Sala o Parisi, l’è minga istess

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8 Giugno 2016

D’accordo, Giuseppe Sala non ci entusiasma, per niente. Eravamo in molti a essere perplessi fin dall’inizio e la campagna elettorale non ha certo aiutato: in ogni confronto o apparizione tv Stefano Parisi è apparso più incisivo, più spigliato, perfino più simpatico (e gli va anche dato il merito di essere apparso per primo nella maratona di Mentana, quando tutti gli altri se ne stavano ancora rintanati, commentando il risultato sulla base dei soli exit poll: chapeau).

Se a questo aggiungiamo la nota sovrapponibilità dei candidati – entrambi manager, entrambi laici liberali, entrambi estranei al mondo della politica militante ma ben addentro alla macchina burocratica – il gioco è fatto: perché mai dovremmo votare Sala?

Il punto però è un altro e riguarda la squadra e gli uomini di cui si circonda il candidato. Il sindaco è il capo, su questo non ci piove, ma non possiamo fare finta di non conoscere il ruolo decisivo che negli ultimi 5 anni hanno avuto gli assessori della giunta Pisapia.

Tajani, Majorino, Maran. Solo tre nomi, i primi che mi vengono in mente, che hanno avuto un ruolo essenziale nella rinascita di Milano, nelle loro diverse funzioni in qualità di assessori. Milano non è rinata (per chi la pensa così) per merito del solo Pisapia, ma per merito delle persone di cui si è circondato.

Ora, dei tre citati due hanno appoggiato Sala fin dall’inizio e un terzo è capolista. Se ci sono dubbi su Sala, forse è il caso di guardare alle persone che molto probabilmente entrerebbero nella sua giunta.

E una volta fatto questo, si può guardare alla foto che sta circolando ovunque sui social network (che vede il candidato del centrodestra in compagnia di Salvini, Lupi, La Russa, Gelmini) per capire in che modo una giunta Parisi sarebbe differente: sarebbero quegli uomini a indicare a Parisi chi far entrare in giunta (e che peso avrebbe in questa giunta l’ombra di Salvini, che è stato consigliere comunale per lunghissimo tempo e il cui dichiarato “sogno” è fare il sindaco di Milano?).

Sala e Parisi sono sicuramente sovrapponibili; sono anche sicuro che avrebbero potuto scambiarsi i ruoli senza particolari problemi. E io starei scrivendo le stesse identiche cose se Parisi fosse stato il candidato del centrosinistra e Sala del centrodestra.

In questa situazione particolare, la differenza la fanno le squadre. E le squadre di Sala e Parisi saranno molto, molto diverse. Pensate bene alla Milano che avete in mente prima di decidere di restare a casa nel momento cruciale.

@signorelli82

TAG: elezioni sindaco milano 2016
CAT: Partiti e politici

2 Commenti

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  1. massgorbani 4 anni fa

    D’accordissimo ma, vista la conclamata sovrapponibilità dei candidati, mi rimane il rammarico che, al posto di Sala, non ci sia Parisi. Che, d’altra parte, ha la responsabilità degli alleati che si è scelto

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  2. vito-troiano 4 anni fa

    Vero ma, Parisi ha dalla sua che oltre ad essere un manager è anche un politico mentre Sala è solo un manager. Poiché non esiste solo la squadra ma anche un capo squadra Sala a differenza di Parisi non lo è. Parisi incarna il riformismo politico invece Sala incarna il riformismo tecnocratico.

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