L’Islam come feticcio

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26 Marzo 2017

Ogni attentato rinfocola l’imbecillità antislamica e, naturalmente, il terrore lo sa perfettamente. Fa parte del gioco. Anzi, è proprio questo il gioco. Si evita accuratamente di chiedersi perchè, per esempio, donne nate in Europa, che nessuno obbliga a portare il velo, non solo lo indossano ma solidarizzano con chi le opprime. La risposta del cretino è preconfezionata: “fanatismo religioso”. E’ ovvio che il fanatismo non spiega niente. Semmai andrebbe spiegato. Ma spiegare a un cretino che ciò con cui lui spiega il mondo dev’essere, a sua volta, spiegato equivale a metterlo di fronte alla specchio della sua stupidità mandandolo in corto circuito. E quando il cretino va in corto circuito diventa ancora più cretino. Perciò lasciamolo perdere. Chi sono i famosi “terroristi” islamici in Europa e chi sono le donne che, senza esservi obbligate, si coprono col velo e non chiedono di meglio che venire riportate al medio evo? Dove sono nate? Quale esistenza hanno condotto? In quali condizioni vivono? Con quali prospettive? Quale futuro, questo Occidente così civile e progredito, riserva a loro e a milioni di altri che non hanno avuto la fortuna di nascere nel quartiere giusto, dai genitori giusti e con il giusto reddito? Solo lo squallore periferico di una qualche metropoli dove andare a dormire dopo essersi spaccati la schiena al servizio di un mondo che non solo li priva della dignità ma li irride mettendogli sotto al naso la più criminale e arrogante ostentazione di ricchezza mai vista. Il filisteo d’oggi salta sulla sedia disegnata da Starck e urla contro “i bastardi islamici che mettono le bombe”. Come il filisteo di ieri saltava sulla sedia disegnata da Horta e urlava contro “la canaglia anarchica” che, pure, metteva le bombe. Professori universitari, giornalisti, opinion makers, forniscono il loro fondamentale contributo analizzando il niente e spaccando in quattro un capello che è già stato spaccato mille volte dai loro padri e dai padri dei loro padri, filistei al servizio di filistei: anch’essi professori universitari, giornalisti e opinion makers. Non parlano di povertà e ingiustizia, parlano di religione, teologia, teosofia e sufismo, oppure di “strategia militare” interrogandosi sulla validità del “multiculturalismo” nel nome, naturalmente, dei sacri valori dell’Illuminismo, della Libertà e dell’Uguaglianza (mai s’è fatto un tale spreco di maiuscole). Dimenticano che tra l’uguaglianza formale e quella reale scorre, profondo e limaccioso, il fiume del libero mercato. Dimenticano che su una delle sponde di quel fiume sono sistemati loro e i loro figli e sull’altra bivaccano quei milioni di sfruttati tra i quali il terrore pesca a piene mani. E dimenticano che mentre loro distolgono lo sguardo dall’altra parte i disperati osservano: i loro suv, le loro ville, i loro yacht, i loro teatri e i loro musei. Dimenticano tutto questo. Ricordano solo, di soprassalto, la parola “Islam”. E per di più pretendono che tutti si soffra della stessa amnesia selettiva. Questi ipocriti tromboni.

TAG: immigrazione, isis, islam, terrorismo
CAT: immigrazione, Integrazione

2 Commenti

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  1. andrea-lenzi 4 anni fa

    Per risolvere qualsivoglia problema è indispensabile capirne le cause. Oltre alla disperazione, economica e psicologica, è innegabile che la religione fornisca un terreno fertile per l’intolleranza ed ancor prima, per il giudizio degli altri; così in medioriente, così in italia i credenti usano tutta la violenza loro concessa dalla legge del luogo che abitano per attaccare gay e donne che abortiscono e chi parla di eutanasia. Basta leggere i farneticanti post su qualunque sito cristiano di facebook, o ascoltare radio maria, o qualche messa di qualche prete “fervente”

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  2. cincinnato 4 anni fa

    Dovrebbe essere assai noto che non tutti noi “cretini” possediamo suv, ville e men che meno yacht. Magari ci piace andare a teatro e per musei. Siamo nati da questa parte del mondo e abbiamo avuto “la fortuna di nascere nel quartiere giusto, dai genitori giusti, e con il giusto reddito”. E allora? Se così fosse? Dovremmo vergognarci, immiserirci, pentirci, imbarazzarci? Noi e quei “cretini” dei nostri padri, e prima ancora quei “cretini” dei nostri nonni, magari tranvieri, impiegati, insegnanti, negozianti…. sovente impegnati a fronteggiare rate e metabolizzare bocconi amari per conquistare – per se e per la prole – un futuro migliore e assicurare maggiore serenità e financo benessere, domande del tipo “chi sono i famosi terroristi islamici in Europa” non c’è siamo poste. Ciò non toglie che quei terroristi islamici e le loro orrifiche esercitazioni (non meno del malcelato giustificazionismo sociologico e tardo marxisteggiante …) non ci garbino affatto.

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