Il fascino dell’islamosinistra nelle università francesi

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1 Dicembre 2020

Pierre-Henri Tavoillot è un accademico della Sorbona di Parigi.

Il professor Tavoillot, docente di Filosofia, ha creato una formazione alla Sorbona come “secolarismo rappresentativo” e chiede un’azione contro l’attivismo islamico, sostenuto dall’estrema sinistra, che ha allungato la presa sulle università francesi.

Intervistato da Le Figaro, il prof. Tavoillot si dice «particolarmente stupito che il mondo accademico non mobiliti oggi tutte le sue energie per prevenire ciò che è accaduto all’università e ciò che è tragicamente accaduto al liceo. Al contrario, il primo riflesso è quello di accusare coloro che cercano di proporre strumenti per combattere l’islamismo e il terreno fertile che lo favorisce dalla caccia alle streghe e dal maccartismo. È sbalorditivo! In che modo la libertà accademica è oggi più minacciata? È davvero per una Grande Inquisizione di Stato o per l’ascesa di ideologie ostili ai valori della Repubblica?».

Fatta questa premessa, Tavoillot incalza: «Per me la risposta è chiara, ma sono sorpreso di vedere che coloro che denunciano il “let-do” e il “leave” in campo economico e sociale non esitano per un secondo a lasciarsi andare tutto e a lasciare passare tutto nell’istruzione superiore, compreso ciò che minaccia più direttamente i pilastri della nostra vita democratica. È davvero un attacco alla libertà accademica che proporre, cito qui il “manifesto dei 100” che ho firmato, “mettere in atto misure per individuare gli eccessi islamisti, prendere una posizione chiara contro le ideologie che li sottese, e coinvolgere le nostre università in questa lotta per la laicità e la Repubblica creando un organismo responsabile del rielezione diretta dei casi di violazione dei principi repubblicani e della libertà accademica, e sviluppare una guida di risposte adeguate, come è stato fatto per l’educazione nazionale“? L’emergenza è qui».

Voce fuori dal coro, Tavoillot individua i tre elementi che sono alla base dell’ideologia dell’ islamo-sinistra, così tanto di moda presso gli atenei francesi. Il primo è che vedere nell’Islam la “religione degli oppressi” permette alla sinistra di abiurare la sua avversione per i religiosi. È una “sorpresa divina” che irrompe nella stasi caratterizzante un reazionario proletariato europeo. Il secondo è nel fatto che si può importare un proletariato attivo e rivoluzionario. Di qui l’apertura delle frontiere e l’immigrazione incontrollata. Il terzo punto è che l’islamosinistra rappresenta un argine “a un imperialismo occidentale, neocoloniale e ipocrita che pretende di imporre la sua “ideologia dei diritti umani” in tutto il mondo, con il fuoco dei cannoni. Aggiungi a questo una dose significativa di Giudeofobia e avrai il ragionamento completo”.

Di questa radicalizzazione il docente della Sorbona snocciola vari esempi ed è in buona compagnia di altri accademici che hanno denunciato un “attacco alla libertà accademica”.

In questa denuncia agli “utili idioti” dell’islamismo, Tavoillot non omette di citare l’articolo L.141-6 del Codice dell’Istruzione:”Il servizio pubblico dell’istruzione superiore è laico e indipendente da qualsiasi influenza politica, economica, religiosa o ideologica: tende all’obiettività della conoscenza; rispetta la diversità di opinioni. Deve garantire all’istruzione e alla ricerca le loro possibilità di libero sviluppo scientifico, creativo e critico“.

Il suo messaggio finale è molto chiaro: «Se non ci fidiamo di noi stessi per discernere un avversario intellettuale da un nemico mortale, avremo fallito nella nostra missione di emancipazione attraverso la conoscenza e la cultura».

TAG:
CAT: Parigi, Questione islamica

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