I mulini a vento della Lorenzin

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24 Febbraio 2015

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha recentemente salutato positivamente l’approvazione del DDL Concorrenza, postando il seguente tweet [1]:

 

“La vendita dei #farmaci di #fasciaC rimane in #farmacia. Vittoria dei pazienti,sopratutto degli anziani.”

— Beatrice Lorenzin (@bealorenzin) February 20, 2015

 

La questione della liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C (e dei loro prezzi, altrimenti il vantaggio dov’è?) si trascina da piú di 10 anni nel dibattito pubblico in Italia, vedendo contrapposte la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e la lobby dei farmacisti, questi ultimi intenti a rimanere i commessi meglio pagati del paese. Sono rimasto abbastanza esterrefatto dalla seconda parte del tweet, in cui gli anziani vengono usati strumentalmente per mantenere un privilegio che non ha davvero ragion d’essere.

La ratio dietro a tale affermazione dovrebbe essere che, come fa notare l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), il consumo di farmaci di classe C è calato quasi del 12% dal 2006 a oggi [2], e che quindi l’introduzione di un ambiente piú concorrenziale potrebbe portare alla chiusura di diverse farmacie (in particolare fuori dai centri urbani) a tutto vantaggio della già citata GDO. Questo, sempre stando all’interpretazione che ne ho tratto, avrebbe ripercussioni negative per gli anziani, che si troverebbero impossibilitati dall’accedere con facilità ai medicinali di fascia C per via della collocazione non sempre favorevole dei centri commerciali.

Allo stesso tempo, l’AIFA ammette che le lenzuolate di Bersani del 2006, che hanno portato l’aspirina ai corner farmaceutici della COOP, hanno consentito “la comodità di avere una più facile disponibilità di punti vendita“, una frase che è in palese contraddizione con il ragionamento di cui sopra. Ma c’è di piú, perché la frase si conclude in maniera perentoria presentando il rischio di un piú disinvolto uso dei farmaci,  “che non sono […] una merce simile a qualunque altra” [3].

Insomma, delle due l’una, o le liberalizzazioni portano all’ampliamento dei punti vendita e quindi ad un aumento dei consumi dei farmaci Senza Obbligo di Prescrizione (SOP) e Over The Counter (OTC), gli unici che non hanno bisogno di una ricetta medica, o la chiusura delle farmacie di campagna porterà all’esclusione di alcune categorie dal facile accesso ai suddetti farmaci. E’ un paradosso, che la stessa AIFA liquida in maniera piuttosto sconclusionata descrivendo l’attuale sistema come concorrenziale, quando invece concorrenziale non è [4].

 

Sono parecchi anni ormai che vivo all’estero, ed ho potuto fare esperienza diretta dei vantaggi della liberalizzazione degli orari di apertura nel Regno Unito, dove domenica quasi tutti gli esercizi commerciali sono aperti (incluse le farmacie), rispetto ad esempio alla Baviera, dove i supermercati chiudono alle otto di sera, che tu viva a Hilgertshausen-Tandern o a Monaco. Mi sono ricordato però di quella volta che ho fatto visita a mio nonno in Abruzzo, nel paese natale di mio padre a metà strada tra la piana del Fucino e le montagne dell’Appennino. Questa parte d’Italia, che si chiama Marsica [5], è stata vittima negli anni di uno spaventoso spopolamento che si è lasciato dietro il numero di abitanti strettamente necessario all’ordinaria amministrazione del territorio, ossia dipendenti pubblici e pensionati. Ebbene, quella domenica la badante aveva una brutta febbre, ed io e mio nonno abbiamo dovuto guidare per ben dieci minuti per andare alla farmacia di turno piú vicina, situata nel paesino confinante. Una volta arrivati, abbiamo dovuto aspettare piú di mezz’ora perché il farmacista di turno arrivasse da casa sua (a sua volta situata in un altro paesino) per permetterci di comprare il medicinale di cui avevamo bisogno. Altri dieci minuti in macchina per fare ritorno ed ecco che un’operazione altrimenti abbastanza semplice durante qualsiasi altro giorno della settimana si è trasformata in una causa di notevole stress per mio nonno.

Visto quindi che una delle ragioni addotte dalla Lorenzin e indirettamente dall’AIFA è appunto la tutela degli anziani, magari in un paesino sperduto del Sud Italia, mi chiedo come mai io, che ho avuto un’esperienza direttamente riconducibile all’esempio riportato, abbia la sensazione che una maggior liberalizzazione in campo farmaceutico possa invece aiutare le persone nelle condizioni di mio nonno, magari anche in termini economici grazie alla concorrenza sui prezzi dei SOP e degli OTC, senza per questo comportare un abuso dei farmaci stessi. Dopotutto, si può già abusare in maniera piú che lecita di sigarette e alcol, e chi ha intenti suicidi o omicidi può facilmente ricorrere ad una sconfinata lista di veleni a buon prezzo sotto il lavandino.

Una vera liberalizzazione delle farmacie e della fascia C potrebbe ad esempio permettere la diffusione di servizi di consegna a domicilio proprio per quegli anziani con difficoltà motorie; potrebbe livellare quell’orribile privilegio corporativo dei farmacisti figli di farmacisti grazie alla diffusione delle parafarmacie; potrebbe portare ad orari di apertura anglosassoni a tutto vantaggio di turisti e clienti.

Certo, il rischio di un consumo piú spensierato dei farmaci c’è, cosí come c’è già il rischio di imbattersi in disinvolti farmacisti di paese che si improvvisano dottori in medicina e proiettano quadri clinici alquanto improvvisati su clienti  piú o meno ipocondriaci. Ma non per questo richiediamo loro di studiare altri sei anni per una laurea in medicina e chirurgia, o no?

 
@pogechi

 

[1] https://twitter.com/bealorenzin/status/568786064749547523

[2] http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/tabella_uno.pdf

[3] http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/liberalizzazioni-facciamo-parlare-i-numeri

[4] http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/figura_uno.pdf

[5] http://www.valledeicerri.it/site/images/collelongo/colle.jpg

TAG: Abruzzo, Aifa, Baviera, Beatrice Lorenzin, Bersani, concorrenza, COOP, economia, farmaci, Farmacie, Farmacisti, fascia C, GDO, liberalizzazioni, Marsica, Ministero della Salute, Nonni, Parafarmacie, Regno Unito
CAT: Grande distribuzione, Legislazione, Medicina, Sanità

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