Chiara Ferragni, ovvero i due principi chiave del successo planetario

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13 Ottobre 2020

 

E così nella serata del 12 ottobre 2020 su Rai 2 e Raiplay è stato trasmesso il documentario sulla vita di Chiara Ferragni. Trasmesso nelle sale italiane unicamente il 17, 18 e 19 settembre dell’anno scorso, il documentario ha sbancato al botteghino, mentre in televisione ha fatto registrare un risultato sotto le aspettative (circa un milione di telespettatori). Certo, qui a noi non interessa disquisire sulla qualità del prodotto firmato da Elisa Amoruso, sulla quale la critica si è già espressa, trovandolo di scarsa potenza narrativa ed ala fin fine solo un lungo spot che porta acqua al mulino della protagonista. Eppure, al di là delle mistificazioni che in esso si possono trovare, il documentario va visto con mente sgombra da pregiudizi, perché offre diversi spunti di riflessione. Ci sarà un perché se la Ferragni ha 20 milioni di follower in tutto il mondo. Se l’eminente rivista Forbes l’ha più volte celebrata come una delle donne più influenti del web. Se l’Università di Harvard si è scomodata per dedicarle uno studio. Sono una realtà i negozi col marchio Chiara Ferragni sparsi in ogni angolo del globo e se lei, che ama definirsi “imprenditrice digitale”, è testimonial per multinazionali come L’Oréal o Dior. Se ha dato lavoro a moltissime persone ed ha creato squadre composte dai migliori professionisti, che dirige con il talento di un direttore d’orchestra. Se le sue aziende producono un fatturato annuo di 40 milioni di euro. Tutte cose che la rendono osannata da alcuni, esecrata da altri (quelli che le dicono: “Ma qual è il tuo lavoro?”, “Sei solo una persona superficiale che passa il tempo a postare foto della sua vita privata sui social e fa i soldi con questo”). E lei scivola su tutto, non lasciando mai spazio alla volgarità e all’odio nei commenti dei social ai quali deve tutta la sua fortuna, da quando l’ex fidanzato Riccardo Pozzoli l’aveva lanciata su Blonde Salade, intuendone il fiuto imprenditoriale e conoscendone la passione per il mondo della moda. E allora scopri che il talento di questa donna sta nella sua capacità imprenditoriale, mediatica e pubblicitaria. Un fenomeno da studiare al di là della simpatia che si possa provare per lei e per suo marito Fedez, visto che viviamo in un’epoca in cui il web ed i social network stanno operando una profonda trasformazione culturale (anche nell’arte, per esempio, come racconta bene Valentina Tanni, docente universitaria, nel suo ultimo libro Memestetica. Il settembre eterno dell’arte, Nero Edizioni).  Ed allora è dato di scoprire, tra le pieghe di un documentario che probabilmente non passerà alla storia, ma che va letto al di là delle sue pecche narrative, perché il fenomeno Chiara Ferragni, di cui negli ambienti della moda che la guardavano con sufficienza si diceva che non sarebbe durato più di sei mesi, sta durando invece da anni ed ha costruito un impero economico di proporzioni inusitate.

Noi proviamo ad offrire qualche chiave di lettura, poi, fate voi. Innanzitutto c’è l’ambizione di una ragazza venuta dalla provincia italiana e spinta ad emergere da una madre venditrice di moda e fotografa che a lei ed alle altre figlie diceva sempre che erano belle, uniche e speciali e che una donna può arrivare dove vuole, basta non porsi dei limiti. Quindi, alla base c’è l’amore di una madre e la fiducia in se stesse che questa donna ha saputo infondere nelle sue figlie. Credere in se stesse e nei propri sogni ed avere la determinazione di farlo. Vero è che le condizioni di partenza erano buone: la famiglia della Ferragni è benestante e lei da sempre ha viaggiato in giro per il mondo, parla l’inglese come se fosse la sua lingua madre e si esprime molto bene, denotando carattere ed anche astuzia.

C’è poi la consapevolezza di avere una vita sovraesposta proprio attraverso i social, cosa che inevitabilmente le procura attacchi di ogni tipo, volgarità, livore, invidie e quant’altro. Ma la Ferragni ribadisce che all’odio degli haters non risponde con altro odio. Dal filmato emerge proprio quest’altro aspetto: Chiara è una donna che va dritta per la sua strada e non si cura di ciò che pensano gli altri. I più, anche i detrattori, le riconoscono questo suo essere sempre molto educata, gentile ed impeccabile. Ecco le qualità che fanno il successo di un’azienda o di un marchio. E poiché Chiara nasce con il web, si sente veramente a proprio agio in questi, affermando di non aver mai pensato di voler fare televisione (ognuno ha i propri limiti e lei sa che è nel digitale che può funzionare, piuttosto che nel cinema o in tv, dove sono richieste altre qualità).

Fiducia in se stessi e gentilezza. Sembra facile possedere queste cose in abbondanza mentre invece non lo è affatto, a meno che non si sia fatto un certo percorso di vita ed un grande lavoro su se stessi. A questo aggiungeteci anche un’altra cosa: la capacità di vendere sogni. La gente ha sempre bisogno di sognare. Di sognare la bellezza, la perfezione, l’occasione della vita. E Chiara, la ragazza di provincia come ce ne sono tante, che realizza il suo sogno, offre materia a chi la guarda: tutti attraverso i social possono immaginare di diventare come lei. Parla con semplicità di vita di coppia, figli, Italia, viaggi, cibo ed arriva a milioni di persone. E trasforma in oro tutto quello che posta e che dice. Se non è talento questo.

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CAT: Grandi imprese

Un commento

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  1. lina-arena 2 settimane fa

    sono indignata per lo stile banale con cui la giornalista descrive il caso Ferragni- Fetez. E’ una giovanetta che dello stile Tik Tok ha fatto mestiere scattando selfie e sorridendo con un viso da clown. L’intervista della modestissima Simona Ventura dovrebbe fare scattare provvedimenti di espulsione per via delle banalità delle domande e stupidità nel commento delle risposte. La Ferragni brava solo a ripetere ” tutto è bello , tutto è splendido e ringrazio i miei genitori per aver creato in me tanta fiducia”.Ascoltando questa fanciulla di una banalità incredibile viene da pensare alle fatiche che tanti nostri giovani , preparati e intelligenti, debbono affrontare per guadagnare poche lire. E’ solo un orrore e vorrei sapere se questa donnetta ha pagato quattrini alla RAI o se ha beneficiato di qualche indebito regalo. Attendo notizie in tal senso e chiedo che FOA o la direttrice di rai 2 venga messa alla porta a calci nelle parti basse. Non possiamo pagare un canone per simili idiozie.

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