Giovani e lavoro: oltre un milione di posti rimangono scoperti

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9 gennaio 2020

A settembre dell’anno che si è appena concluso, il tasso di disoccupazione nel nostro Paese è tornato a salire, attestandosi al 9,9% rispetto al 9,6% di agosto (+0,3%). Lo ha rilevato l’Istat nella sua stima sugli occupati e sui disoccupati. In Europa soltanto Grecia e Spagna hanno registrato un tasso di disoccupazione più alto. In Italia, peraltro, è salito anche il tasso di disoccupazione giovanile, ovvero della fascia di persone che va dai 15 ai 24 anni: +1,1% in un mese, attestandosi a quota 28,7%. La disoccupazione giovanile rappresenta uno dei temi economicamente e socialmente più rilevanti per il futuro dell’Italia. Se si guarda ai dati del 2018 i giovani disoccupati nel nostro Paese si attestavano a 1,3 milioni, di cui circa il 30% concentrato in sei province: Napoli, Roma, Bari, Palermo, Milano e Torino.

Nel nostro paese, ha aggiunto l’Istat, sono aumentate anche le persone in cerca di lavoro: +3% su base mensile (da agosto a settembre 2019), che corrisponde a circa 73mila persone in più alla ricerca di un’occupazione. Di questi 26mila sono giovani con meno di 25 anni.

Le imprese, nello stesso momento, dichiarano circa 730.000 posti di lavoro i cui profili sono di difficile reperimento, tra cui posizioni nei settori più all’avanguardia come il Tech ma anche figure entry level. Abbiamo un mercato del lavoro dove non si trovano le professionalità che servirebbero ma in cui il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo. Così, oltre un milione di posti di lavoro rimangono scoperti (dati Excelsior – Unioncamere e Anpal del 2019).  Il problema è quindi anche l’orientamento e la formazione.

Proprio per questo, Intesa Sanpaolo ha deciso di contribuire ad affrontare il problema cercando di colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e il gap di competenze tra giovani disoccupati e bisogni delle imprese.

Il programma “Giovani e Lavoro” lanciato nel 2019 ha l’obiettivo di offrire in tre anni corsi di formazione gratuiti a 5.000 giovani tra 18 e 29 anni per aiutarli ad acquisire le competenze che le aziende cercano e favorire l’incontro con aziende che ricercano giovani da inserire, con la missione di farne assumere almeno il 75-80%. Il programma vede un ruolo centrale di Intesa Sanpaolo Formazione ed è costruito in partnership con Generation Italy, l’iniziativa non profit creata da McKinsey & Company nel 2015 già attiva in 13 paesi nel mondo su queste tematiche. Generation attraverso la sua metodologia proprietaria offre corsi di formazione professionalizzante intensivi (6-8 ore al giorno, 5 giorni la settimana), esperienziali (volti a provare ciò che poi faranno nel mondo del lavoro) e di breve durata (dalle 3 alle 12 settimane) a partire dalle esigenze delle aziende al fine di facilitare e massimizzare la possibilità di trovare lavoro alla fine dei corsi. L’iniziativa, inoltre, è stata avviato nelle aree geografiche con maggior potenziale di sviluppo, partendo nel 2019 a Napoli, Roma e Milano per estendersi nel 2020 anche a Bari, Torino e altre province.

I corsi di formazione sono dedicati ai profili professionali identificati tra i più difficili da coprire nel mercato del lavoro italiano: addetti settore Hospitality e Food & Beverage; addetti alle Vendite settore Retail; Sviluppatore Java.

A candidarsi al programma sono stati già oltre 9.300 giovani e oltre mille le aziende coinvolte

«Il fenomeno della disoccupazione giovanile si scontra in modo paradossale con la difficoltà delle imprese a reperire risorse già formate. Con questo progetto Intesa Sanpaolo affronta uno dei temi più urgenti, l’accesso dei giovani al mondo del lavoro, sotto un duplice aspetto: offre ai giovani strumenti per competere nella ricerca di un’occupazione avviandoli a una professione; allo stesso tempo risponde all’esigenza espressa dalle nostre imprese di inserire personale motivato e con una formazione di base», ha commentato Paolo Bonassi, Responsabile Direzione Strategic Support Intesa Sanpaolo.

Allo scopo di puntare allo sviluppo dell’alta formazione dei giovani, il capitale umano più prezioso, il Gruppo, inoltre, ha deciso di promuovere “per Merito”, un prestito che ogni studente universitario può ottenere alla sola condizione di impegnarsi nella propria crescita formativa. Il finanziamento non richiede alcuna garanzia personale o familiare e garantisce una linea di credito fino a 5.000 euro l’anno per i fuori sede – 3.000 per chi studia in sede – fino a 5 anni per coprire spese di studio, mobilità, residenza e periodi formativi all’estero. La restituzione può avvenire anche due anni dopo la laurea, optando per un “periodo ponte”, per permettere al giovane di trovare lavoro. È possibile restituire il credito fino a 15 anni per gestire una rata mensile molto bassa, con un tasso fisso, definito al momento della sottoscrizione, che non cambierà per tutta la durata del prestito.

Nel suo Piano Industriale 2018-21, Intesa Sanpaolo si è impegnata, mediante la costituzione del Fund for Impact, ad erogare fino ad un massimo di 1,25 € mld di credito a persone fisiche e giuridiche nella fascia di prima esclusione (nuove famiglie, giovani universitari, ricercatori, immigrati stabilizzati, lavoratori in percorsi di qualificazione, startup femminili, ecc.).

I giovani e gli studenti rappresentano una priorità per il Paese, poiché l’Italia si conferma ultima in Europa su tutti i parametri dell’istruzione universitaria oltre che non altezza ad orientare e formare chi cerca un lavoro.

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TAG: disoccupazione, disoccupazione giovanile, Giovani e Lavoro, intesa sanpaolo, occupazione, per Merito
CAT: Occupazione

Un commento

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  1. dionysos41 1 mese fa
    Bravissima! Tocchi il nodo del problema del paese. Fermo, proprio perché non si aggiorna. Livello d'istruzione bassissimo, il più basso d'Europa. E si lesinano i soldi all'istruzione e alla ricerca. Poi ci si meraviglia del ristagno e dei posti di lavoro che non trovano i lavoratori adeguati.
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