A luglio, in Grecia, farà caldo. Tsipras perde e indice elezioni anticipate

30 maggio 2019

In Grecia le elezioni europee di domenica, e alcune importanti amministrative (Atene, Salonicco, tra le altre), hanno portato un risultato chiarissimo: la sconfitta di SYRIZA. Il partito di Tsipras, che è comunque l’uomo che ha guidato la Grecia verso l’uscita (formale) dal programma di aiuto finanziario dell’EU, ha perso il paese in tutte le circoscrizioni con la sola eccezione di Creta (tradizionalmente di sinistra). Alle amministrative di Atene e Salonicco si va al ballotaggio, ma appunto senza i candidati di SYRIZA.

Subito dopo i risultati, Tsipras ha annunciato la sua intenzione di indire nuove elezione politiche (la legislatura sarebbe comunque finita naturalmente in autunno). Queste saranno formalizzate nei prossimi giorni, ma dovrebbero tenersi già il 7 di luglio.

Qualche dato (fonte: Euronews): Il principale partito di opposizione Nea Dimokatía (ND) di Kyriákos Mitsotákis, che fa capo alla famiglia del Partito popolare europeo, ha vinto con il 33,25%. SYRIZA del premier Alexis Tsipras passa al secondo posto col 23,74%. Arretra significativamente la formazione  di estrema destra Alba Dorata, che scende sotto al 5%. Nel 2014 Syriza aveva ottenuto 6 seggi (26,57%), Nuova Democrazia 5 (22,72%), Alba Dorata 3 (9,39%). Il movimento DIEM25 (MERA25 in greco) guidato da Varoufakis, e sostenuto, fra gli altri, da Noam Chomsky, ha sfiorato la soglia del 3%, necessaria per eleggere un deputato; Varoufakis stesso però festeggia con un tweet il risultato e l’inizio della campagna  per le politiche:

 

Il voto di domenica è innanzitutto una sconfitta di SYRIZA. Al netto di un’astensione sempre molto alta, questo pare aver perso elettori a sinistra come a destra della sua piattaforma politica, che dopo il referendum sui salvataggi europei del 2015 era attraente per un elettorato di centrosinistra.

Accolti risultati, Tsipras minimizza la sconfitta nelle comunicazioni ufficiali, ma è cominciata con una riunione del direttivo politico di SYRIZA di ieri una turbolenta fase preelettorale di ridiscussione delle strategie del partito. Indubbio è che una significativa parte dell’elettorato non ha gradito l’accordo con lo stato confinante FYROM, e il consenso del governo greco alla sua ridenominazione in Macedonia del Nord. Questo era però un accordo chiave per la strategia di allargamento dell’EU (e NATO) sui Balcani. SYRIZA ha perso in particolare il voto della classe media durante questi anni. I greci sono soprattutto oppressi da una pressione fiscale molto alta, e ND ha giocato la propria campagna elettorale in buona parte sulla riduzione delle tasse.

Qualche domanda: se i risultati delle prossime politiche saranno simili a quelli delle europee, ND sarà il primo partito chiamato a formare il governo, ma dovrebbe allearsi con altri partiti per formare una maggioranza. Con chi potrebbe governare?  Si formerebbe un governo di unità nazionale con il vecchio centrosinistra (il PASOK), ora rinominato Kinima Allagis (KinAl)? Il sistema economico greco ha subito uno schock fortissimo con gli aggiustamenti fiscali e amministrativi degli anni della crisi. C’è ancora chi, come Barbara Spinelli, parla di errori fatti dall’Europa nella gestione della crisi del debito in Grecia. Sarà la nuova fase politica il momento per cominciare a riparlarne? È vero che la Grecia è tornata a finanziarsi sui mercati, e il sistema produttivo si è adattato alle nuove condizioni; il domani non è però ancora roseo, né chiaro, con molti asset nazionali (come i porti e gli aeroporti, ma non solo) che sono stati venduti in toto o in parte.

Con diverse aziende che hanno investito in Grecia negli ultimi tempi (su tutte, FS e SAIPEM), l’interesse economico, e geopolitico italiano è seguire da vicino lo sviluppo di questa vicenda. Ma le europee in Grecia hanno anche semplificato il panorama elettorale, penalizzando fortemente Xrysí Avgí, oltre che diversi piccoli partiti alla destra di ND, e non solo. Non si possono certo fare paragoni, ma non è che, forse forse, la situazione politica in Grecia, vista dall’altra sponda dell’adriatico, appare invidiabile?

 

 

APPENDICE, gli spont elettorali:

1. Un video (funky) della campagna di Tsipras (mirato a votanti giovani; proprio SYRIZA a fatto passare una recente nuova norma che permette il voto dai 17 anni):

 

2. Il video (serioso) della campagna di di ND

 

3. Kynima Allagis (eredi del vecchio PASOK), probabile ago della bilancia per un prossimo governo, guardando a destra (ND) come a sinistra (SYRIZA).

 

4. Dulcis in fundo: Il KKE, il partito, marxista-leninista, anti-EU:

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CAT: Partiti e politici

Un commento

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  1. evoque 5 mesi fa
    Trasferiamo la Grecia in Italia. Se l'Italia avesse avuto l'austerità della Grecia, il partito di Tsipras sarebbe finito a - 200. E i bercianti populisti nostrani - Lega e Cinquestelle - si sarebbero divisi equamente tutto l'elettorato.Mentre la Grecia ha sì penalizzato Tsipras, neanche più di tanto, ma ha anch evotato un partito pro UE come è appunto Nuova Demcarazia. Sempre più mi convinco che l'Italia abbia uno dei popoli peggiori tra i paesi delle democrazie occidentali.
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