La musica bisestile. Giorno 181. Rita Pavone

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4 dicembre 2018

Uno scriccioletto, che di femminile, in senso classico, non ha nulla, ed ha una voce squillante ed imperiosa e dei capelli color carota ingestibili. Ne fanno la prima grande star del beat italiano “addomesticato”, e lo scricciolo diventa, inopinatamente, una stella di livello mondiale…

 

RITA PAVONE

 

All’inizio degli anni 60, quando la musica beat era davvero una musica per ragazzini ed il mondo della musica popolare, per venire incontro alla nuova moda, si era data da fare cercando volti e voci non ancora ventenni, Rita Pavone divenne nell’arco di pochi mesi un evento di portata mondiale. Esordisce a 16 anni al Teatro Alfieri della sua Torino, dove il padre è operaio della fabbrica di Mirafiori della FIAT. Ha già lasciato la scuola, deve aiutare la famiglia con dei lavoretti, e quindi i soldi da cantante sono i benvenuti. Del resto, piccola e minuta come è, di lavori pesanti non può farne.

“Rita Pavone”, 1963

A 17 anni partecipa al Festival Beat di Ariccia, e lì conosce il famoso cantante e produttore Teddy Reno, vent’anni più vecchio di lei. I due si innamorano, lui lascia la moglie ed il figlio, e poco dopo anche l’attività di cantante, dedicandosi solo alla cura della carriera di Rita – che conosce un’esplosione. Nel giro di un anno Rita va al primo posto della hit parade per sei volte, specie dopo che Lina Wertmüller l’ha scelta come protagonista del suo sceneggiato televisivo “Il giornalino di Gian Burrasca”, il Pippi Calzelunghe italiano, che con il brano “Viva la pappa col pomodoro” permette a Rita Pavone di entrare in Hit Parade ovunque in Europa, o nella versione italiana, oppure in una delle altre versioni (inglese, spagnola, tedesca) in cui Teddy Reno la convinse a cantare.

Nel 1964, a 19 anni, solo Mina era altrettanto famosa quanto lei, ed all’estero solo Caterina Valente. Ovviamente il disco che ho scelto è quello che venne pubblicato alla fine del 1964, quando la popolarità di “Pel di carota” (come la chiamavano per i capelli rossi) è al punto massimo. Nel 1965 ha 20 anni, ed inizia una carriera da donna, Antonello Falqui fa la regia di una serie di serate televisive incentrate su di lei, gira una dozzina di musicarelli con attori importanti, come Giulietta Masina, Giancarlo Giannini e Terence Hill – spesso diretta da Lina Wertmüller, che l’adora. Canzoni come “La zanzara” ed il “Gechegè” vanno al primo posto, e non solo in Italia.

Con “Arrivederci Hans” resta in testa alle classifiche tedesche per tutta l’estate del 1968, mentre l’album “The international teenage sensation” la farà restare in classifica in America, nelle prime 50 posizioni, per un anno intero. Ma dopo sei anni, di colpo, tutto finisce. Rita è incinta, come bimba ribelle non è più credibile. Da Firenze viene su una nuova “piccoletta”, Nada Malanima, che ha preso il posto di Pel di Carota. Un gran peccato, perché la sua voce rimane stupenda, ma a quel punto il suo personaggio la strangola, Ma questo, a mio parere, non ne diminuisce la grandezza.

 

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CAT: Musica

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