Poesia | Andrea Carraro

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10 giugno 2018

E davvero non vorresti 

E davvero non vorresti passare alla storia
Come colui che raccontava pettegolezzi a un moribondo
Come colui ch’era peggiore dei suoi libri

E davvero non vorresti esser ricordato
Per aver infilzato i parenti e gli amici di una vita
A uno a uno come una lampada moschicida
E per aver amato soltanto se stesso
Anzi la sua immagine riflessa
Di scrittore spietato che non perdona
Pieno di odio contro il mondo
Chiuso nel suo isolamento
Rancoroso e buio

E davvero non vorresti che tuo figlio
Davanti al fornetto di famiglia
Rammentasse un domani le tue sbronze
Anestetiche le tue consolazioni nel cassetto
I tuoi incidenti mortali nella notte
La tua penosa inettitudine a tutte quante
Le cose della vita

 

 

 

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Andrea Carraro (Roma, 1959) è uno scrittore italiano. Dopo il suo primo romanzo del 1990 A denti stretti, storia dell’iniziazione sessuale di un gruppo di adolescenti, ha raggiunto il successo nel 1994 con Il branco, racconto di uno stupro di gruppo ambientato nei pressi di Roma, dal quale M. Risi ha tratto l’omonimo film. Nei suoi testi racconta la realtà senza aver paura di indagare le aberrazioni dell’animo umano. Tra i romanzi successivi si ricordano: L’erba cattiva (1996), La ragione del più forte (1999), Non c’è più tempo (2002), Il sorcio (2007), Come fratelli (2013), Sacrificio (2017). È uno dei tredici scrittori che hanno contribuito alla realizzazione di Incubi (2007), antologia di racconti horror all’italiana. Collabora con riviste come Nuovi argomenti, Lo Straniero e Reset, e testate giornalistiche fra cui Il Messaggero.

TAG: Andrea Carraro, poesia
CAT: Letteratura

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