Come è bella la città di Pulcinella

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24 Ottobre 2020

De Luca ha fatto il gradasso, lo sceriffo, il saltimbanco, fino a quando per puro caso e per fortuna, i numeri gli hanno dato ragione. Oggi che siamo in pieno allarme sanitario pensa di chiudere tutto, di fermare tutto, provocando una crisi che va oltre quella sanitaria.

Non è civile, sicuramente, assistere allo spettacolo penoso che ha coinvolto ieri sera il centro di Napoli, non è civile attaccare i palazzi del potere, né creare disordine con tafferugli e aggredire le forze dell’ordine, giornalisti e chiunque, in quel momento, rappresentasse lo Stato, la società civile.

È pur vero che per gli esercenti, i professionisti, e per chi si è visto sottrarre entrate, dopo ave fatto sforzi immani per fare quadrare i conti, che avevano stretto i denti e riaperto le proprie attività confidando in tempi migliori, negli incentivi promessi dallo Stato, per costoro la salute è divenuta, ormai, un fatto secondario.

Salute significa anche poter mangiare e sostenere una famiglia. Per fare un paragone, è un po’ come per i lavoratori dell’Ex Ilva che pur sapendo che in quegli stabilimenti si contraeva il tumore, pensavano che fosse necessario lavorare e procacciarsi cibo, evitando di mandare in miseria famiglie intere.

Se nella manifestazione di ieri ci sono state frange di estremisti e l’infiltrazione di criminalità organizzata che specula sulla miseria, bisogna considerare che qui al sud, il problema dell’arretratezza e della miseria ha atavicamente consentito ai cosiddetti poteri paralleli, al secondo stato, quello fatto di attività illecite, di presentarsi col volto del benefattore.

Nell’epoca della globalizzazione, dove il divario tra il ricco e il povero si acuisce sempre di più, dove la forbice delle differenze sociali si amplifica, l’impotenza genera violenza.

Come sostiene Antonio Vigilante nel suo studio su Dolci. “l’impotenza è quella di chi non riesce  a mangiare, su scala più ampia, l’impotenza è quella di una popolazione parassitata dalla mafia e dalla politica, i cui diritti trovano un limite preciso nel sistema clientelare; su scala ancora più vasta, c’è l’impotenza come condizione dell’uomo postmoderno condizionato dai mass- media, dai grandi gruppi economici ed industriali, dai persuasori occulti e pesino da istituzioni, come la scuola, il cui scopo dovrebbe essere la piena manifestazione delle potenzialità individuali

TAG: Lavoro
CAT: Napoli, Occupazione

Un commento

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  1. massimo-crispi 1 mese fa

    Quindi però, alla fine, che cosa bisogna fare? Dando per scontato che, come nelle sacrosante parole di Dolci, esiste questa parassitosi, pur essendoci un pericolo enorme che mette in pericolo molte vite e ne distrugge altre con postumi invalidanti che ancora non conosciamo bene, bisogna evitare di considerare il pericolo maggiore per non incappare nel pericolo minore – anche se quali categorie di minore e maggiore si possono qui applicare è ambiguo – ? Comunque ci si muova, con una pandemia, ci sono morti e feriti, i danni ci sono sempre, l’economia retrocede ed è inevitabile. È sempre successo così nella Storia e non vedo perché non possa succedere ancora in un mondo assai più popolato e interconnesso dove, proprio per la grande sovrappopolazione e per l’iperspecializzazione di molte categorie, gli effetti saranno ancor più macroscopici e le masse di poveri, che sopravvivranno e se sopravvivranno, saranno formate anche da coloro che “stavano bene”. E non escludo che potremmo esserci anche noi tra coloro. Chiudere tutto per provare a fermare il contagio per un mese o poco più non è forse meglio che chiudere, poi riaprire, reinvestendo un sacco di soldi ed energie, per poi richiudere e perdere tutto nuovamente e senza più le risorse che sono servite per riaprire una prima volta? Oltre al fatto di essersi contagiati e aver contagiato a propria volta mezzo mondo, anche inconsapevolmente?
    Siccome la parassitosi mafiosa e politica non si può fermare in pochi mesi di governo ma il virus forse sì, cos’è più utile per tutti? L’impotenza c’è ma fino a un certo punto, forse. Un governatore a muso duro contro mafia e camorra che poi cede le armi che figura fa? E quella splendida battuta su allouin, per cui gli dò centodieci e lode col bacio in fronte del magnifico rettore, non è la verità? Già abbiamo abbastanza minchiate in Italia, dobbiamo pure importare quelle degli altri per vendere a un pubblico assuefatto di americanate zucche finte, ragnatele e maschere horror fatte in Cina, peraltro.
    Io, in questo caso, sto con De Luca, anche se il personaggio è, per certi versi, grottesco.

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