Grandi donne rumene nella storia di Francia

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23 Marzo 2021

Mi è capitata sottomano una graziosa pubblicazione relativa ai rumeni che hanno fatto la Francia. Un libro di 40 pagine che contiene i profili di diciotto personalità che hanno lasciato un’impronta significativa in questa nazione. La mia attenzione è subito andata alle uniche cinque donne presenti nel libro. Se si fa un giro sulle enciclopedie online si può trovare la loro biografia, ma trovarle riunite in un libro dà l’idea dell’apporto di una comunità alla storia di un altro Paese. Eccole:

 

SARMIZA BILCESCU (Bucarest, 1867-1935), appartenente ad una famiglia dell’élite liberale, studia Legge all’Università di Bucarest e nel 1884 si iscrive alla Sorbona di Parigi, diventando la prima donna in Europa e nel mondo a conseguire la laurea in diritto francese. La sua tesi, discussa il 12 giugno 1890, ha come titolo: “La condizione legale della madre nel diritto romano e nel diritto francese”. Vista unicamente come donna e non come avvocato dalla società del tempo, Sarmiza sceglie di dedicarsi alla vita familiare. Rimane comunque attiva nei circoli femministi e fonda la Societatea Domnişoarelor Române (Società delle giovani donne rumene).

*Sarmiza Bilcescu

ANNA DE NOAILLES (Parigi 1876-1933), rumena per parte di padre, il principe Grégoire Bibesco Bassaraba de Brancova e greca da parte di madre, Rachel Musurus, Anna de Brancovan sposa nel 1897 il conte Mathieu de Noailles, entrando così in una delle famiglie della più antica nobiltà francese. Lei si fa notare con il suo primo scritto, Le Coeur innombrable, ed in seguito compone raccolte di poemi, romanzi e prose poetiche. Nel 1932 esce la sua biografia, “Le Livre de ma vie”. All’inizio del XX secolo il suo salotto all’Hôtel de Brancovan, al 34 di avenue Hoche attirò i migliori intellettuali dell’epoca, tra cui Maurice Barrès (con il quale Anna ebbe un’amicizia lunga e tormentata), Edmond Rostand, Paul Claudel, Colette, André Gide, , Frédéric Mistral, Marcel Proust, Paul Valéry, Jean Cocteau, Alphonse Daudet, Pierre Loti e Max Jacob. La de Noailles è stata la prima donna insignita del titolo di Commendatore della Legion d’onore. È stata anche la prima donna accolta alla Académie royale de langue et de littérature françaises de Belgique (al seggio 33; sul quale le successero Colette e Cocteau). La Scuola francese di Bucarest porta il suo nome.

*Anna de Noailles

ELENA VACARESCU (Bucarest 1864-Parigi 1947), scrittrice e traduttrice, debutta nel 1886 con il volume “Chants d’Aurore”. Di ritorno dalla Romania, diviene la prima damigella d’onore della regina Elisabetta di Romania. Una tragica storia d’amore con il futuro re Ferdinando I di Romania le vale l’esilio. Arrivata a Parigi, Elena apre un salotto frequentato da personalità come Marcel Proust o Anatole France. Dopo la Grande Guerra fonda il premio “Femina Vacarescu”. Durante il conflitto, ella aveva sostenuto il suo Paese d’origine, arrivando a guadagnare alla causa rumena diverse personalità francesi ed europee. Nel 1919 diviene delegata permanente della Romania presso la Società delle Nazioni e membro della Commissione internazionale della cooperazione intellettuale di Ginevra. Elena Vacarescu si è laureata due volte presso l’Accademia francese per Canto d’Aurora e Rapsodia della Dambovita. È stata insignita della Legion d’Onore nel 1927.

*Elena Vacarescu

MARTHE BIBESCU (Bucarest 1886-Parigi 1973), nata da nobile famiglia, a 16 anni sposa il principe Georges Valentin Bibesco. Debutta a Parigi come donna di lettere. Nel 1908 esce il suo libro “Les Huit-Paradis”, ispirato ad un viaggio in Asia minore dove suo marito (aviatore e pilota) era in missione diplomatica. Il libro riceve un’accoglienza calorosa da Maurice Barrès. La sua penna dipinse l’aristocrazia parigina cosmopolita. Il suo fu un matrimonio infelice, nonostante fosse frutto di una grande passione. A 17 anni, per consolarsi dall’infedeltà del marito, Marthe finisce tra le braccia del cugino di lui, Emaniol, che morirà suicida in Inghilterra nel 1917. Marthe Bibesco fu protagonista di un’intensa attività diplomatica e di beneficenza. Nel 1912 inizia il restauro del complesso architettonico a circa 15 km di Bucarest, regalatole dal marito l’anno precedente, che comprendeva l’edificio settecentesco di “stile Brâncovenesc”. Dal 1916 dirige un ospedale per i feriti a Bucarest, sotto l’occupazione tedesca, rivelandosi preziosa fonte di informazioni per il governo rumeno. È stata testimone e protagonista dei grandi avvenimenti storici della sua epoca. Fortemente critica verso il bolscevismo, Marthe Bibescu ha lasciato la Romania nel 1945, per andare in Inghilterra. Da qui ha fatto di tutto (vendere gli smeraldi della famiglia Bibescu, i quadri avuti in regalo, i beni che era riuscita a portare fuori dal paese) per far emigrare con successo la figlia Valentina Bibescu e il genero, il principe John Nicolas Ghika-Comanesti, tutti e due agli arresti domiciliari. Trasferitasi definitivamente in Francia, ha vissuto solo di scrittura ed ha continuato a criticare il regime comunista in Romania. Scrittrice di successo, viaggiatrice appassionata, è stata anche la fondatrice del Jurnal politic, di cui frammenti furono pubblicati dalla vecchia Editură politică.

*Marthe Bibescu

ELVIRE POPESCU (Bucarets 1894-Parigi 1993), esotica e disinvolta, fu la regina del Teatro del boulevard. Tristan Bernard per parlare di lei la evoca con questa frase: “Un bicchiere di champagne con delle lacrime sul fondo”. Elvire compì studi raffinatissimi. Si sposò tre volte e si vociferò a lungo che il re Ferdinando I di Romania fosse follemente innamorato di lei. Ispiratrice di Matisse, attrice di successo, femme fatale, fu anche splendida padrona di casa di un salone mondano nella tenuta a Mézy-sur-Seine (ed in seguito in avenue Foch, a Parigi) che venne frequentato da tout-Paris. Il suo accento straniero e la sua “r” divennero proverbiali. Lei ebbe a dire: “Il mio unico rammarico è il mio accento. Mi ha impedito di giocare i grandi ruoli drammatici o tragici”. Divenne la “Parisienne” per eccellenza, facendo strage di cuori. A lei è dedicata la Sala Popescu all’interno del Théâtre Marigny, sugli Champs Elysées, e la sala del cinema dell’Institut français di Romania.

*Elvire Popescu

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CAT: Parigi, Storia

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