Il governo è disposto (finalmente) ad ascoltare Attrici Attori Uniti?

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11 maggio 2020

Sabato scorso il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) ha valutato la possibilità di consentire gli spettacoli teatrali, i concerti e le proiezioni cinematografiche (al chiuso e all’aperto) a partire dalla prima settimana di giugno, fermo restando il rispetto del distanziamento e l’uso degli ormai noti DPI. Un tetto di duecento spettatori per le esibizioni indoor e mille per quelle all’aperto, con dispositivi di protezione per artisti in scena, maestranze ed ogni altro lavoratore al pari degli spettatori.

A tal proposito Attrici Attori Uniti si chiedono se il CTS sia a conoscenza della natura del lavoro dei professionisti dello spettacolo, da immaginare spettacoli realizzabili con l’utlizzo dei DPI.

Il perchè non sono stati convocati i sindacati e i lavoratori all’incontro di oggi (lunedì 11 maggio) al MiBACT del ministro Franceschini con Agis, Comuni, Regioni e Cinema per decidere come muoversi. Vanno ascoltate le proposte frutto di un lavoro di gruppo e sintesi delle varie problematiche e del variegato mosaico che compone il mondo dello spettacolo, quelle capaci di rappresentare la maggioranza dei lavoratori della categoria, non inviti e proposte spot che riguardano un esiguo numero di lavoratori (spesso quelli più tutelati).

Il comportamento assunto da Agis in merito all’interpretazione dell’art.19 del CCNL e il mancato rispetto del provvedimento del Dpcm in merito al congelamento dei rapporti di lavoro dal 23 febbraio (non rispettato neanche per i lavori già scritturati) ha danneggiato i lavoratori e le loro famiglie. Il dubbio sollevato è che questa rapida e parziale riapertura (non tutti potranno garantire la sicurezza prevista dal CTS) finisca per permettere di ricominare ai grandi gruppi lasciando al palo quelli minori e, oltre al danno, la beffa di veder stoppate le misure straordinarie di tutela stabilite dal governo per fronteggiare l’emergenza.

Attrici Attori Uniti, CCNL Lavorator_Spettacolo_DANZA, E come ERESIA: Le Rivoluzione siamo noi?, Lavorator_della danza LDD, Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo Lombardia nel comunicato del 10 maggio rivendicano il diritto ad essere interlocutori attivi nelle decisioni che li riguardano (finora sono stati esclusi), reclamano il rispetto del CCNL (uno dei parametri per l’assegnazione del FUS) e la verifica del comportamento delle imprese da parte del Ministero.

Una ripresa così strutturata e con tali modalità significherebbe escludere ancora troppi lavoratori, lasciando in capo ad ognuno la responsabilità di contagio.

Anche in Spagna (uno dei paesi più colpiti dall’emergenza sanitaria) sono arrivati ad approvare nuove misure di tutela per i lavoratori del settore culturale e dello spettacolo, proprio perchè anche lì in tanti sono rimasti fuori da ogni forma di copertura d’emergenza prevista per le altre tipologie di lavoratori, anche a causa dell’intermittenza che caratterizza le attività artistiche, con la legge 17/2020 del 5 maggio.

Info: https://www.boe.es/boe/dias/2020/05/06/pdfs/BOE-A-2020-4832.pdf

TAG: lavoratori dello spettacolo
CAT: Occupazione

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