Confessione di un cretino

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19 Marzo 2019

Si fa un gran tifo per l’intelligenza. Mamme e papà sottolineano sempre quella dei figli. In genere, è vero, tendono bonariamente a sopravvalutarla ma è comprensibile, considerato quanto sopravvalutano la propria. Siamo comunque, sopravvalutazioni a parte, circondati da uomini intelligenti e da donne che, quando non siano già persuase di esserlo più di loro, non vedono l’ora di emularli e s’indignano se qualcuno sostiene che non è detto ne valga la pena. Se si vuole offendere qualcuno, se lo si vuole ferire, basta mettere in dubbio la sua intelligenza. Perfino senza giungere ad una diagnosi di stupidità il soggetto, statene certi, si offenderà a morte: a meno che non sia assolutamente certo, a sua volta, che chi avanza quel dubbio sia meno intelligente di lui. Io desidero invece non soltanto dichiararmi decisamente contrario a tutta questa intelligenza ma confessare, senza remore né falsa modestia, di essere un cretino. A testimonianza di questo potrei addurre niente meno che la mia intera esistenza: modalità, eventi e risultanze. Tutto, insomma. Ne sono forse fiero? Assolutamente no. Mi accontento, ecco tutto, ma ne prendo atto. E di questa stupidità che mi toccò in sorte faccio quel che posso. Considerata l’intelligenza dalla quale sono quotidianamente assediato, in sede reale e in sede virtuale, dovrei sentirmi intimidito. Eppure non è così. Il fatto è che, benché non sia intelligente non sono cieco e ho gli occhi per vedere l’abisso di ipocrisia, cinismo e miseria morale di cui l’intelligenza è capace. Li osservo questi uomini e queste donne intelligenti, ne ascolto le parole, leggo ciò che scrivono e, ogni giorno, mi sento, più ancora che consolato, addirittura felice d’essere quello che sono. Sfoglio un libro, un giornale…quanta intelligenza fiorisce sotto gli occhi! Accendo la tv? Lo sguardo si perde tra distese di intelligenza sconfinate come i campi di grano nelle grandi pianure americane…screziate ogni tanto dai rossi papaveri del genio che ne sottolineano l’avvenenza. La radio? Non ne parliamo. Internet? Gesù! Per trovare un cretino, un consimile, un sodale non si sa più dove cercare. Mi sento solo. Vivo con un’unica speranza nel cuore: che il numero degli intelligenti non si accresca ulteriormente ma, soprattutto, che non si accresca la loro intelligenza. Perché se è vero che siamo messi male è anche vero che potremmo essere messi peggio. Pensate se questi cervelli venissero potenziati, pensate se ciascuno di loro avesse due volte l’intelligenza che ha. Non ci scasserebbe il cazzo almeno due volte più di ora? Anzi…ho il fondato sospetto che l’incremento sarebbe addirittura esponenziale. Come potrei sopportarlo? Così, nell’accorata speranza di scongiurare una catastrofe, rivolgo il pensiero a San Giuseppe di cui fin da piccolo trovavo commovente la meravigliosa, silente, dabbenaggine: proteggici, ti prego, da tutta questa intelligenza.

TAG: Cultura
CAT: Media, società

Un commento

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  1. massimo-crispi 2 anni fa

    Si consoli, come diceva il buon Flaiano “Oggi anche il cretino è specializzato”.

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