Le combattenti, impegnate e potenti donne del 2020

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1 Gennaio 2021

«Combattenti. Impegnate. Potenti. Queste sono le nostre donne dell’anno 2020». Con queste parole la testata francese Loopsider passa in rassegna le donne che sono state le protagoniste dell’anno più difficile e complicato del XXI secolo e che è appena passato e già entrato nella Storia, anche se tutti vorremmo dimenticarlo.

Loopsider ha realizzato un breve video di sette minuti, all’interno del quale sfilano i volti di queste combattenti e delle loro gesta.

Adèle Haenel, 31enne attrice francese. Durante la cerimonia di premiazione del César si è alzata ed è uscita dalla sala per protestare contro l’attribuzione del premio al regista Roman Polansky, accusato di stupro e di violenza su minore. Del caso ho già diffusamente parlato in un mio precedente articolo al quale vi rimando. Il suo è stato un gesto forte e potente, nei confronti di un sistema cinematografico, quello francese, fortemente maschilista. In termini lavorativi le sta costando, in quanto da quel momento l’attrice francese non è più stata scritturata per nessuna parte. Lei ha dichiarato ai media che non le importa se non lavorerà più nel cinema, ha fatto ciò che riteneva giusto. La Haenel ha molto a cuore i diritti delle donne. Da bambina è stata oggetto di violenza da parte del regista Christofe Ruggia, nel corso delle riprese per il film “Le Diables”.

Kamala Harris, vice presidente degli Stati Uniti. È la prima donna afro-americana a ricoprire questo prestigioso incarico.

Christina Kock, astronauta. È stata la prima donna a trascorrere più tempo nello spazio.

Assa Traoré, attivista,  francese di Black Lives Matter e leader del Comitato per la Giustizia e la Verità per Adama,  il nome dal fratellastro, Adama Traoré, che morì sotto la custodia della polizia. A tale proposito Assa ha dichiarato: “Mio fratello ucciso come Floyd. È per lui che guido i Black Lives Matter francesi, soldati al fianco dei discriminati”
Il “Time” le ha dedicato una copertina.

Le donne argentine e polacche che si sono battute per ottenere o mantenere il loro diritto all’aborto. Anche di questo ho già parlato.

Aya Nakamura, cantante maliana naturalizzata francese. È l’artista francese più ascoltata all’estero. Il suo nuovo album le è valso l’affissione a Time Square, a New York.

Jacinda Arden, primo ministro della Nuova Zelanda. Si è distinta per la sua gestione della pandemia da Covid-19. Grazie ad uno stretto lockdown ed alla chiusura delle frontiere, a puntuali informazioni sull’andamento della pandemia attraverso i social network, ha ottenuto un risultato straordinario. La Nuova Zelanda ha contato solo 25 morti per Covid-19.

Vanessa Springora, attrice ed editrice. Ha scritto il libro “Le consentement” che racconta come lo scrittore Gabriel Matzneff ha abusato di lei. Il libro, che ha venduto ventimila copie in pochi giorni, racconta della relazione malata che la Springora negli anni Ottanta ebbe a 14 anni con il maturo scrittore cinquantenne, prima di apprendere che “l’orco” in questione avesse l’insana abitudine di intessere relazioni con adolescenti, con la copertura del mondo letterario. Matzneff è stato indagato dopo la pubblicazione del libro della Springora. Il caso ha suscitato un grande clamore in Francia, dove il governo da anni garantisce a Matzneff una pensione di indennità. L’autrice del libro per anni ha sofferto di problemi psicologici, tra cui la depressione.

Naomi Osaka, campionessa mondiale di tennis. È stata premitata come atleta femminile dell’anno. Attivista per il movimento Black Lives Matter. Ha reso omaggio a Tamir Rice, un ragazzo di 12 anni morto per un proiettile sparato dalla polizia di Cleveland nel 2014, ed anche a George Floyd, “il caso di ingiustizia sociale statunitense più celebre” (come scrive Wikipedia).

Laverne Cox, attrice transgender. Ha realizzato il documentario «Disclosure» sulla rappresentazione delle persone trans nel cinema e nella televisione.

