150 anni fa finiva nel sangue la Comune di Parigi, rivoluzione anche femminista

:
29 Maggio 2021

In questi giorni sui canali di informazione francesi si fa un gran parlare di ciò che per la storia patria fu la Comune di Parigi del 1871. E di come, questo grande esperimento di democrazia e di libertà seguito alla sconfitta di Sedan del 1870, sia finito nel sangue.

La recente storiografia sull’argomento (sul quale sono stati scritti fiumi di letteratura) si concentra su due soggetti innovativi della ricerca. Uno riguarda il tema ecologico e dunque il rapporto che i comunardi ebbero con la natura. Essi reclamarono “la terra a chi la lavora” e denunciarono la distruzione dei beni comuni da parte della borghesia, così come la privatizzazione di foreste, boschi o campi.

L’altro filone di indagine si focalizza sull’apporto dato dalle donne a questo esperimento rivoluzionario. Sull’argomento è appena uscito un libro di Federica Castelli, Corpi in rivolta, perché non va dimenticato che diecimila donne combatterono al fianco degli uomini e poi ebbero un peso importante nella costruzione dei 72 giorni di autogoverno cittadino. A tale proposito la studiosa evidenzia  le grosse contraddizioni nello scenario della Comune. Essa si sofferma sulla diffidenza con la quale gli uomini guardavano a queste donne impegnate nella difesa della città nei giorni che precedono la sua caduta, del patriarcato diffuso che induce gli uomini a guardare alle donne come ad un pericolo per il successo stesso della rivoluzione e del fatto che a queste ultime manchi una qualsiasi forma di rappresentanza politica. Del resto, Proudhon, considerava il matrimonio indissolubile ed era contrario all’emancipazione femminile. E i comunardi maschi ne seguivano il pensiero, anche se all’epoca egli era già morto.

Nel mentre i due filoni sono già attivi ed operativi, ripercorriamo brevemente quella che fu la storia della Comune.

Sconfitta dai prussiani nel 1870 a Sedan, la Francia sprofondava nel caos politico e sociale. Napoleone III era stato fatto prigioniero dal cancelliere Bismarck e poi si era autoesiliato nel Regno Unito, dopo aver venduto le sue proprietà e i gioielli di famiglia. Di lì a poco muore. Adolphe Thiers, capo del nuovo governo provvisorio, firma l’armistizio con la Prussia e decide di trasferire il parlamento a Versailles anziché a Parigi. Ai prussiani ha già ceduto l’Alsazia e la Lorena ed ha lasciato il loro esercito sul suolo francese fino al pagamento di 5 miliardi di franchi oro come indennità di guerra.

A questo punto i francesi non ce la fanno più e scoppia la rivoluzione, che caccia il governo Thiers ed il 26 marzo 1871 elegge un governo cittadino. La Comune è un grosso esperimento di democrazia diretta e di riforme sociali, ancora prima che politiche. Ad essa guardano con entusiasmo i rivoluzionari di tutta Europa. Ne è simbolo la bandiera rossa. A maggio dello stesso anno Thiers reprime nel sangue la rivolta. Nasce così la Terza Repubblica, destinata a sostituire il Secondo Impero e a durare fino al 1940, anno in cui la Francia viene invasa dalle truppe naziste (che installano la Repubblica di Vichy – uno Stato satellite del Terzo Reich – nella parte meridionale del Paese). La Terza Repubblica andò avanti per settant’anni fra alti e bassi. Fu caratterizzata da riforme sociali e da forte espansionismo coloniale, soprattutto in Africa e in Indocina.

TAG:
CAT: Parigi, Storia

Nessun commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

CARICAMENTO...