Badinter racconta la storia di Maria Teresa d’Austria, suocera d’Europa

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13 Dicembre 2020

Élisabeth Badinter è una 76enne storica, filosofa e femminista francese, nota per il suo libro L’amore in più, del 1980, nel quale nega l’esistenza dell’istinto materno. Con quel libro, dice, ha tolto il senso di colpa alle madri contemporanee. È punto di riferimento del femminismo francese, che oggi ha nuove leve, ad esempio, nelle scrittrici Viriginie Despentes ed Alice Coffin, nella regista Céline Sciamma, nell’attrice Adèle Haenel. La Badinter si è anche battuta per la laicità in Francia, ma ammette che, mentre la battaglia sul femminismo è stata vinta, quella sulla laicità non ha avuto un grande successo. La Badinter ha lavorato con i trans e si occupa di questioni legate alla sessualità in aperta polemica con la filosofa Judit Butler, dell’Università di Berkeley, la quale sostiene che il genere si sceglie, in quanto essa invece dice che l’identità non è frutto di una scelta ma la conseguenza della natura che si impone. Si è occupata di psicoanalisi, arrivando alla conclusione che l’elemento maschile e quello femminile esistono in entrambi i sessi e che quindi siamo tutti bisessuali. Mentre invece la separazione dei mondi è stata funzionale al potere maschile, che ha lasciato per secoli le donne a casa ad occuparsi dei figli.

Questa signora dagli occhi azzurri e intelligentissimi, dal fisico esile e dai modi austeri da studiosa di professione, ha ora dato alle stampe un libro sulla regina Maria Teresa d’Austria. Il titolo è  I conflitti di una madre, edito da Flammarion. La sovrana settecentesca (Vienna, 13 maggio 1717 – Vienna, 29 novembre 1780), fu madre di 16 figli (5 maschi e 11 femmine) ed imparentata con i sovrani di tutta Europa, tramite i matrimoni strategici che combinava per ognuno di loro con altrettante teste coronate. Lavoratrice energica e instancabile, attraversò due lunghi conflitti, si dedicò all’amministrazione del suo regno dedicandovi 15 ore al giorno e nel frattempo crebbe anche i suoi figli. Tre morirono prematuramente, gli altri li seguì scrupolosamente, inaugurando un nuovo modello di madre che, a differenza dell’aristocrazia del tempo, che poco se ne curava affidandoli alle cure delle balie, si preoccupava della loro vita, della loro salute e del loro carattere. La Badinter nel libro, ad esempio racconta che Maria Teresa chiedeva a ciascuno di loro di scriverle una lettera alla settimana in tedesco, inglese e latino. Lei le leggeva e le correggeva e poi le rimandava indietro. Trovava anche il tempo per fare questo. Fu dunque una mamma premurosa, ma non aliena da ingiustizie. Come, appunto, quella di far sposare le figlie per promuovere alleanze fra la sua e le casate del resto d’Europa. Lo scotto da pagare era quello di destinarle ad una vita infelice, come ad esempio capitò a Maria Giuseppina, data in sposa a quel mezzo delinquente di re Ferdinando IV di Napoli, il Re Lazzarone. Dopo quello Maria Teresa non osava più guardare le figlia negli occhi prima che partisse. Benché lei fosse una donna di potere, alle figlie diceva che dovevano sottomettersi ai mariti e non fare politica. Per il resto, la sovrana seppe fare davvero gli interessi del suo popolo, con una modernizzazione dello Stato senza precedenti e con l’acquisizione di un ruolo internazionale significativo per il suo Paese.

Suo marito, Francesco I di Lorena, non aveva quasi nessuna responsabilità politica e godeva quindi di molto tempo libero. L’educazione era una faccenda di cui si occupava la sua consorte. Per il resto era un padre affettuoso, soprattutto verso le figlie. Anche Maria Teresa da affidò i suoi neonati alle balie, com’era costume dell’epoca, ma come detto si occupò completamente del loro processo di crescita.

Élisabeth Badinter è sposata con Robert Badinter, avvocato ed ex ministro socialista sotto la presidenza Mitterrand, con cui ha avuto tre figli. In politica si oppone alle quote rosa ed a quelle leggi che considerano le donne come incapaci di arrivare al potere con le proprie forze. Fa parte del “Coordination française pour la Décennie” (Coordinamento francese per il decennio della cultura della pace e della non-violenza) e del consiglio scientifico della Bibliothèque nationale de France nel 1998 e nel 2002. Si è opposta alla legge contro la prostituzione della socialista Najat Vallaud-Belkacem (2014), da lei considerata ingerenza sulla vita privata degli individui. France 5 nel 2009 le ha dedicato il documentario “Elisabeth Badinter, controcorrente”.

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CAT: Letteratura, Storia

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