Quanti giorni servono (davvero) per approvare una legge

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28 Settembre 2016

Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a votare sulla riforma della Costituzione. Se vincessero i “sì” finirebbe il cosiddetto “bicameralismo perfetto”, quel sistema nel quale la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica fanno sostanzialmente le stesse cose. Secondo il governo il “bicameralismo perfetto” ha come conseguenza il rallentamento dell’iter legislativo e la difficoltà a fare approvare delle leggi anche se urgenti. E’ vero? Ecco quanti giorni impiega il Parlamento per approvare una legge.

RIFORMA COSTITUZIONALE: È VERO CHE DUE CAMERE RALLENTANO L’ITER LEGISLATIVO? I DATI
Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a votare sulla riforma della Costituzione promossa dal governo. Uno degli effetti più importanti della riforma, è la morte del cosiddetto “bicameralismo perfetto”, quel sistema nel quale la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica fanno sostanzialmente le stesse cose e questo “ping-pong” delle leggi che passano da un’aula all’altra provoca l’allungamento dei tempi e la difficoltà di governare. E’ vero?

Tempi lunghi?

Il grafico sopra mostra i tempi medi che sono stati necessari, nel 2016, per approvare un disegno di legge. Si scopre che i tempi lunghi ci sono, anzi, sono lunghissimi, ma riguardano solo i Ddl di iniziativa parlamentare per approvare i quali sono stati necessari 392 giorni alla Camera e 226 giorni al Senato. I Ddl di iniziativa governativa godono di un percorso molto più breve così come quelli di iniziativa regionale, mentre le leggi che convertono i decreti legge del governo vengono approvate in modo fulmineo: sono necessari appena 28 giorni al Senato e 14 alla Camera.

 

Nel 2015: i decreti “volano”

Il discorso non cambia se si vanno a vedere i numeri degli anni precedenti. Anche nel 2015 (grafico sopra) i tempi più lunghi sono riservati ai Ddl di iniziativa parlamentare; anzi, i tempi erano ancora più lunghi rispetto al 2016 con 400 giorni al Senato e 313 alla Camera. Ma, in compenso, per convertire i decreti legge si è fatto anche più veloce: 22 giorni al Senato e 15 alla Camera.

Nel 2014: questione di giorni

Nel 2014 i tempi per l’approvazione di un Ddl sono stati molto bassi: gli onorevoli senatori hanno avuto bisogno di 160 giorni per approvare un Ddl di iniziativa parlamentare mentre i colleghi deputati ne hanno impiegati 224. Sempre velocissimi le leggi di conversione di decreti legge: 16 giorni alla Camera e 14 al Senato. Rapide anche le approvazioni di Ddl di iniziativa governativa: 49 giorni alla Camera e 57 al Senato.

2013: l’anno di Letta

Interessante il confronto con il 2013, anno in cui il governo, dal 28 aprile, è stato nelle mani di Enrico Letta (fino al 22 febbraio 2014). Il 2013 è stato un anno particolarmente “veloce”. Le leggi di iniziativa parlamentare hanno avuto bisogno di appena 55 giorni per essere approvate alla Camera e di (addirittura) 35 al Senato. Per convertire i decreti leggi sono serviti 13 giorni alla Camera e 10 al Senato.

Una legislatura “veloce”

Se si prende in considerazione l’intera diciassettesima legislatura, iniziata il 15 marzo del 2013, si scopre che l’aula più “lenta” è, in tutti i casi, la Camera dei Deputati alla quale sono serviti in media 308 giorni per approvare una legge di iniziativa parlamentare, 56 per un ddl di iniziativa governativa, 113 per una di iniziativa regionale e 295 per una di iniziativa popolare. In ogni caso i decreti legge vengono convertiti sempre molto rapidamente: appena 17 giorni alla Camera e 13 al Senato.

I dati si riferiscono al: 2013-2016

Fonte: Senato della Repubblica

Tratto da Truenumbers.it

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CAT: Governo, Parlamento

Un commento

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  1. luciano 4 anni fa

    Ai dati forniti dall’articolo, che sono già illuminanti, si potrebbero aggiungere i numeri delle varie tipologie di leggi. Così si vedrebbe che è il numero debordante dei decreti legge – quasi tutti privi dei requisiti costituzionali (casi straordinari di necessità e di urgenza) – che distoglie le camere dall’esame dei testi di iniziativa parlamentare, rallentandone l’iter. Riportando la decretazione d’urgenza a livelli fisiologici, avremmo tempi medi di approvazione di tutte le leggi molto bassi.
    Se poi si considera che l’Italia è sommersa da un alluvione di leggi, che cambiano di continuo provocando incertezza del diritto, milioni di processi pendenti e condizioni ideali per far prosperare la corruzione, si arriva alla logica conclusione che tutta questa campagna ansiogena sulla necessità della deforma Boschi è un caso da manuale di creazione di bisogni indotti.
    Luciano Belli Paci

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