Benevento, interruzione durante Messa della Domenica delle Palme per chiedere…

:
28 Marzo 2021

Da un po’ di tempo a questa parte di gesti eclatanti di gente allo stremo delle forze per la chiusura delle attività ne stiamo vedendo in giro diversi. A nessuno, però, era venuto in mente un gesto eclatante e forte come questo: contestare per le chiusure e chiedere la ripresa delle attività culturali di cui molti vivono, facendolo durante la Messa del 28 marzo, Domenica delle Palme.

Succede a Benevento, città dell’entroterra campano assai gradevole, quasi una perla rara, ma allo stato attuale non adeguatamente valorizzata, come potete leggere in questo resoconto giornalistico.

Un gruppo di giovani del posto ha interrotto la Messa che si stava svolgendo nella Basilica della Madonna delle Grazie, protettrice della città. Il gesto è stato plateale ma pacifico, perché a quanto pare le Chiese, come ha scritto una internauta nel gruppo “Sei di Benevento se…”, sono l’unico palcoscenico rimasto a disposizione.

E’ stato girato un video dell’accaduto poi prontamente postato su Youtube, nel quale si vede l’attivista sannita Andrea Maio, presidente dell’associazione culturale ‘Quinto Elemento’, alzarsi dal banco nel quale è seduto e chiedere la parola nel corso della santa messa. Dietro di lui, altri manifestanti, proprio dinnanzi all’ambone, hanno esposto uno striscione con la scritta: “Libertà di culto Libertà di cultura”.

Il giovane è stato subito allontanato dalla funzione religiosa in corso. Il collettivo ha spiegato ad una emittente locale, di esprimere “disobbedienza civile come forma di risposta alle limitazioni delle libertà, soprattutto limitazioni alla libertà di fare cultura. L’azione è stata portata nell’ambiente sacro della Chiesa in quanto unico ‘palcoscenico’ aperto e fruibile da ‘assembramenti di persone’. Il messaggio è l’auspicio di una riapertura sensata, generalizzata e non unidirezionale. Il tutto per evitare di generare una deriva schizofrenogena all’interno della popolazione civile”.

L’opinione pubblica sannita si è fortemente divisa sui social. Alcuni la ritengono una piazzata di cattivo gusto e priva di rispetto, altri l’espressione di una disperazione di fondo o quanto meno un gesto teso a svegliare le coscienze e le istituzioni sulle difficoltà di un settore, quello dello spettacolo e della cultura, fortemente penalizzato dalle prolungate chiusure legate alla pandemia in corso.

TAG:
CAT: Precari

Un commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

  1. andrea-lenzi 2 settimane fa

    i privilegi concessi alla chiesa cattolica in nome della superstizione religiosa sono intolerabili:
    messe possibili mentre i negozi sono chiusi; campane assordanti a tutte le ore del giorno; crocefissi, cioè pubblicità, in scuole PUBBLICHE ed ospedali; statue, cioè pubblicità, ovunque e pure al di fuori delle stesse chiese, l’equivalente di un’insegna commerciale, che però non viene tassata, pur servendo a fare soldi.

    IMU SULLE RICCHE ATTIVITà COMMERCIALI evasa legalmente.

    Perfino nelle fototessere sui doc d’identità in nome della religione si possono portare copricapo, che a noi civili non sono consentiti.

    Facciamo le persone serie e finiamola

    Rispondi 0 1
CARICAMENTO...