THE QUEEN ELIZABETH, THE GREAT MOTHER OF ENGLAND

:
11 Maggio 2020

Avere 94 anni e la capacità di emozionare parlando al proprio popolo come una madre ai suoi figli. Sguardo fiero, austero e fisso davanti alla telecamera, fare composto e regale, l’8 maggio 2020 la regina Elisabetta si è presentata al suo popolo con un abito azzurro pallido ed un breve messaggio a forte impatto emotivo: «Mai disperare. Mai arrendersi. Può sembrare strano, le nostre strade non sono vuote, sono piene con l’amore e la cura che abbiamo gli uni degli altri». Così, in questo particolarissimo Victory Day che da 75 anni a questa parte si celebra in Inghilterra per ricordare la vittoria sulla Germania nazista, la Gran Madre d’Inghilterra riempie quel vuoto lasciato dalle mancate manifestazioni legate a tale anniversario, causa pandemia in corso. La Regina torna sullo schermo ad un mese di distanza da un altro discorso alla nazione, quello del 5 aprile, pronunciato per annunciare il lockdown, e già famoso per i fiumi di inchiostro che ha fatto versare. In quella occasione era apparsa vestita di verde e con l’immancabile spilla sull’abito. Anche in quella occasione, una richiesta ferma di unità: «Se resteremo uniti e determinati, vinceremo noi», ricordando: «Le doti di autodisciplina, e tranquilla risolutezza condita di buon umore caratterizzano ancora questo Paese».

Nell’ultimo breve ma incisivo messaggio al suo Paese la Regina ha ancora una volta saputo colpire nel segno ed infondere speranza ai cuori: «Vi parlo oggi alla stessa ora in cui mio padre lo fece esattamente 75 anni fa la Guerra fu totale, e il suo impatto non ha risparmiato nessuno. “Non mollare mai, non disperare mai”, era questo il messaggio del giorno della Vittoria. All’inizio, la prospettiva era sembrata desolante, la fine lontana, il risultato incerto. Ma abbiamo continuato a credere che la causa fosse quella giusta e questa convinzione, come ha sottolineato mio padre in quel giorno, ci ha fatto andare avanti». Nel 1945 Elisabetta aveva 19 anni ed era sul balcone di Buckingham Palace insieme alla sua famiglia e a Winston Churchill, mentre suo padre, re Giorgio VI, attraverso la radio annunciava alla nazione la fine della guerra.

Fascino della corona e della Storia. Abbiamo bisogno, in questa drammatica fase epocale, di chi sappia interpretare le emozioni di un Paese e sappia parlare come fa questa regina. Siamo talmente abituati e disgustati da polemiche politiche, campagne di odio, dal continuo tirare acqua al proprio mulino e dalle continue passerelle di una classe dirigente che di certo non brilla per spessore culturale o per entità di battaglie politiche e sociali sostenute, che guardiamo con ammirazione a questa donna e respiriamo. Un mare di inconsistenti chiacchiere politiche subissano le nostre vite e richiedono quel reset da destinarsi a cose che non faranno parte del ricordo dei posteri e di quello della Storia.  

Avere quell’età ed avere quella tempra di donna e di politica. Quello spessore che viene dall’avere vissuto fasi epocali delle vicende umane.

In quasi 70 anni di regno, capitati nel periodo di pace più lungo della storia europea, Elisabetta ha dovuto gestire conflitti familiari che hanno minato l’immagine della corona inglese: le relazioni extraconiugali di Carlo e Diana e il loro divorzio; la tragica fine della principessa; il divorzio della secondogenita Anna e quello del figlio Andrea da Sarah Ferguson; gli scandali regali, fino al coinvolgimento del principe nell’inchiesta relativa sugli abusi sessuali che ha travolto il miliardario americano Jeffrey Epstein.  E poi, pochi mesi fa, la rinuncia dei duchi del Sussex ai doveri di corte ed il loro trasferimento negli Usa, un affare che ha di molto ridimensionato la stima verso Harry e Meghan, incrementando allo stesso tempo quella nei riguardi della sovrana. E anche se oggi, come dice Vittorio Sabadin, ex inviato a Londra de La Stampa, molti inglesi hanno smesso da tempo di essere monarchici, sono di sicuro fortemente elisabettiani. Sabadin afferma: «Quale altro Paese ha potuto contare per quasi 70 anni su una figura così carismatica? Elisabetta della Gran Bretagna nel mondo». E il “dopo”, come si presenta? Sabadin è convinto che dopo Elisabetta ci sarà il vuoto e se nessuno degli eredi saprà colmarlo la monarchia andrà incontro all’ostilità, o peggio, all’indifferenza del popolo inglese. «La monarchia inglese, se resisterà, finirà per somigliare a quelle di Svezia o Norvegia, dove re e regine sono persone quasi normali, che vivono in modo comune. Ma a chi interesseranno più se sono come noi?».

Robert Hardman ha scritto sul Daily Mail: «La regina salita al trono con Churcill al suo fianco è ora la Churcill dei nostri tempi. Quattro anni fa, fui ai funerali di Nelson Mandela, Obama rivolgendosi ai capi di Stato individuò in Mandela e in Elisabetta i due giganti della leadership del XX secolo».

In quest’ultimo caso, lei è passata alla storia anche del XXI secolo.

 

TAG: Mondo
CAT: Londra, società

Nessun commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

CARICAMENTO...