Gloria Allred¸ colei che ha difeso le vittime di Harwey Weinstein, il noto affair che ha lanciato nel mondo il movimento #MeToo. Weinstein è stato condannato a 23 anni di prigione.

Loujain Al-Hathloul, attivista saudita per i diritti delle donne arabe, in primis quello di sganciarsi dalla tutela maschile e quello di poter guidare l’automobile. Me ne sono occupata qui.

Vanessa Nakate, attivista ugandese per il clima. Ha organizzato delle manifestazioni per il clima ed ha coinvolto i Paesi in via di sviluppo nel dibattito mondiale sui cambiamenti climatici. Nel gennaio del 2020 ha denunciato l‘Associated Press per averla ritagliata da una foto di gruppo che mostrava delle giovani attiviste. Dopo la critica Apnews ha sostituito l’immagine.

Anastasia Vassilieva, dottoressa russa, ha denunciato la gestione della crisi sanitaria da parte del Cremlino. È a capo dell’Alleanza dei Medici. È stata anche arrestata per aver liquidato come “bugie” i bassi numeri ufficiali del Paese per le infezioni da coronavirus.

Nina Baginskaya, 73 anni, eterna manifestante. Partecipa a ogni manifestazione contro il Presidente Loukachenko. «Fin dalla tenera età, era una ciclista competitiva. Nei suoi anni più giovani, mentre era in bicicletta, è stata coinvolta in un incidente che ha portato a una collisione con un’auto, che ha causato una ferita alla testa ed epilessia post-traumatica. Si è laureata presso l’Università Statale Bielorussa di Informatica e Radioelettronica, specializzata nell’assemblaggio di apparecchiature radio. Ha lavorato come geologa presso l’Istituto geologico di ricerca bielorusso. Nel 2020, Baginskaya è diventata famosa per la sua espressione “Sto solo camminando”. Dopo aver risposto questo alla polizia antisommossa che ha tentato di fermarla e toglierle la bandiera.» (Wikipedia)

Zhang Zhan, ha descritto la realtà del lockdown di Wuhan sui social network.  Giornalista cinese ed ex avvocato, Zhang è stata torturata dalla polizia segreta cinese e condannata a quattro anni di prigione con l’accusa di “aver litigato e aver provocato problemi” per aver raccontato la cattiva gestione da parte del governo cinese della pandemia COVID-19. È la prima giornalista cittadina ad essere condannata per aver riferito della pandemia in Cina, anche se almeno altri 47 giornalisti sono attualmente detenuti in Cina per la loro segnalazione di coronavirus. Zhang è stato torturato per tre mesi prima della condanna, tenuto in manette 24 ore al giorno per tutto il tempo. Zhan è in sciopero della fame dal giugno 2020 e viene nutrita con la forza attraverso un tubo di alimentazione, le sue mani sono legate per impedirle di rimuoverlo. Il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America Mike Pomeo ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che «gli Stati Uniti condannano fermamente l’accusa fittizia della Repubblica Popolare Cinese (RPC) e la condanna del giornalista cittadino Zhang Zhan il 28 dicembre».

Emmanuelle Charpentier¸ ha ricevuto il premio Nobel per la chimica.

Dominique Costagliola, epidemiologa francese, ha ricevuto il gran premio INSERM per il suo impegno nella lotta di contrasto all’Aids e al Coronavirus.

Katie Porter, deputata americana, ha accusato Mark Alles, ex CEO della società farmaceutica Celgene, di aumentare il prezzo di un farmaco per la cura del cancro per aumentare i profitti. La Porter ha detto: «Il farmaco non è migliorato, la maggior parte dei pazienti oncologici non è migliorata, ma hai migliorato la tua situazione realizzando più profitti.» Il video con la sequenza della sua indignazione ha fatto il giro del mondo.

Françoise Gachet, attraverso una piattaforma online ha lanciato un appello per le donazioni di capelli per combattere la fuoriuscita di petrolio seguita ad un naufragio alle isole Mauritius, dove risiede. Secondo gli esperti, un chilo di capelli assorbirebbe fino a 8 litri di idrocarburi, e quindi limiterebbe questo disastro ecologico. Grazie al suo appello sono state raccolte diverse tonnellate di capelli.

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CAT: Questioni di genere

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