Rapporto Cer 4/2019: la globalizzazione rallenta (già prima della pandemia)

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21 maggio 2020

La pandemia accelera l’entrata nell’epoca degli scambi lenti. Arretra la globalizzazione, si accorciano le catene del valore, i grandi paesi emergenti si riorientano verso la domanda interna. E aumentano le restrizioni sugli scambi dei dispositivi medici necessari per il trattamento dell’epidemia.
Sono questi i nodi centrali del prossimo futuro, affrontati anche dal Rapporto Cer 4/19 appena pubblicato, intitolato Economia digitale e pandemia nell’epoca degli scambi lenti, realizzato in buona parte su dati e scenari precedenti rispetto alla pandemia, che tuttavia andrà a rafforzare alcune tendenze globali che già prendevano corpo.

Nell’introduzione al rapporto, elaborato da Stefano Fantacone, Pasquale Lelio Iapadre, Anna Netti, Federica Silvestrelli, si legge, infatti:

Il rallentamento dell’economia mondiale, già visibile nel 2018, si è accentuato l’anno scorso, soprattutto nei paesi emergenti, scontando le tensioni nelle relazioni internazionali, in particolare tra Cina e Stati Uniti, e le difficoltà dell’Europa, aggravate dalla disordinata uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Gli scambi internazionali ne hanno risentito negativamente, ma l’entità della loro decelerazione, ben più marcata di quella della pro- duzione, ha confermato la natura strutturale dei cambiamenti che la hanno determinata. A partire dal 2012, la crescita del commercio internazionale si è indebolita, facendo regi- strare un tasso medio solo lievemente superiore a quello del Pil mondiale. Si è aperta dunque un’epoca di “scambi lenti”, che appare molto diversa dalla fase più espansiva della globalizzazione, tra la metà degli anni Ottanta e la crisi del 2008-9, quando il com- mercio mondiale cresceva a tassi più che doppi rispetto a quelli della produzione. È venuta meno la spinta propulsiva generata dall’ingresso di alcuni grandi paesi emergenti nel sistema commerciale multilaterale, nonché dalla costituzione e dalla progressiva estensione delle “catene del valore” nelle quali si è organizzata la produzione internazio- nale. I flussi di investimenti diretti esteri sono tendenzialmente diminuiti negli ultimi anni, soprattutto nella componente delle grandi operazioni di fusione e acquisizione. Considerando i principali settori, è aumentato il peso degli scambi di servizi, favoriti dallo sviluppo delle transazioni digitali, mentre il calo tendenziale dei prezzi delle materie prime ha depresso le quote del settore primario. Il rallentamento degli scambi si è manifestato in quasi tutte le principali aree geografiche, ma è stato particolarmente vistoso in Asia sud-orientale”

Il rapporto, partendo dagli scenari globali, attraversa i nodi cruciali per l’economia italiana e realizza poi un approfondimento tematico sul commercio elettronico e gli scambi internazionali di servizi.

Centro Europa Ricerche

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CAT: macroeconomia

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