Lettera sulle colpe di tutti e su quelle di nessuno

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29 settembre 2019

Cara fb

dici che nessuno può chiamarsi fuori dalle sue responsabilità di inquinatore. A meno che non sia un bambino africano “sotto la soglia di povertà”…ma se può permettersi una merenda e una bottiglietta d’acqua è già colpevole a pieno titolo del riscaldamento globale; che la responsabilità di chi compra al discount a basso prezzo fa il paio con quella di chi ci si arricchisce; che chi raccoglie pomodori a tre euro l’ora e mangia cibo spazzatura compie un crimine assimilabile a quello di chi lo produce e fa lavorare lui a quel prezzo, ma se quest’ultimo usa cassette biodegradabili si redime ed è in lista per un cavalierato del lavoro. Salomonicamente, spalmi la responsabilità come la nutella sopra il pane. In modo equanime. Non mangi biologico perché non te lo puoi permettere? Sei complice di Bolsonaro nell’incendio della foresta amazzonica.

Poi sprizzi ottimismo: “i giovani thunberghiani saranno i governanti di domani!”. Può darsi ma temo che i meccanismi sistemici, a parte i coup de theatre per la platea, siano ben oliati e che i governanti di domani saranno i figli – in senso lato – di chi governa oggi. Con tutta la buona volontà cambieranno solo ciò che il “mercato” permetterà di cambiare cullandoci con la ninna nanna che “se guadagna lui guadagniamo tutti”. Alla questione climatica si porrà perciò rimedio – se rimedio si può porre – in funzione del mercato e, per il momento, lo spettacolo dell’ambientalismo di lotta e di governo, per il mercato mediatico, è tutto grasso che cola.

Ma tu sei inflessibile.

Chi acquista cibo non biologico è colpevole: PENITENZIAGITE!

Te ne infischi se chi mangia porcherie a buon prezzo ha un reddito che non gli permette di mangiare altro. Non ti sfiora l’idea che lui non sia un responsabile ma una vittima. E che responsabilizzare le persone sbagliate non è equanimità ma complicità. Ci sono i colpevoli, gli innocenti e le vittime ed è compito di chi pensa criticamente distinguere tra gli uni e gli altri. Fare di tutta l’erba un fascio, al contrario, è tipico dei filistei: tutti colpevoli nessun colpevole. Ma se tu te ne fotti, io no: c’è un solo vero, grandioso problema epocale ed è quello della ridistribuzione della ricchezza del pianeta. Se non si mette mano a questo non si risolve niente. Solo quando le cifre che esprimeranno il mio reddito, quello del raccoglitore di pomodori nigeriano e quello di ogni Lapo Elkann del mondo saranno – almeno – commensurabili potremo parlare di “Noi” e di “Umanità”. Fino ad allora questa parola è vuota e forforosa come la testa di Vittorio Sgarbi.

Queste la (mia) diagnosi e la (mia) terapia. Ed ecco la prognosi: o si mette in atto quella cura da cavallo (redistribuzione radicale della ricchezza del pianeta in direzione ugualitaria) o dovremo rassegnarci all’orrore che, grazie alla potenza di fuoco della tecnologia odierna, dall’eugenetica in giù, raggiungerà livelli inimmaginabili.

Tali da far apparire Mengele come un ingenuo boy scout.

ur

TAG: #gretathunberg, Cultura, Facebook, giornalismo, innovazione, italia, Lavoro, politica, Unione europea
CAT: Media, società

2 Commenti

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  1. massimo-crispi 3 settimane fa
    Propongo un'ovazione.
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  2. xxnews 3 settimane fa
    non è banalmente così ... semplice ... se coloro che tengono il "MAZZO" in mano e distribuiscono le "carte" fossero più intelligenti di quanto dimostrano di NON ESSERE con un banale ragionamento TRASFERIREBBERO TUTTE LE LORO RISORSE A "cambiare" il mercato , TANTO a guadagnarci sono sempre LORO .... ma ..... troppa fatica cambiare ... vorrebbe dire che che sono "costretti" dare "RAGIONE" a qualcun altro ma quei signori PENSANO : "NOI SIAMO NOI ....... E VOI NON SIETE UN CAZ........." , certo all' inizio i soldi "fatti evasi rubati" dovrebbero spenderli .... ma è anche evidente che per LORO IL RITORNO SAREBBE CMQ ENORME
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