. Eppure sarebbe stato un tema d’attualità altrettanto importante, soprattutto in un Paese come l’Italia dove circa 5 milioni di persone sono sotto la soglia di povertà assoluta.

@paolomusano

TAG: California, Elon Musk, innovazione, Matteo Renzi, partito democratico, Pd, renzi, silicon valley
CAT: Governo

Un commento

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  1. silvia-bianchi 3 anni fa

    Ora non vorrei sembrare maligna, ma secondo me Renzi è volato in California a “incontrare realtà interessanti nel campo del fotovoltaico” per rispondere agli scissionisti che lo avevano rimproverato di aver trasformato il Pd nel “partito dei petrolieri”. Se gli avessero rinfacciato l’amicizia con Marchionne, probabilmente sarebbe andato a informarsi sulla mobilità elettrica… questo viaggio, insomma, è stato un puro stratagemma d’immagine

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