La mucca nel salotto

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16 Novembre 2017

La profezia di Bersani si è avverata e la mucca, dal corridoio, è entrata nel salotto.

La destra neofascista ha varcato la soglia dei salotti mediatici: intervistata dai grandi giornali e, soprattutto, ospitata nei principali talk show, ha trovato la strada per raggiungere agevolmente milioni di persone che, altrimenti,  avrebbero continuato a ignorarne l’esistenza.

Se la simpatia è comprensibile da parte dei media della destra, c’è invece da chiedersi che cosa abbia spinto due giornalisti e opinion makers “di sinistra” a sdoganare un movimento xenofobo, che ha la discriminazione come principale punto programmatico. E’ stato forse lo scrupolo deontologico di dare voce a una minoranza poco conosciuta? Difficile crederlo: di solito, le loro trasmissioni ospitano politici mainstream. Si è trattato di un espediente per catturare l’attenzione di spettatori che, normalmente, guardano altro? Può darsi e di sicuro ha funzionato, ma per una sola puntata.

Resta il fatto che il leader di un movimento che si dichiara erede della Repubblica Sociale è diventato un personaggio da talk show come tanti altri, che può lanciare i suoi slogan dal pulpito televisivo; e chissà quanti giovani ignari della storia del secolo scorso, o quanti anziani nostalgici delle parole d’ordine della loro giovinezza, ne saranno affascinati. Ancora una volta, sarà il sistema mediatico ad amplificare un fenomeno politico, fingendosene semplice osservatore.

Di certo, qualcuno additerà l’ascesa dei fascisti come nuovo pericolo da scongiurare e inviterà gli elettori a votare per il blocco politico di sistema; ma si accorgerà che sbattere il mostro in prima pagina ha avuto l’effetto opposto di normalizzarlo, addomesticarlo, renderlo credibile. La deriva politica che da tempo sta trascinando quasi tutto l’arco parlamentare verso destra (con il Pd che adotta le linee programmatiche di Forza Italia, il M5S che insegue la Lega su fisco e immigrazione e la stessa Lega che abbraccia il trumpismo) subirà un’accelerazione e, alla fine, Giorgia Meloni dovrà spingersi nel revival del Ventennio per non farsi travolgere dai suoi nuovi competitori politici; i quali però, grazie alla loro novità, saranno comunque più credibili di lei.

Quando la mucca sarà seduta su una poltrona di Montecitorio, molti si chiederanno come ci sia arrivata; alcuni si stracceranno le vesti, senza accorgersi che sono stati proprio loro ad aprirle tutte le porte.

 

 

 

 

 

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CAT: Partiti e politici

2 Commenti

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  1. evoque 3 anni fa

    I talk show sono trasmissioni oscene: ho appena visto, su YT perché io non guardo più da anni quelle ciofeche, uno Sgarbi che all’Aria che tira (la 7) dava di matto, scagliandosi contro Vauro, colpevole di avere detto che la ricchezza di Berlusconi non è stata raggiunta in modo trasparente; il tutto condito da epiteti il più passabile dei quali era pirla. Mentre la conduttrice, con aria fintamente contrita, cercava di riportare un po’ di serenità…Che cosa voglio dire? Che è tutta una sceneggiata, un do ut des. Questa invita Sgarbi e Vauro, sperando in quel che poi è avvenuto, lo stesso fanno gli altri con gli Spada e i neofascisti. Il fine di queste schifezze non è quello di informare, ma di fare audience con tutto quel che ne deriva.Se si facesse come io faccio da tempo, quelle trasmissioni sarebbero morte di inedia, non avendo più uno share. Purtroppo, l’essere umano non è migliorato dal tempo in cui gli imperatori di Roma sollazzavano la plebaglia con lo spettacolo delle belve che divoravano i Cristiani.

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  2. silvia-bianchi 3 anni fa

    La cosa preoccupante è che quella del “mostro” è una tattica che tende a drogare l’audience: la prima volta gli ascolti crescono; la seconda, la terza gli spettatori sono già annoiati, dunque il soggetto in questione deve alzare i toni, o si deve inviare qualcuno di ancora più estremista. E’ veramente un meccanismo perverso, ma per interromperlo bisognerebbe avere responsabili editoriali capaci di andare oltre il risultato del giorno dopo

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