Il tribuno

:
12 dicembre 2019

Venezia, battello della Linea 1.
Il signore che occupa il sedile dietro il mio sta pontificando con voce chioccia, da vero e proprio “rustego” goldoniano, da tre fermate.
Sono montato a Ca’ Rezzonico, il battello sta per arrivare a Rialto e, in tutto questo periodo, lui non ha smesso un attimo di parlare.
La malcapitata che gli viaggia accanto deve essere la figlia, una bella signora sui quarantacinque anni.
Anche lei, come me, vorrebbe leggere il giornale, ma non ci riesce.
Non prova nemmeno ad arginare l’anziano padre.
Si limita a bofonchiare solamente, ogni tanto, per dargli riscontro, le stesse due parole : “Si, papà”.
Lo fa perchè il padre, regolarmente, ogni cinque o sei frasi sbotta in un intercalare che ha una sua ritmica frequenza e fissità: “Go’ razon o no?”.

Il tema è trito e ritrito ed è portato avanti con argomentazioni nelle quali non è difficile cogliere l’imprinting del direttore del giornale che il signore tiene in mano, agitandolo nervosamente come uno stendardo.
“Lo capisci che ce l’hanno con lui perchè bla bla bla bla. Go’ razon o no?”
“Sì, papà”
“Io li conosco bene questi signori, bla bla bla bla. Go’ razon o no?”
“Sì, papà”
“E poi vuoi che te lo dica? Per me tutte queste storie – i 49 milioni, i voli di stato, i rubli di Putin – xè tutte gran monade bla bla bla bla. Go’ razon o no?”
“Sì, papà”
Va avanti così per tre o quattro volte.
Una specie di mantra.
Ad un certo punto, come succede con le canzoni stupide ma orecchiabili, delle quali non ti liberi più, riesco a prevedere l’arrivo del ritornello.
Non so resistere e, mimando il gesto di un direttore d’orchestra che indica con la bacchetta allo strumentista il tempo del suo intervento, mi lascio scappare, credendo di sussurrarlo, un “Si papà”
Perfettamente all’unisono con quello della signora che viaggia alle mie spalle.
Il tribuno da battello si agita, indeciso se mettersi a litigare con me.
Mi ha sentito, purtroppo.
Mi viene in soccorso la figlia che, proprio quando il padre esordisce dicendomi da dietro qualcosa del tipo: “Senta lei…” si affretta a dirgli: “Papà, dobbiamo smontare!”
Siamo a Rialto e, per mia fortuna, debbo scendere alla Ca’ d’Oro, due fermate dopo.
Riapro il giornale.

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CAT: Letteratura

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