Un mega edificio fantasma nella terra di Padre Pio

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19 Maggio 2020

Non si parla mai abbastanza degli edifici fatiscenti e dello spreco di danaro pubblico legato alle grandi opere. Durante questa emergenza planetaria legata al Coronavirus abbiamo certo più volte ascoltato notizie e rimostranze relative ad ospedali al collasso ed a nosocomi chiusi. Per la cronaca, in Campania, tra il Sannio e l’Irpinia, i presidi ospedalieri chiusi negli anni sono stati: Bisaccia, in Alta Irpinia, anche se ai primi maggio si è parlato di una sua riapertura, con tanto di missiva indirizzata al governatore De Luca; quelli di Cerreto Sannita e San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento, per i quali, a loro volta, si è tornati a discutere di apertura verso fine aprile, sempre per l’emergenza legata alla pandemia in atto. Chissà dove porterà tutto questo gran discutere e protocollare missive, se alle buone intenzioni non si fanno seguire progetti chiari di sviluppo dei territori.

E della Casa Albergo del Pellegrino, mai entrata in funzione, e oggi fatiscente a Pietrelcina ne vogliamo parlare? Tempo addietro se ne è occupato anche “Il Corriere della Sera”, ma dell’enorme edificio galleggiante sull’acqua che si staglia solitario in mezzo ad una fittissima vegetazione, nessuno parla più. O meglio: dopo essersi augurati per anni che la struttura entrasse in funzione oppure fosse riconvertita in ospedale, cosa assai utile di questi tempi, i pietrelcinesi e gli abitanti dei comuni limitrofi hanno smesso di interessarsene. Di sicuro questa cattedrale nel deserto non è un buon biglietto da visita per i tanti pellegrini che annualmente si riversano nei luoghi ameni che furono testimoni della giovinezza del frate cappuccino, nonché dell’episodio delle stimmate. Costruita per la bella cifra di sette miliardi delle vecchie lire, la Casa Albergo si stende su una superficie di 5000 mq. E’ in una posizione paradisiaca, tra le pianure e le vallate di contrada Guardiola, ma come dicevamo non è mai andata in funzione. Nel 2005 è stata acquistata dalla Asl di Benevento per trasformarla in una residenza sanitaria assistita. Il costo dell’operazione è stato di un milione e 750mila euro. Nel 2017 la Asl la mette all’asta, ma nessuno si fa avanti. Davanti alla struttura campeggiano i cartelli con la scritta “Proprietà A.S.L.”, “Ingresso vietato”, ma in effetti è tutto accessibilissimo e come si può vedere dalle foto l’edificio è stato distrutto e vandalizzato. Diciamo che entrarci induce timore e tremore. E dire che in un momento storico come quello attuale un nosocomio in più, di dimensioni anche ridotte, avrebbe fatto comodo. Che cosa aggiungere? Cui prodest?

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CAT: Paesaggio

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