In Italia mai tanti alberi come oggi. Creature potenti, fanno bene alla salute

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25 Novembre 2020

A chi non piacciono gli alberi o le foreste. È così riposante camminare tra fusti e tappeti di foglie morte, ammirando il foliage ed i mille colori di cui la natura si riveste tra ottobre e novembre. Se è vero che le idee migliori vengono camminando, come sostengono Sant’Agostino (“Solvitur ambulando”) e Nietzsche (“Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina”), senza dubbio i migliori si affacciano alla mente durante una passeggiata nei boschi. A me, per esempio, in questo modo vengono in mente gli articoli da scrivere. E poiché tra un lockdown e l’altro ci è rimasto ben poco a parte le passeggiate nei boschi, ne approfitto per testare su di me l’effetto benefico della natura sul mio corpo e sulla mia psiche. Il beato Edoardo Rosaz (1830-1903), vescovo di Susa (TO), per sconfiggere una forma di depressione che lo aveva colto, faceva lunghissime passeggiate nella valle. Nel lontano 2009 Enzo Gragnaniello e Ornella Vanoni presentavano a Sanremo un testo dal titolo naturalistico e dal sound suggestivo: “Alberi”.

Nel 2015 all’Expo di Milano veniva esposto il grande Albero della Vita, una poderosa struttura in legno e acciaio che si illuminava in modo psichedelico circondato da spruzzi di acqua sulle note di “Wild Side” del Maestro Roberto Cacciapaglia.

Poi, aprendo un quotidiano nazionale, scopro che oggi che il patrimonio arboreo del Bel Paese è molto cresciuto. Infatti i boschi occupano il 36.4 per cento del territorio nazionale, cosa che non accadeva dai tempi della guerra bizantino-gotica di 1500 anni fa.  Ci sono 200 alberi per ogni italiano e vi è un incremento esponenziale degli ettari di bosco.  Oggi i boschi occupano oltre 10 milioni di ettari. Perché tutto ciò? Innanzitutto, mentre nei tempi andati occorreva disboscare ettari di terra per far posto alle colture agricole (come si vede dal dipinto Gli effetti del buon governo sul contado di Ambrogio Lorenzetti), oggi serve molto meno terreno e manodopera per produrre molto più cibo. In secondo luogo, il cemento armato e altri materiali da costruzione hanno sostituito il legno nelle sue varie applicazioni e anche per il riscaldamento si ricorre ad altro, vale a dire ai combustibili fossili.

C’è anche da dire che oggi l’Italia è diventato il maggior importatore europeo di legname per l’industria del mobile e le poche centrali energetiche basate su energie rinnovabili importano materiale da Canada e Brasile.

 

 

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