Condannata Loujaïne Al-Hathloul, attivista saudita per i diritti umani

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28 Dicembre 2020

Elettroshock, frustate e abusi sessuali. È quanto ha dovuto subire l’attivista per i diritti delle donne Loujaïne Al-Hathloul durante la prigionia che ha scontato nel maggio del 2018, per la colpa di aver combattuto in favore delle donne. Al Hathloul, 31 anni, è da tempo in prima fila per chiedere la fine della tutela maschile obbligatoria per le saudite e il diritto a condurre l’auto.

L’agenzia di stampa online Sabq nella mattinata del 28 dicembre 2020 ha diffuso la notizia che l’attivista è stata condannata da una corte anti-terrorismo di Riad a cinque anni e otto mesi di carcere da un tribunale specializzato in casi antiterrorismo. La sentenza prevede un rinvio di due anni e 10 mesi, “a condizione che non commetta un nuovo crimine entro tre anni”. Considerando il periodo trascorso in custodia cautelare (due anni e mezzo) e le attenuanti Al Hathloul sarà libera a marzo del 2021, non appena vi sarà stato l’insediamento dell’amministrazione Biden negli Stati Uniti. Infatti il nuovo governo promette di rovesciare il sostegno incondizionato offerto da Donald Trump ai sauditi e di chiedere conto delle violazioni dei diritti umani nel regno, nonché della giustizia sommaria di cui è stato vittima Jamal Khashoggi, il giornalista dissidente e residente negli Usa ucciso e smembrato nel consolato saudita di Istranbul da uomini vicini al principe MBS.

Anche Francia ha richiesto il “rilascio rapido” dell’attivista saudita per i diritti umani Loujain Al-Hathloul. Un portavoce del ministero degli Esteri francese ha detto: “Come abbiamo detto pubblicamente in numerose occasioni, vogliamo il rapido rilascio della signora Loujaïne Al-Hathloul. La Francia ricorda la sua costante mobilitazione per i diritti umani e l’uguaglianza tra donne e uomini”.

Anche Amnesty International ha lanciato il suo appello a favore della scarcerazione della militante saudita ed ha lanciato una raccolta di firme in favore di Loujain.

A sostegno della donna sono arrivate circa 52.000 firme.

 

La foto di copertina è tratta dal sito web di Amnesty International
© Marieke Wijntjes / Amnesty International
TAG:
CAT: Questione islamica

Un commento

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  1. paolo-fusi 4 settimane fa

    Grazie per questo articolo. Spero che i governi dell’Unione Europea finalmente capiscano che opporsi (giustamente) alla follia di Erdogan non può significare la follia quasi peggiore di Mohammed Bin Saman e Mohammed Bin Zayed Al-Nahyan. Grazie per averci aggiornati

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